-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
La notizia è passata come un normalissimo annuncio, sostanzialmente amministrativo: “Il futuro Centro per l’arte contemporanea di Girona inizierà ad organizzare le sue prime attività nel primo trimestre del 2008, nonostante non abbia una sede né sia stato approvato in proposito un progetto architettonico “. In realtà la cosa assume una grande valenza, che magari gli stessi amministratori spagnoli non hanno colto. Nell’arte contemporanea si va infatti sempre più affermando la tendenza a privilegiare il “contenitore”, con musei o centri d’arte affidati – con larga profusione di mezzi finanziari – alle migliori archistar del mondo, spesso a discapito del “contenuto”, le collezioni d’arte che vi dovranno essere esposte e comunque le attività che vi si svolgeranno. Diventa quindi una notizia un centro che annuncia di fare l’esatto contrario, per voce del sindaco di Girona, Anna Pagans, e del consulente per la cultura, Joan Manuel Tresserras. E che stanzia 100mila euro per avviare la propria attività espositiva e culturale, in attesa di bandire, per l’autunno, un concorso per la realizzazione della sede, prevista di circa 3mila metri quadrati. In settembre verrà anche lanciato un concorso per il direttore del centro.
[exibart]













