22 novembre 2018

Singapore e Forlì più vicine, grazie alla Fondazione Dino Zoli ed Edoardo Tresoldi

 

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Senza ombra di dubbio, il lavoro di Edoardo Tresoldi appartiene al lato più futuribile e avveniristico della giovane arte italiana contemporanea. Grazie alla peculiarità della sua ricerca, con voce sempre più riconoscibile e operando su diversi livelli espressivi e disciplinari, Tresoldi si sta distinguendo nel panorama artistico internazionale, tanto da essere inserito da Forbes, nel 2017, fra i trenta artisti under 30 più influenti d’Europa e, nel 2018, da vincere la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana assegnatagli dalla Triennale di Milano, nell’ambito del Premio Speciale alla Committenza. 
È altrettanto certo che tanto meritato riconoscimento provenga, in particolare, da un’operazione dell’artista. Quella dai lui eseguita nel 2016 presso il Parco Archeologico di Siponto e, più specificatamente, in relazione alle rovine della chiesa paleocristiana di Santa Maria, inizialmente nata come semplice intervento di tutela, per poi svilupparsi autonomamente secondo regole proprie fino ad assumere le sembianze dell’installazione permanente ancora oggi visibile e che ha determinato la risonanza intercontinentale dell’autore. Fu in quell’occasione che il percorso di Tresoldi e l’attività della Dino Zoli Engineering si intersecarono per la prima volta, con la progettazione da parte degli ultimi dell’illuminazione della citata opera monumentale della Basilica di Siponto. Questo fu l’inizio di una sinergia durevole e creativamente proficua che ha portato l’artista e la Società forlivese a collaborare di nuovo e recentemente a un doppio progetto espositivo a cavallo fra l’Italia e Singapore. 
Questa esperienza di più di due anni, viene descritta nella mostra “La Basilica di Siponto di Edoardo Tresoldi. Un racconto fra Rovine, Paesaggio e Luce”, a cura di Nadia Stefanel e visibile fino al 13 gennaio 2019 presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. L’esposizione, promossa dal MiBAC-Polo Museale della Puglia, dall’Ambasciata d’Italia a Singapore e dalla Regione Emilia-Romagna, nella giornata dell’inaugurazione ha previsto un talk in presenza dell’artista, dei rappresentanti del Gruppo Dino Zoli e delle istituzioni cittadine e riassume i momenti più significativi della loro cooperazione, riservando ovviamente un’attenzione particolare all’avvenimento di Siponto.
 Difatti, l’iter espositivo, comprendente anche una video-testimonianza dell’opera di Tresoldi Cube Temple esposta presso la sede di Cargo 39 a Singapore a settembre scorso, è suddiviso in tre sezioni, di cui una dedicata all’analisi del preesistente, la seconda incentrata sull’architettura e l’ultima relativa alla luce e, dunque, ai progetti realizzati ad hoc dalla DZ Engineering, riuscendo così, grazie al fondamentale ricorso a materiale d’archivio, documentazione, bozzetti preparativi, parti di progetti, riproduzioni video e fotografie, a restituire esaurientemente al pubblico la sperimentazione e l’esercizio visivo che si trova dietro manufatti come quelli in questione. 
Opera interdisciplinare, ottenuta in rete metallica, capace di equiparare archeologia, attualità artistica e studio tecnico, La Basilica di Siponto si configura, con la sua incerta immanenza, al pari di un monumento contemporaneo che omaggia l’antico e fa coesistere queste due identità nel corpo di una medesima elaborazione, in grado, a sua volta, di inserirsi pertinentemente nel tessuto paesaggistico che la circonda, poiché discreta seppur eloquente e scenografica senza essere però invasiva, giungendo così a opporre una silenziosa ma strenua resistenza al dominio della ipervisualità e del sovraesposto, tipico dei tempi coevi, per mezzo di uno degli elementi per sua natura più effimeri: la luce. Autentico trait d’union fra la ricerca di Edoardo Tresoldi e l’attività di DZ Engineering, nonché discriminante indiscussa di ogni esperienza estetica. (Davide Silvioli
In alto: Edoardo Tresoldi, Cube Temple, Singapore, installation view, foto Peter Tan

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