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Da cittadino illustre quale è, e anche da filantropo e appassionato di società, oltre che della sua moda, Giorgio Armani non si risparmia e dalle passerelle della moda uomo a Milano dice la sua sulla situazione caotica dei rifugiati, che in queste ore dormono e stazionano in città.
«La gente disperata va accolta, in Italia e nel resto d’Europa. Bisogna fare attenzione a chi si finge disperato e arriva per altri scopi. Verso questi non ci può essere accoglienza». E come lo ha dimostrato, che tutti gli uomini sono uguali, Re Giorgio, portando in passerella ragazzi asiatici, africani, europei (nella foto sopra, Fotogramma). Ognuno fa quello che può, certo, mentre ancora una volta qualcuno ha buttato benzina sul fuoco. Indovinate chi? Mister Salvini, che dopo la visita di Laura Boldrini alla Stazione Centrale ha invitato la Presidente della Camera a farsi ricoverare per aver sottolineato la «bella prova nella capacità di rimboccarsi le maniche degli operatori». Ad ogni modo il problema da politico, stavolta, ha virato anche sull’estetica. Di un’ipotetica società senza distinzioni. Solo per moda?










