Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Non sono particolarmente note al grande pubblico, come già era successo con il vincitore dello scorso anno, Duncan Campbell. Anche quest’anno, nel più prestigioso premio inglese sembra che a dominare saranno i temi della coscienza sociale e dell’arte politica.
Penelope Curtis, direttore della Tate Britain che lascerà il museo tra pochi mesi, ha dichiarato: «Credo che il premio sia diventato più “grave”. Ha perso alcuni degli aspetti sensazionali che aveva in precedenza, e questo è un bene. Uno degli obiettivi era quello di migliorare la qualità della discussione sull’arte contemporanea e questi artisti pongono domande che sono difficili per tutti noi».
Coscienza sociale prima di tutto, cambiamento, e una partecipazione che più che essere un collettivo sono quasi due squadre di calcio: gli Assemble, gruppo in shortlist, sono infatti 18 designer e architetti under 30, che hanno lavorato per la riqalificazione di alcune aree di Liverpool (foto sopra).
E poi ci sono, appunto, le donne: Bonnie Camplin, docente al Goldsmiths e vicina alle pratiche pubbliche; Janice Kerbel, 45 anni, nata in Canada e a sua volta con un master alla Goldsmiths; Nicole Wermers, 43 anni, tedesca di origine e una pratica che esplora design e gusto, il modo con cui giudichiamo le cose per il loro aspetto (foto di copertina).
That’s all, almeno per ora. Vedremo che decideranno i giudici Kyla McDonald, direttore artistico di Glasgow Sculpture Studios; Joanna Mytkowska, direttore del Muzeum Sztuki Nowoczesnej a Varsavia, e il critico e curatore Jan Verwoert, testimoni di un premio che cambia, e non poco.












