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Il dato nuovo sulla “Settimana delle fiere” di quest’anno a New York sono le code. Il mercato dell’arte tira come non mai, a New York nessuno degli art lovers vuole rimanere indietro sulle ultime novità in fatto di arte, tutti i giornali (da Time Out -con la copertina- giù giù fino al New York Post) propongono ampia copertura sull’Armory Show e su tutte le altre fiere allestite nella Grande Mela sino a lunedì. Per questi e per altri motivi le esposizioni sono state letteralmente prese d’assalto.
L’Armory Show nel pomeriggio di sabato offriva ai visitatori una fila per l’ingresso di circa un chilometro; Scope -al Lincoln Center- risultava infrequentabile: “la fiera sembra interessante, ma non riesco a vedere niente, i corridoi sono tropo stretti” dice un collezionista francese. L’accesso a Pulse -allestita in un’ex caserma su Lexington Avenue- è stato addirittura sospeso nel pomeriggio sempre di sabato perché “mancava l’aria“.
Verso le 6pm il flusso di collezionisti e appassionati si è spostato o verso la Guggenheim, dove Marina Abramovic ha festeggiato il suo blindatissimo sessantesimo compleanno; o verso Chelsea per gli opening d’ordinanza. Gli italiani si sono ritrovati sulla Ventiquattresima per il vernissage di una riuscita personale di Laurina Paperina da Freight + Volume, giusto di fronte a Gagosian. Tre strade più a sud, in un’atmosfera decisamente più formale, Yvon Lambert apriva le porte del suo nuovo spazio a Chelsea.
[exibart]














grande paerina.. quack quack!
Vai Papera! Vai così! ;D
I love Pape!
si vai Laurina Paperina.. fagli vedere quali sono i progressi dell’arte italiana, e come siamo diventati bravi (quasi come loro, gli americani) a prendere per il culo il mondo…
Bella lì…
Paperina for President!
laurina parerina. davvero una bandiera dell’arte made in italy e della povertà intellettuale del nostro paese. ridateci i partigiani
è bello vedere ‘sti rosiconi che nun ce ponno crede. Che mentre loro son lì a farsi le pippe la pape ogni giorno raccoglie sempre più consensi. All’inizio prendevano per il culo, poi hanno preso a insultare, adesso non gli resta che appellarsi alla degradazione dell’arte. Porelli…
E’ tutto merito mio!!