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Invece di pensare alla campagna elettorale o magari alla morte del grandissimo Mimmo Rotella, Vittorio Sgarbi ha usato il suo spazio in prima pagina su Il Giornale per rintuzzare gli attacchi che Achille Bonito Oliva, Massimiliano Tonelli e Lea Vergine hanno rivolto alla sua mostra milanese Caravaggio e l’Europa. Dove erano state pubblicati gli attacchi? Nella tradizionale rubrica “Il meglio e il peggio dell’anno” che ogni Gennaio appare sul mensile Il Giornale dell’Arte.
E il Vittorio nazionale se la prende sul serio. Sfiducia il giornale che ospita gli attacchi (“un tempo fu un buon giornale di informazione”), reputa appartenenti al “demi monde dell’arte” i colleghi che lo hanno indirettamente accusato e si appella all’invidia o, peggio, all’incapacità di capire.
Insomma chi non mi apprezza è invidioso o scimunito, dice Sgarbi. In realtà il critico ferrarese ha tutto il diritto di difendere il suo lavoro. La mostra di Milano è una mostra degna di questo nome e merita la difesa del proprio curatore, ma da qui a gridare alla persecuzione, al pregiudizio o all’attacco personale ce ne corre.
Naturalmente rispondiamo per quanto riguarda Exibart (e dunque Tonelli). La nostra testata fa giornalismo, non ripicche personali. E non contro Sgarbi contro il quale non abbiamo niente (a proposito, Vittorio, ma sei sicuro che al commerciante di Varese che si legge Il Giornale interessi qualcosa di Achille, di Tonelli e di Lea Vergine? Perché non porti questo tipo di riflessioni in una finestra in Exibart.onpaper, nella nuova rubrica ‘opinioni’ che ospiterà politici, economisti, storici, docenti, critici scienziati sociali e altri? Sei il ben venuto…). La nostra rivista, dicevamo, fa giornalismo. E quando una mostra presenta delle anomalie come quella di Sgarbi, non ce la facciamo a non segnalarlo.
Il fatto è che la mostra di Milano non è una mostra su Caravaggio come il titolo vuol far credere. E’ -come peraltro è stato dichiarato dagli organizzatori stessi- una mostra “sui caravaggisti con qualche opera di Caravaggio”. Che è cosa ben diversa, specie quando la campagna di comunicazione, le affissioni, la pubblicità, il tam tam si serve di un solo nome: Caravaggio, Caravaggio, Caravaggio. Ecco perché il nostro provocatorio riferimento all’associazione di consumatori…
Ma Sgarbi non la butti sul personale. Perché -facendo un esempio di una mostra attualmente in corso- una recensione sullo stesso tono sarà dedicata (in pubblicazione a giorni) all’evento Siena e Roma -nel senese Santa Maria della Scala- dove si strombazzano Raffaelli e Caravaggi senza tanto scrupolo.
Insomma Vittorio, se la domanda è “Invidia o incapacità di capire” la risposta è un’altra: semplicemente “giornalismo”. Di quello sveglio, attento e rompiscatole…
Una copia dell’articolo in pdf uscito su Il Giornale del 9 Gennaio 2005
[exibart]














Il pessimo sgarbi ha stavolta perfettamente ragione; è tutto dire…
Personalmente, Tonelli ha tutto il mio appoggio!
Sgarbi, che stimo moltissimo, è troppo intelligente per non aver compreso la problematica e stà semplicemente sfruttando la questione a fini di marketing o pura pubblicità.
Che il giornalismo di questo portale sia buono, non si discute; e che Vittorio Sgarbi riesca a distinguerlo dal pettegolezzo, neppure. Ma se la sua difesa della Mostra milanese “Caravaggio e l’Europa” non poteva che essere un’autodifesa (e dunque violenta, come tutte le sue), è perchè Vittorio Sgarbi – nell’odierno mondo dell’arte – è comprensibilmente osteggiato e boicottato dai troppi Soloni che per quel mondo pretendono di dettare regole e gusti, e che se si compiacciono “di quel nulla che intendono far passare come degno di interesse”, a maggior ragione si compiacciono – l’un l’altro legittimandosi, come canidi che si annusano le terga – del loro potere di condizionamento, che talora è semplice conformismo e che talaltra diviene affare. Invidia o incapacità di capire? Forse solo presunzione, ma con basi assai meno solide di quelle sulle quali Vittorio Sgarbi ha edificato la sua. Così, se l’accusa che gli viene mossa è quella di aver organizzato una brutta mostra, a nulla occorre confutare una tesi che già da sè si palesa come a dir poco stravagante; ma se l’accusa è quella di aver usato furbizia, spacciando come tutta di Caravaggio una mostra che ne espone “solo” 8… Ce ne fossero ancora, di furbizie così, fra le mille furbizie vuote che passano per colpi di genio.
