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“Le città più innovative sono quelle dove vive l’arte contemporanea”. Con queste parole Francesco Rutelli ha espresso la volontà del Ministero e degli enti locali di sostenere e incentivare la produzione, l’esposizione e il mercato dell’arte nella Capitale. Intervenuto alla conferenza stampa di presentazione di Roma. The Road to Contemporary Art, la nuova fiera d’arte contemporanea in programma per il prossimo settembre (dal 12 al 16), Rutelli ha inoltre ribadito l’intenzione del governo di varare nuove normative per agevolare l’acquisto di opere d’arte, su suolo italiano e internazionale.
Poche novità per quanto riguarda la fiera in concreto, il cui progetto appare ancora in fase di gestazione. Roberto Casiraghi, direttore della fiera, ha confermato la scelta delle sedi precedentemente annunciate, specificandone stavolta anche le differenti destinazioni: Palazzo Venezia per l’arte contemporanea storica, il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia per quella più recente, Palazzo Rospigliosi per la videoarte e le nuove tecnologie. Alle Terme di Diocleziano, invece, è previsto l’allestimento di una grande mostra di opere provenienti dalle collezioni private delle gallerie partecipanti, selezionate da un Comitato Curatoriale. “Non una rassegna di gallerie, come nelle altre sedi, ma un’esposizione che risponderà a criteri di selezione e disposizione tipiche delle mostre, un catalogo con testi critici ed una durata che potrebbe anche essere superiore a quella della fiera”. Due i punti forti su cui ruota il progetto, più volte ribaditi da Casiraghi: l’eccezionalità delle sedi espositive e il taglio fortemente culturale/curatoriale dell’evento. Anche l’allestimento, affidato a Peter Bottazzi, Carlo Alberto de Laugier e Michelangelo Lupo mira a distinguersi da quello tradizionale delle fiere, rinunciando al classico corridoio lungo il quale si affacciano i vari stand e puntando più alla costruzione di “ambienti successivi”, ordinati secondo un percorso che riprenda il concetto di “road”, di strada, evocato dal titolo della manifestazione.
La volontà di coinvolgere in maniera attiva e profonda il tessuto galleristico, soprattutto locale, è sottolineata con forza dagli organizzatori della fiera, che mira a diventare un vero e proprio polo di attrazione per l’intero sistema dell’arte romano e una conseguente rampa di lancio di quest’ultimo verso la scena internazionale. A questo scopo, un’altra iniziativa annunciata durante la conferenza stampa riguarda la pubblicazione di una guida che si pone l’obiettivo di stilare una “mappatura” completa delle gallerie attive sul territorio. Il “catalogo” in questione verrà distribuito gratuitamente ad un pubblico selezionato di addetti ai lavori e collezionisti.
Ancora nessuna indiscrezione sulla lista delle gallerie partecipanti, che, stando alle dichiarazioni di Casiraghi, dovrebbe essere diffusa intorno alla metà di giugno. Il Comitato di selezione sarà composto da Alfonso Artiaco (Napoli), Gian Enzo Sperone (New York), Karsten Greve (St. Moritz, Parigi, Colonia, Milano), Giò Marconi (Milano), Anthony T. Podesta (New York), Piervittorio e Lidia Leopardi (Roma), Isabella Del Frate (New York), Pilar Corrias (Londra), Gianfranco e Monica D’Amato, (Napoli) e Beatrice Bulgari (Roma, New York).
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Il solito vezzo esterofilo di un titolo in inglese, a Roma hanno il complesso di inferiorità, ci saranno tanti artisti stranieri e gli artisti italiani ed in particolare romani saranno abbondantemente e volutamente dimenticati, suggerirei a chi interessato di organizzare un “Salone dei rifiutati”, come alla vecchia e sana maniera.
saluti, Lucia Stella