-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Sushi e spaghetti binomio perfetto. Non ci credete? Beh, quelli dell’International Friendship Foundation sì. L’associazione che dal trent’anni promuove la “Japan Week” ha infatti scelto Napoli come sede dell’edizione 2005 della settimana interamente dedicata alla cultura del Sol Levante.
Dalle falde del Fuji ai piedi del Vesuvio, dal 22 al 27, cerimonie del tè, workshop di arti marziali, origami, ikebana, kabuki, danze e musiche tradizionali, in otto location cittadine – Palazzo Reale, il Teatro Bellini, Castel Sant’Elmo, il Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”, il Palavesuvio, Castel dell’Ovo e piazza Dante – per avvicinare un po’ di più l’Occidente ad una cultura e ad uno stile di vita che, gelosamente custoditi per secoli in dorato isolamento, da qualche anno a questa parte (soprattutto grazie al cinema, alla gastronomia e all’arredamento) sono sempre più trendy.
Un paese cui – ha spiegato l’assessore regionale Marco Di Lello – la Campania guarda anche come destinatario privilegiato di un’offerta turistica dal target medio-alto, “in casa” (con i grandi attrattori del centro storico partenopeo, degli Scavi di Pompei, in cima alla hitlist di visitatori dagli occhi a mandorla, della Penisola Sorrentina e della Reggia di Caserta) e anche con un “servizio a domicilio”: dal marzo del 2006 alla primavera del 2007, infatti, le straordinarie “Storie da un’eruzione” di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabiae andranno in tournée in quattro città nipponiche. Ma se c’è da scommettere che i reperti archeologici saranno una calamita irresistibile per i sudditi di Akihito, di eventi espositivi stricto sensu nella “Japan week” non c’è praticamente traccia, a meno che non si vogliano considerare tali le dimostrazioni di pittura su tessuto e calligrafia a Sant’Elmo e la mostra di gioielli nelle vetrine del Borgo Orefici, con la quale la Provincia – e i corallari di Torre del Greco in prima linea – cercherà di rilanciare il locale mercato del lusso, corredando l’opera di “seduzione” con le degustazioni di itineranti di “Pizzatour”.
Sul versante delle gallerie private, l’omaggio agli ospiti (circa 3500 le presenze nipponiche stimate) arriva da mister “Changing Role” Guido Cabib, che martedì 22 apre i suoi due spazi alla colorata invasione dei “samurai” dell’arte: al Main Space di via Chiatamone un “terremoto” di giovani creativi post-11 settembre, qualche passo più in là, alla Project Room, la personale del collettivo “Enlightenment”, protagonista anche del vj set previsto per la serata nella Home Gallery di via Foria. Arigatò! (a. p.)
per info: 081/2525721
www.comune.napoli.it
www.changingrole.com
[exibart]