Giuseppe Salghetti Drioli (direttore vineart)
Il giornalismo “autentico” non può essere “rompiscatole”. Dovrebbe semplicemente portare fatti.
Che lo si interpreti come “rompiscatole” mi fa pensare ad una provocazione, piuttosto che ad un modo obiettivo di porsi di fronte alle situazioni. Un modo “critico” di porsi, cioè distaccato e quindi oggettivo, appunto.
E’ come il problema dell’anticonformismo, che rappresenta, in realtà, l’altra faccia del conformismo. Come c’è differenza tra non-conformismo e anti-conformismo (che si oppone al conformismo, e dunque si alimenta di questo), così c’è differenza tra giornalismo (critica) e provocazione (maldicenza).
Saluti.
Gentile Alessandra,
innanzitutto bisogna fare un distinguo sostanziale tra giornalismo e critica che necessariamente non possono essere la stessa cosa. In secondo luogo, il giornalismo non puo’ essere distaccato e obbiettivo, come la falsa retotica della par condicio aspirerebbe, poiche’ nel momento in cui si riporta un fatto, il fatto stesso e’ inevitabilmente filtrato dalla visione personale di chi lo riporta -nonostante l’onesta’ di questi- .DaLLA Sua cultura, la sua educazione, la sua concezione della morale. Il problema in questo frangente e’ effettivamente un altro. E’ consuetudine, nelle grandi mostre pubbliche, utilizzare specchietti per le allodole per coinvolgere il grande pubblico, che non ha una conoscenza specifica dell’arte. In questo caso si tratta di Caravaggio. Chi andrebbe a vedere una mostra dei pur affascinantissimi Carracci? Realizzare una mostra del grande pittore ha un costo notevole. Millantarne nella campagna pubblicitaria la presenza, attirando cosi’ frotte di visitatori costa un po’ meno e raggiunge uno scopo. Quello positivo,
se vuole di portare la gente a conoscere qualcos’altro oltre al buon Caravaggio, ma con l’inganno. Tutto qui. Cosi’ quando andra’ a vedere una mostra di Picasso, s’accorgera’ che di Picasso ci sono tre quadri, poi schizzi, incisioni, etc. E se si rechera’ a vedere Modigliani, trovera’ una sala intera dedicata alla sua sfortunata mogliettina, una pittrice mediocre, morta suicida prima di raggiungere i tren’anni..Roba per curiosi, per intenditori, ma non per il grande pubblico, attirato, guarda un po’, dal titolo ammiccante a Caravaggio. Sbeffeggiare ogni tanto uesta consuetudine non assume nemmeno il sapore della polemica. E’ un modo come un altro per richiamare l’attenzione su un malcostrume duplice: quello del pubblico che apprezza solo cio’ che conosce e paga salatamente. Quello di chi detiene la cultura, che non puo’ fare altro che raggirarlo. Mi creda, quest’obiettivita’ lascia l’amaro in bocca.
Cordialmente..
caro tonelli, logicamente, mai potrò dirti chi sono, sarebbe troppo bello per te, roditi dentro le tue cazzate, tra tuoi amici raccomandati alle tue recensioni insignificanti del cazzo, e che di artistico non hanno niente, dato che sei una semplice sanguisuga che ha capito il potere del giornale come arma, mi fai letteralmente schifo, perche come persona non vali niente che niente, sei un gran prepotente, gasato, montato, senza avere piedi nel tuo essere vergognoso. Sicuramente un giorno ti incontrerò e ti schiferò all’istante, quasi a cacciare la tua presenza da zecca.
Sei abbastanza cattivo, buon per te perchè piu lo sarai e piu andrà contro di te e tutti quelli che ti leccano, e ti adorano ignari, e con le banane agli occhi.,
Ora voglio vedere se pubblichi questo, apetto e ti osservo pazientemente sulle cazzate che pubblichi, o su quello che muovi sotto sotto, buon anno.
e auguri solo a te
buona verifica
nome e cognome, devi stare davvero male…per tornare al tema, Sgarbi accusa di non aver visto la mostra, proprio lui che stroncò la Biennale di ABO prima che aprisse!!! e a chi ha scritto il commento di exibart, lascia perdere il populismo del commento su Rotella, sicuramente l’articolo è stato scritto e impaginato molto prima che il maestro ci lasciasse, questi commenti riducono la valenza della risposta al gran polemico.
caro Giampaolo, i giornali si chiudono in redazione il pomeriggio precedente all’uscita. E’ sicuramente vero che Sgarbi avrà scritto la sua requisitoria molti giorni fa, ma è altrettanto vero che in un istante avrebbe potuto dar mandato in redazione -il giorno dopo la scomparsa di Mimmo Rotella- di evitare di uscire con un editoriale in prima pagina di beghe e polemiche di paese del mondo dell’arte. Magari inviando all’ultimo momento un pezzo sostitutivo.
