17 settembre 2015

Trecento poster contro la grande fiera d’armi di Londra invadono la capitale britannica. E anche stavolta pare ci sia lo zampino di Banksy

 

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Oltre 300 poster “sovversivi” sono apparsi qualche giorno fa nella metro e sulle fermate dell’autobus della Capitale inglese. I cartelli, che a primo acchito hanno tutta l’aria di essere legittimi, sono in realtà un attacco aperto al Defence and Security Equipment International (DSEI), la fiera d’armi che si sta svolgendo in questi giorni all’ExCel centre di Londra.
I manifesti contengono frasi come: “L’Arabia Saudita è la maggiore acquirente di armi britanniche del mondo. E anche una delle nazioni dove avvengono i peggiori abusi sui diritti umani”, oppure “Le armi costruite nel Regno Unito sono state usate da Israele per attaccare Gaza, distruggendo 12mila abitazioni e uccidendo più di 2mila palestinesi”. 
Chi si nasconde dietro quest’opera di denuncia diffusa e collettiva? Chi se non il più chiacchierato artista-attivista del momento? La serie di poster si è infatti scoperta essere parte di un progetto curato da Gavin Grindon intitolato Cruel Design, attualmente in corso al Dismaland di Banksy. La Transport of London si è discostata nettamente dalla campagna, ribadendo l’intento a difendere la legalità. I cartelli infatti, essendo stati affissi senza la dovuta autorizzazione, sono illegali e per questo motivo saranno presto rimossi.
Il Regno Unito quest’anno ha esportato in armi il valore di 5,2 miliardi di sterline verso Paesi colpevoli delle maggiori violazioni dei diritti umani, inclusi Siria, Arabia Saudita, Libia, Cina, Yemen e Russia.

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