02 febbraio 2015

Street Art per rilanciare un quartiere, ma il progetto è corrotto. Doppia faccia di Malaga, alla ricerca di una nuova identità contemporanea

 

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Heredia è un quartiere difficile di Malaga. Sorge vicino al porto e lo scorso anno qui è stata realizzata la prima edizione di MAUS (Málaga Arte Urbano Soho): anche in questo caso in scena i graffiti, il colore per combattere il degrado, con l’arrivo di Shepard Fairey (OBEY), D * Face, Roa, e Pejac tra gli altri.
Poi le polemiche, con accuse di corruzione perché il consiglio locale aveva affidato la gestione del progetto di arte pubblica alla società Sandflower Art & Culture Advisors, di proprietà di Fernando Francés, direttore del Centro di Arte Contemporanea della città. Nessuna open call, e il malcontento pubblico nell’aver visto assegnato un progetto direttamente all’interno di un’istituzione. E sapete chi era il curatore dell’iniziativa? Fer Francés, figlio del direttore. Più nepotismo di così.
Questi fatti però non sono passati inosservati e lo scorso ottobre il bando per la seconda edizione di MAUS è stato annullato perché l’unica proposta pervenuta era arrivata da Gestión Culturale y Comunicación, brand anch’esso di proprietà Francés. Come dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Nel frattempo un terzo invito è stato lanciato, e la scadenza è a breve. Vedremo come andrà a finire, in una città che sta cercando di rilanciarsi come fucina del contemporaneo spagnolo, e non a caso a marzo aprirà qui – come vi avevamo annunciato – un “pop up” del Centre Pompidou, mentre per l’estate è prevista l’inaugurazione di una nuova fiera d’arte contemporanea nella vicina Marbella. Un altro gioco di speculazioni con la scusa del turismo? O la volontà vera di rilanciare seguendo l’onda d’urto della crisi? 

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