28 ottobre 2009

“Tutti in fila, prendete il numero…”. Impazza il totodirettore per la Civica di Modena

 

di

69976Se dovessero prima o poi indire un concorso, con queste premesse per ospitare tutti i candidati dovrebbero tenerlo allo stadio. Sì, perché è normale che, quando si libera un posto ambìto come quello di direttore della Galleria Civica di Modena, siano diversi i nomi dei “papabili” che circolano. Ma in questo caso la shortlist sta diventando una… longlist, con rumors incontrollati che serpeggiano per corridoi e stampa locale.
Immancabile l’autocandidatura dell’immancabile Vittorio Sgarbi, si è parlato della ex-Pan Julia Draganovic, già vista all’opera a Modena con una serie di mostre presentate nella chiesa di San Paolo, spazio della Provincia. Circolati insistentemente anche i nomi di Mario Bertoni, esperto di poveristi e concettuali, e del giovane Luca Panaro, docente a Brera gradito all’artista Franco Vaccari, già collaboratore di Exibart.
Il gallerista Emilìo Mazzoli ha lanciato le ipotesi Ida Gianelli, fresca ex presidente dell’azienda speciale Palaexpo – rimpiazzata dal presidente della Fondazione Roma Emmanuele F. M. Emanuele -, e Giorgio Verzotti, già vicedirettore del Mart con grande esperienza internazionale. Non finisce qui: il poeta Carlo Alberto Sitta sponsorizza il giovane Daniele Astrologo, mentre l’artista Andrea Chiesi propende per il curatore-editore Gianni Romano
Una domanda resta aperta: se fosse vero che fare il nome di un candidato equivale a bruciarlo, dove lo andranno a trovare un direttore?

articoli correlati
Galleria Civica di Modena, Angela Vettese lascia la direzione

[exibart]

16 Commenti

  1. … e se si facesse come in tutti gli altri Paesi civili?
    Un concorso pubblicizzato (exibart, e-flux, ecc.) … una commissione scientifica con un paio di direttori di museo stranieri, uno italiano… magari uno storico dell’arte e un rappresentante del comune. Si scelgono i 3, 4 curriculum più coerenti con il ruolo… si chiede un progetto e lo si discute con la commissione…
    ah… dimenticavo siamo in Italia… chi è l’amico più vicino all’assessore?

  2. Ma che cattivo che sei, Andrea, con Farronato! E comunque a Modena non sarebbe male la Draganovic, piuttosto del rampollo Vettese-oriented!

  3. Vorrei solo far notare un pò a tutti e anche ad exibart quanto sarebbe importante cercare info più interessanti, che siano stimolo per agire.Ad Amburgo 200 artisti, capitanati non da uno sfigato, ma da un certo daniel Richter, hanno occupato degli spazi governativi, usandoli come studi e riqualificando aree dismesse.In tutto il mondo gli artisti si assumono ancora responsabilità dirette,da noi gli aristi( non dico tutti)sono lo specchio del paese.
    Se il sistema dell’arte è peggiore di quello politico non si può pretendere molto.

  4. hanno occupato gli spazi. e allora? quali responsabilità si sarebbero presi? quale è il senso di questa operazione? facci sapere, dagli artisti onestamente, come da tutte le persone che operano nel mondo della cultura, richiedo qualcosa di più rispetto al trovare, in maniera più o meno violenta, una casa. cordiali saluti

  5. Sul totonomine Modena: sebbene abbia amici anche lì, mi auguro che Julia Draganovic non diventi direttrice della galleria. Dal livello di mostre ed attività espresse al PAN, non è una professionista, avendo fatto peggio di tutti quelli che l’hanno preceduta. Inoltre, ci è arrivata non per concorso, ma per raccomandazione diretta dell’Assessore alla Cultura PD Nicola Oddati (che di arte non è pratico). Questa è l’italica tendenza per i posti pubblici.
    Oddati la conosceva “personalmente”, a quanto si dice, e all’insediamento l’ha presentata dome “direttrice del Chelsea Art Museum di NY” (che non è un museo e che ha una direttrice che non è la Draganovic). Tra i giornali locali napoletani, solo il Corriere ai tempi tentò di approfondire ma senza esito queste sue credenziali.

