20 ottobre 2015

Tensioni in Turchia ma Istanbul non chiude la Biennale, anzi la prolunga. Dimostrando che l’arte centra l’obiettivo della riflessione e del dibattito

 

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Doveva chiudersi il 1 di novembre la 14esima Biennale di Istanbul disegnata da Carolyn Christov-Bakargiev. Ma, nonostante le forti e attuali tensioni politiche in Turchia, la Biennale, che ha già raggiunto oltre 4mila visitatori nelle sue oltre 36 sedi espositive, ha scelto di prorogare l’apertura sino al 26 novembre 2015.
Un certo riconoscimento dell’interesse internazionale verso questa importante manifestazione e nello specifico per questo progetto curatoriale che presenta oltre 1500 opere di artisti internazionali (tra i più conosciuti dell’art system ma anche tra giovanissimi artisti provenienti da regioni remote) con opere site specific e place specific.
Salt Water (questo il titolo della Biennale) ha centrato l’obiettivo: raccogliere riflessioni, opere, interventi e dibattiti su un tema di attualità giocato sul piano dell’interpretazione multidisciplinare e intergenerazionale.
Un motivo e un tempo in più per raggiungere Istanbul che, mai come in questa occasione, accoglie e dilata la ricerca artistica del presente in una stratificazione politica, geografica e sociale di millenario valore. (Paola Tognon)
Foto sopra: Liam Gallick, Hydrodynamica Applied (Uygulamalı Hidrodinamika), Bernoulli Equation Painting on Wall. Courtesy of IKSV and the artist. Photo by Sahir Ugur Eren

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