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Un lungo tavolo di interventi brevissimi, per dare il calcio di inizio a questa 22esima edizione di Artissima, la fiera delle “prime volte” e delle novità.
Quasi commossa Sarah Cosulich Canarutto, che sceglie una nuova formula per dare il benvenuto agli ospiti, ovvero non parlando tanto di sezioni, premi, percorsi, internazionalità dell’offerta e chi più ne ha più ne metta, ma ringraziando tutti gli operatori che hanno reso fattibile, e fattiva, la fiera di Torino come la conosciamo.
Impossibile citare tutti, ma si va dalle fondazioni bancarie alle istituzioni come Regione e Comune, fino agli sponsor tecnici, passando per uffici stampa e stagisti, e dimenticando un po’ però, i media partner, se si esclude una dedica ai giornalisti in genere.
Pazienza, tanto la formula è collaudata, e si direbbe proprio sentita, vista la folla di addetti ai lavori e collezionisti che già affolla in queste prime ore, appunto, i corridoi della fiera.
Perché Artissima, un po’ come ricorda il Presidente di Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea, Fulvio Gianaria, è un “virus” che ha infettato Torino e non solo, e che di anno in anno genera attesa, appassiona e, perché no, diverte la città.
Tutti concordi, infatti, dagli assessori alla cultura Maurizio Braccialarghe e Antonella Parigi (rispettivamente per Comune e Regione), passando per Luca Remmert (Presidente Compagnia di San Paolo), Carla Mainoldi (Art Advisor di Unicredit), Vincenzo Lotte (Presidente della Camera di Commercio, che Artissima sia volano indispensabile non solo per la cultura, ma anche per l’economia.
E che come tale vada sostenuta, ancora, anche a livello pubblico.
Perché a Torino, durante questa fatidica settimana, l’occupazione arriva ad essere oltre il 90 per cento; perché Artissima è in grado di mettere in relazione pubblico e privato, perché riempie alberghi e musei.
Insomma, mai come quest’anno l’impronta che le si è voluto dare è proprio quella di una manifestazione “issima”.
Sopportate insomma la litania dei “thanks to”, allora, e godetevi qualcosa come 200 gallerie provenienti da 35 Paesi, su 20mila metri quadrati di esposizione. Aggiornamenti in corso.












