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La Villa romana del Casaledi Piazza Armerina (Enna), uno dei tesori archeologici siciliani, famoso in tutto il mondo per i preziosi decori musivi, sarà finalmente sottoposta ai necessari interventi di restauro. L’assessorato regionale ai Beni culturali ha appena stanziato 18 milioni di euro per i lavori, affidati all’Istituto Regionale del Restauro. Recentemente un gran polverone si era sollevato intorno alla situazione della Villa, grazie anche alle ripetute accuse mosse da Vittorio Sgarbi contro le amministrazioni locali, colpevoli della condizione di incuria e degrado in cui il sito versa ormai da tempo. Sgarbi, dopo il suo ultimo chiacchierato blitz notturno di ricognizione presso la Villa, definì quello di piazza Armerina “uno scandalo nazionale: Piazza Armerina dovrebbe brillare come l’oro ed invece è un letamaio”. Pare che a fronte di tale pubblicità negativa la Regione Sicilia davvero non abbia potuto fare a meno di farsi carico del problema. Pur sempre a una buona funzione assolvono, in certi casi, l’irruenza di Sgarbi e il suo impatto mediatico. Bene sarebbe se gli imput provenissero dalla coscienza e dall’ attenzione di chi governa le Regioni.
[exibart]










Grazie Sgarbi! Bellissima nitizia.
In vero Piazza Armerina, ovvero la villa del Casale, è una delle tante bellissime opere artistiche presenti nella Sicilia.
Fa specie che nessuno, ma dico nessuno e per nussuno intendo neanche i sicialini stessi, sanno di un paesino collocato verso Palermo ma nell’entroterra: l’ingresso in auto avviene da una strada provinciale che passa sotto una scultura a stella, gigantesca, un’opera di Consagra se non vado errato. Il paese è Gibellina Nuova. Gibellina vecchia, il paese originario, è andato distrutto con un terremoto, molto noto alla cronaca italiana, fatto di pochi isolati su un fianco di una collina. Gl’isolati rimasti, presenti solo con le aree delimitate dalle mura alla base degli edifici crollati, sono stati compattati in blocci di cemento, per l’intervento di un rinomatissimo artista del secolo scorso: Burri. Arrivando dalla strada con l’auto, ad una svolta sopra stante il cimitero si vede improvvisamente questo lato di collina, oltre la valle, che luccica come una carta stagnola; la posizione la rende illuminata nell’arco dell’intera giornata. Si vede come una sorta di piastra tagliata, con delle fenditure parallele ma non rettilinee: sono i tracciati stradali del vecchio paese. Ricordo visitandolo un’estate di anni fa, di aver rivisto a breve distanza di tempo una pubblicità di scarpe da ginnastica, in cui un giovane atleta correva su degli spiazzi inclinati di cemento, e si vedevano chiaramente le fenditure sullo sfondo. L’interpretazione artistica del luogo così restituito alla memoria, va sotto la tipologia di opere della land art, e nel caso specifico dell’artista, del cretto.
Questo luogo dimenticatissimo dalla critica e dagli storici, fa pendant con lo spargimento di opere scultore e architettoniche disseminate nel paese ricostruito, a due passi dal tempio di Segesta.
Piazza Armerina urla probabilmente interventi come sarebbero opportuni da realizzare a Selinunte. Sgarbi non so perché, ma vede solo quello che fa comodo a lui.
Angelo Errico