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Sono state diffuse in queste ore, ma il National Geographic ha dichiarato di essere in possesso delle immagini delle ruspe dell’ISIS che distruggono la spianata della Porta di Mashki, nella città assira di Ninive, già dallo scorso aprile.
Che dire? Il copione si ripete: dopo le statue di Mosul, dopo il Tempio di Bel a Palmira in Siria, e la decapitazione dell’archeologo siriano Khaled al-Asaad, oggi (o ieri) è toccato a Ninive. E forse, in realtà, non è che l’ultima scoperta di quello che è stato il “Regno del Califfato” degli scorsi mesi, prima dello smantellamento del gruppo, almeno in apparenza, con le forze armate russe.
“Le immagini delle ruspe che distruggono il sito archeologico assiro di Ninive in Iraq che stanno circolando su internet in queste ore, sono di una violenza inaudita. Si tratta di una vera barbarie compiuta da criminali e di un ennesimo sfregio al patrimonio culturale mondiale. L’Italia è in prima linea con United4Heritage, ma il mio appello va a tutta la comunità internazionale affinché si mobiliti, insieme alle nostre forze, per quantificare i danni e porre rimedio a questo scempio, perché è ormai noto infatti che, a telecamere spente e dopo i video propaganda, il traffico illecito di beni culturali ed archeologici costituisce una delle principali fonti di finanziamento di Daesh”, ha dichiarato il Ministro Franceschini a riguardo. E che dire se non che c’è da stare a vedere che cosa, ancora, salterà fuori dai cassetti dall’orrore dello stato islamico?








