05 novembre 2015

Torino, Artissima e oltre/4. Quanto fa bene l’arte? All’ospedale Sant’Anna entrano tre nuove opere firmate Migliora, Perone e Barzagli

 

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Quello tra salute e arte è un connubio che ha sempre affascinato e incuriosito, soprattutto gli appartenenti dei due mondi che hanno esplorato molte vie per provare a curare contemporaneamente corpo e anima. È con questo presupposto, e in occasione di Artissima, che l’Ospedale Sant’Anna dimostra ancora una volta di essere all’avanguardia nell’uso dell’arte per il benessere dei suoi pazienti e non solo. 
Per la fiera la struttura, che ha il reparto di ostetricia e ginecologia più grande d’Europa,  aprirà al pubblico per mostrare il suo Cantiere dell’Arte e permetterà alle gestanti di prendere parte a una visita guidata speciale della fiera insieme a medici e storici dell’arte. Seguendo l’idea, confermata da recenti ricerche, che l’ambiente favorisca i processi di cura, la Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus ha avviato un percorso di rinnovamento estetico delle strutture di alcuni reparti, soprattutto attraverso interventi di pittura collettiva, trasformando alcuni punti dell’ospedale in vere e proprie celebrazioni dell’arte.  Il progetto è stato diretto dal dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con l’intento di venire incontro tanto alle esigenze dei pazienti quanto a quello di medici e infermieri del Sant’Anna. Tre le giornate previste dall’iniziativa in occasione della fiera di arte contemporanea: si partirà domani 6 novembre con una visita al Cantiere dell’Arte, per proseguire sabato con il tour per le future mamme e infine domenica con un incontro all’Oval di Artissima per un dibattito sul tema “Cultura è salute”. Le tre nuove opere che abbelliranno gli spazi dell’ospedale, presentate in occasione degli open day, saranno una fotografia della torinese Marzia Migliora, acquistata e regalata da un anonimo donatore, una suggestiva scultura di Peppe Perone, che verrà situata all’entrata dell’aula magna della clinica universitaria, e il dipinto realizzato con i dipendenti del Sant’Anna dal toscano Massimo Barzagli, in attesa di entrare a far parte della collezione della Fondazione.

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