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Il Castello di Rivoli attende il popolo dell’artweek torinese con cinque mostre, di cui due nuovissime – Hito Steyerl e Cally Spooner – e la prima conferenza di Eric Sadin in Italia, a cui si aggiunge la sempre splendida collezione permanente.
La curiosità impone di iniziare la visita dalla mostra di Steyerl, “The City of Broken Windows / La città delle finestre rotte”, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecelli, in cui l’artista ha creato una nuova installazione multimediale basata sul suono, sul video e sull’intervento architettonico. Questo lavoro, che occupa tutta la Manica Lunga, è nato dalla sua ricerca attorno alle industrie di intelligenze artificiali, sulle tecnologie di sorveglianza e attorno al ruolo che i musei d’arte contemporanea svolgono nella società d’oggi. Da domani sarà possibile visitare anche la sala con il progetto di Spooner, realizzato grazie all’assegnazione del Premio Illy della scorsa edizione di Artissima.
Di grande intensità, la mostra “Nalini Malani. La rivolta dei morti. Retrospettiva 1969-2018. Parte II”, a cura di Marcella Beccaria, la prima retrospettiva dedicata all’artista, che copre quasi cinquant’anni di carriera artistica e si articola in due mostre tra Italia e Francia: la prima, allestita al Centre Pompidou nell’autunno del 2017, e la seconda ora a Rivoli, con differenti selezioni di opere. Al primo piano la mostra di documentazione fotografica “Ottobre 1968: arte povera più azioni povere agli Arsenali di Amalfi”, organizzata da CRRI-Castello di Rivoli Reserach Institute che a cinquant’anni dalla storica mostra presenta una cinquantina di scatti e altri documenti provenienti dall’archivio di Marcello e Lia Rumma che testimoniano un momento chiave dell’arte del dopoguerra. Ultimo week end, invece, per visitare la mostra “Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezioni di Francesco Federico Cerruti”, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, in cui i lavori del Maestro, posizionati tra le opere dell’esposizione permanente, entrano in dialogo serrato con la collezione del Castello.
Una sorpresa attende, inoltre, i visitatori al secondo piano della permanente: è da poco stata riallestita l’opera sonora di Roberto Cuoghi, Mbube, (2005), composizione per canto e strumenti. Bisognerà attendere, invece, sabato 3 novembre per l’eccezionale evento che ospiterà, per la prima volta in Italia, una conferenza dello scrittore e filosofo Eric Sadin, noto per la sua ricerca sulle tecnologie digitali di cui indaga l’impatto sull’economia, sulla politica e sull’emotività dell’individuo. In quest’occasione sarà presentato La Silicolonizzazione del mondo. L’irresistibile espansione del liberismo digitale (Einaudi, 2018), il primo dei suoi libri tradotto in lingua italiana. (Silvia Conta)












