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Franceschini l’ha definito un «appello comune per difesa del patrimonio culturale dal terrorismo».
Oggi, infatti, insieme al Ministro iraniano della Cultura e della Guida Islamica, Ali Jannati, il Mibact italiano ha firmato il protocollo esecutivo di collaborazione culturale che vedrà una nuova sinergia tra i Paesi.
Quali le attività su cui si punta? Da un lato l’istruzione, l’insegnamento della lingua, le borse di studio, la collaborazione interuniversitaria, ma anche l’organizzazione di mostre da allestire in entrambi gli stati, festival teatrali, musicali e cinematografici che portino ad una diffusione della rispettiva cultura da ambo le parti.
C’è però forse una terza “clausola”, ancora più importante: nel protocollo si prevede anche la cooperazione nel settore del restauro, della conservazione e della ricerca archeologica, soprattutto attraverso lo scambio di informazioni, di pubblicazioni e di esperti, visto che entrambi i Paesi posseggono – come ben sappiamo – un imponente patrimonio storico e il Ministro Franceschini su questo ha rivolto il suo pensiero: «Questa azione ci offre l’occasione di rivolgere una comune sollecitazione alla comunità internazionale, condivisa dal ministro Jannati, affinché venga difeso il patrimonio culturale colpito dalla furia cieca del terrorismo», come sta avvenendo in Iraq.
Jannati, più lungimirante, ha parlato invece delle possibilità di estendere questo trattato anche ad enti che non siano per forza statali: «Gli ambiti di intervento del protocollo sono talmente vasti che fanno prevedere il coinvolgimento non solo del settore statale, ma anche di quello privato». Aspettiamo i programmi. E magari anche di conoscere gli investimenti.