Sta di fatto che quel giorno tutti i giornali italiani sono usciti anche con una doppia pagina su Rotella, Il Giornale invece è uscito con le questioni del quartierino dell’arte in prima pagina.
Non credo affatto che fare questo semplice appunto tecnico al buon Vittorio, significhi fare populismo. Perdippiù fare populismo su una persona morta è una accusa che non credo di meritare.
ma di fianco all’articolo di Sgarbi in prima pagina c’era anche l’inizio dell’articolo su Rotella, venivano poi continuati in pagine diverse
Alcun inizio dell’articolo su Rotella in prima pagina. Solo la ‘civetta’ al pezzo interno di Laura Cherubini (assieme alle civette del caos di Trenitalia e di una fatwa in Egitto che vieta a due conuigi di far sesso nudi…)
sgarbi è uno che ama giocare pesante, a costo anche di finire inzaccherato dalle sue stesse volgari (talvolta) parole.
e poi gli piace molto fare la pipì fuori del vaso. anche sulle cazzate.
esempio: la pomposamente autodefinita “controbiennale delle casalinghe” di ud. tonnellate di chiacchiere.
e se di sgarbi semplicemente ce ne fregassimo?
Cari ragazzi, leggendo l’articolo in questione mi sorge spontaneo un appunto: ospitare scritti d’arte (anche se con toni polemici e da gossip) in un giornale “generalista” mi sembra qualcosa ancora da non sottovalutare.
Credo che rinchiudersi in una sfera dorata dove a “parlar d’arte” siano solo gli adetti ai lavori mi sembra un po’ riduttivo e penalizzante.
Ricordo, anni fa, uno scontro televisivo tra Sgarbi e Oliva su Pontormo (spero di ricordarmi bene…): adesso vedo solo tette, culi e un paese che sta diventando sempre più dei “Balocchi”.
Sperando di non risvegliarsi con le orecchie d’asino, mi auguro di vedere in futuro sempre più incursioni dell’arte al di la’ dei confini “usuali (?)” che qualcuno vorrebbe ancora demarcare.
Cordiali saluti e buon lavoro.
nome e cognome…A giudicare da come scrive tanto anonimo non sembra…
comincio a pensare che dar la possibilita’ di lasciare commenti sia come dar le perle ai porci. Quel tale che si firma nome e cognome e’ uno svergognato. Oltre che un frustrato. Massimiliano Tonelli e’ sicuramente talentuoso, il suo taglio editoriale potra’ non essere condiviso da tutti, ma non si puo’ negare che Exibart sia l’unica rivista d’arte che si sia seriamente posta in maniera concorrenziale nel panorama italiano. Inoltre: scrivete forse voi ai direttori delle altre riviste per caricarli di insulti? Come si puo’ infarcire un commento di volgarita’ e minacce e pretendere pure di passare per eroe? A questo siamo, dunque? Che coloro che dovrebbero, interessandosi di arte e non di salumeria, far parte dell’intellighenzia italica, altro non hanno che modi da scaricatore di porto (o da tribuno defilippiano)…Beh, che compassione..
Sono d’accordo con Sgarbi, Tonelli è un supponente e questa risposta lo dimostra. Preferisco le mostre dove la gente ci va di quelle degli amici suoi che non le vede nessuno.
Tonelli talentuoso? Ma che è un pittore. E’ uno pieno di considerazione per se stesso e dovrebbe accendere un cero alla Madonna per essere stato nominato da Sgarbi sul Giornale. Questa è la dimostrazione che il buon Vittorio sta peggiorando.
Elena Chiodi
Finitela con questi isterismi!
Con queste chicacchiere da mercato… Conosciamo Sgarbi e il suo personaggio… come sappiamo che ci sono diversi modi di fare giornalismo… di mettere in mostra opere d’arte e di giudicare!
Comunque, il rispetto prima di tutto! (per il pubblico, per i lettori e per i professionisti).
Basta con gli insulti…
Buon Voyage..!