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Milano e Torino per la Street Art a Tirano. È un nuovo progetto che riqualificherà le vecchie e fatiscenti carceri del paese in provincia di Sondrio quello messo a punto dalla galleria milanese Studio D’Ars, e della torinese Square23 in collaborazione con l’associazione il Gabbiano, che insieme ai direttori artistici di D’Ars, Daniele Decia e Davide Loritano, di Square, hanno creato un progetto ad hoc mettendo insieme diversi street artist, anche internazionali, che lavoreranno fianco a fianco intervenendo all’interno delle celle e sui muri esterni.
Nessuna richiesta specifica, nessun limite o restrizione, gli artisti saranno liberi di intervenire come meglio crederanno, seguendo il proprio estro e interpretando con la propria arte la trasformazione e l’evoluzione di questi spazi nati come struttura detentiva e destinati ora a diventare un grande centro di accoglienza e di recupero. Un piccolo paradiso tra i monti insomma, che si allunga alla lista delle dozzine di spazi pubblici che in Italia hanno scelto l’urban art più raffinata per potersi vestire di una nuova pelle, da Roma a Bari, fino a Lecco, alla stessa Torino, Bologna o, uscendo dai confini, Parigi.
A lavorare alla struttura, partendo con la messa a punto delle opere in questi giorni saranno MrFijodor, Corn79, Orticanoodles, Urbansolid, A.Caligaris, Seacreative, Andrea “Ravo” Mattoni, Etnik, Opiemme, Akab, Skià, Ale Puro e Skià. I risultati si vedranno a breve, ma intanto la bolla street cresce di un altro punto…e dove andrà? C’è il rischio di una completa autoreferenzialità che verrà spazzata via dal tempo, come è nella natura dei graffiti, o c’è qualcosa che -a causa o grazie a questa natura mansueta e coordinata che la street art sta assumendo- farà perdere il mordente della corrente più anarchica e irriverente?


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