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Exibart sconti ad Alleanza Nazionale non ne ha mai fatti. Lo dimostra la recentissima polemica che abbiamo ‘alzato’ non appena una consigliere regionale del veneto, di AN appunto, si è azzardata a definire “squallida” tutta l’arte degli ultimi cinquant’anni.
Oggi, a dimostrazione del nostro totale cinismo politico, ci troviamo parzialmente d’accordo con Terzo millennio, il circolo culturale di AN a Siena. Il responsabile Walter Martini ha infatti criticato la scelta del Comune toscano di assegnare al graphic designer Andrea Rauch la realizzazione del Drappellone (foto) per il Palio dell’Assunta del 2003 (in passato artisti come Renato Guttuso, Jim Dine, Luigi Ontani, Loris Cecchini e molti altri hanno avuto questo onore) che si correrà il prossimo 16 agosto.
“E’ una scelta politica, di lui si sapeva solamente che disegnava i manifesti ai Festival dell’Unità” ha tuonato Martini. Rauch è un grafico famoso in tutto il mondo. E l’unica tessera che ha è quella di contradaiolo della Lupa…“, è stata la risposta di Mauro Civai, direttore del Museo Civico di Siena ed effettivo “segnalatore” dei pittori per il Palio.
Il nostro parere (e per questo ci siamo detti parzialmente in accordo con la tesi di AN) è che per Andrea Rauch sarebbero state sufficienti le commissioni artistico-creative che il Comune già gli garantisce (grafica di molti cataloghi di mostre comunali, realizzazione di un grande progetto d’immagine cordinata del Comune di Siena) e che lo stesso Comune si sarebbe dovuto rivolgere piuttosto ai tanti artisti senesi che ancora il Palio non l’hanno dipinto. Giusto per non fare quelli che la buttano lì proponiamo la nostra rosa che comprende Christian Posani, Bernardo Giorgi, Francesco Carone, Gianni Lillo, Filippo Frosini, Christian Caliandro, Federico Fusi, Serena Fineschi e Fabiano Mattiolo .
Assegnare un compito simbolico e storicamente importante come la pittura di un Palio ad artisti ipercommericali (Fernando Botero, nel 2002) o addirittura a grafici-illustratori (Silvano Campeggi, nel 2001, e appunto Andrea Rauch nel 2003) non è forse segnale di servilismo politico come dice AN, ma è senz’altro indice di una scarsa conoscenza del panorama dell’arte contemporanea senese, nazionale ed internazionale.
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[exibart]










Per quanto posso ricordare, non ho mai visto un drappellone “bello”. Secondo me e’ impossibile. E’ l’oggetto che si autodefinisce. E’ come per i monumenti da porre nelle piazze o nei giardini: sono tutti irrimediabilmente brutti. Per il drappellone si potrebbe pensare forse a opere di pittura classica ma forse sarebbe una soluzione peggiore. Se fossi un artista affermato mi rifiuterei di realizzare un drappellone, come mi rifiuterei di realizzare un monumento, per non vederlo solo e abbandonato in una piazza coperto di cacca di piccione o scarabocchiato dai bambini.
Direttore osservo con piacere che ascolta i miei suggerimenti, bravo, questi episodi vanno assolutamente documentati a tutto tondo.
leggendo i due servizi, sembra che ci siano delle sostanziali differenze:
da una parte, in veneto, si è censurata una foto e si sperava ad un ritorno al passato, deplorando il contemporaneo e invocando il palladio.
dall’altra parte, questa, si è data la possibilità di realizzare un “lavoro”.
vero è che conoscenze, tesseramenti, paraculate, sono “cusucce” all’italiana e poco europee nella mentalità. ma queste ci sono sempre sate e comunque non sono paragonabili, per gravità, a ciò che è successo e sta succedendo in veneto.
ma la sezione an-siena chi avrebbe voluto chiamare?
ps: mariopesce, vada in vacanza che con questo caldo si inizia a stra-parlare.