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Tornerà visibile dopo quasi 40 anni, proveniente dalla stessa collezione privata che l’aveva acquisito in asta a Londra, nel 1975. Untitled (Pope) una delle più importanti versioni della serie dei Papi di Francis Bacon sarà all’incanto il prossimo 13 novembre, da Sotheby’s a New York. La stima? Si conta di recuperare qualcosa che va dai 18 ai 25 milioni di dollari.
E di certo non mancherà la fila da mezzo mondo per mettere la mani su questa tela, dipinta intorno al 1954, che riporta dall’oscurità il volto di un Papa ispirato dallo Studio per il ritratto di Innocenzo X di Velázquez.
Un urlo dall’oscurità, contro i massacri, gli orrori e la desolazione derivata dalla Seconda Guerra Mondiale. L’opera, giusto per suscitare più di un entusiasmo, sarà in mostra oggi nella sede di Sotheby’s a Los Angeles, prima di passare a Londra il prossimo 7 ottobre e a Doha nel corso dell’autunno.
Le immagini dei Papi e l’ispirazione di Bacon per questo tema hanno cominciato ad apparire nelle sue opere alla fine degli anni ’40, ma questa versione è strettamente legata ad un ciclo di otto Study for Portaits iniziati nel 1953 e realizzati per la mostra al Durlacher Brothers a New York, la prima di Bacon fuori dall’Inghilterra. In questo caso, più che la grandiosità del Papa dipinto da Velázquez, Bacon insiste nell’inserire nella figura l’urlo e la sofferenza raccolti direttamente dalla figura dell’infermiera de La corrazzata Potemkin di Eisenstein, mentre il pugno chiuso dell’uomo è tratto dallo scatto di Muybridge Striking a Blow with the Right Hand.
E anche se c’è chi sostiene che il dipinto è stato ispirato da un’altra tela, più piccola, di proprietà del Duca di Wellington ed ospitata in quegli anni all’Apsley House di Londra, aperta nel 1952 a pochi passi dallo studio del pittore, va da se che non si può far altro che constatare si tratti di uno dei più importanti dipinti della storia dell’arte del Novecento, in grado di alimentare tutta la produzione (non solo dello stesso Bacon) negli anni successivi e di gettare una delle luci più sensazionali sulla storia e sulla pittura, con figure al centro di vuoti pneumatici, gabbie e forme mutanti per una temporalità del corpo sempre provvisoria, come scrisse Gilles Deleuze nella “Logica della Sensazione”. Un altro colpo per Sotheby’s, che con questo nuovo highlights promette di farsi strada tra le migliori aste della prossima stagione.