    Al PAN pare che la Draganovic avesse 200.000 euro di stipendio e se verificate che tipo di mostre ha fatto andreste ad assaltare il “palazzo” per amore dell’arte e del contenimento della spesa pubblica.

    E’ vero che a Napoli è possibile che succeda questo ed altro (e che il PAN, Draganovic a parte, continui ad avere un pessimo staff tutto fatto di incompetenti e raccomandati che costano caro ai taxpayers, come direbbero gli anglosassoni, capitanato da Marina Vergiani, la peggiore di tutti), ma non credo che a Modena siano così babbioni. Nonostante lei faccia breccia particolarmente intensa nel cuore di politici, a quanto almeno a Napoli abbiamo notato un po’ tutti.

    Apro e chiudo parentesi: dal licenziamento della Draganovic (era finito il contratto dicono alcuni…), il PAN è ancora senza curatore e peggio non si potrebbe andare avanti!

  6. Protesting Hamburg Artists Begin to See Results

    This past August, a group of 200 artists led by Daniel Richter took over a dozen disused buildings slated for sale and demolition in Hamburg’s historic Gängeviertel district, moved in, and set up studios and galleries, declaring that with so much empty space available in the harbor city, the government should provide affordable space to artists living there — and that the historic buildings should be saved, to boot. (Artinfo, October 28, 2009)

    x xyz,giusto per farti capire cosa significa,se vuoi approfondisci,cosa che dovrebbe fare anche exibart

    R

  7. E’ condivisibile che Farronato non sa nulla del territorio, è solo il giocattolino stravagante della Vettese che gli ha scaricato un pò di lavoro (avendo lei 16 incarichi….sistema all’italiana…)!
    Ma il cielo ci scampi dalla DRAGANOVIC, che usa un cognome non suo – ma molto esotico!- che solo in Italia riesce a imbabbionare i politici di turno e a farsi dare ruoli che NON le competono. Chiediamoci perchè non trova lo stesso spazio in Germania, terra molto più generosa e aperta al contemporaneo: forse le sue doti…. là non funzionano?
    Al PAN ha fatto disastri ed è stata allontanata; a Modena ha co-curato mostricine da liceale. In entrambi i casi sotto la tutela del povero politico invaghito della vichinga…..
    La Galleria Civica, dopo tutte le sue vicessitudini, non ha certo bisogno di un’altro flop.

  8. al di là del toto-nomine, che fa sempre parte del gioco (e qualche volta Exibart ci becca!), per fare ulteriormente chiarezza sulle modalità di partecipazione dei candidati e sulla composizione della commissione credo sia utile leggere anche quanto diffuso nella nota ufficiale:

    A fine maggio 2010 sarà reso noto il nome del nuovo direttore della Galleria Civica di Modena.
    Si è insediata, infatti, e sabato scorso si è riunita per la prima volta, la commissione che dovrà designarlo, scegliendolo tra le 47 persone che hanno risposto al bando pubblicato dal Comune.
    Sono tre i membri della commissione giudicatrice. Oltre alla presidente Giulia Severi, dirigente responsabile del Settore Cultura dell’Amministrazione, ne fanno parte due membri esterni: Olivo Barbieri, fotografo di fama internazionale, e Daniele Lupo Jallà, coordinatore dei Servizi museali della città di Torino.
    “A parte la nomina obbligatoria di un componente istituzionale – spiega l’assessore comunale alla Cultura, Roberto Alperoli – cercavamo un artista con radici locali che avesse esposto e fosse in contatto con gallerie internazionali di alto livello, e volevamo avere in commissione una personalità riconosciuta, esperta di sistemi espositivi pubblici in un contesto complesso e articolato”.
    Barbieri, fotografo e autore di film artistici di fama internazionale, è nato nel 1954 a Carpi, dove risiede. I suoi progetti “Site-specific” hanno fatto letteralmente il giro del mondo, dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Germania alla Cina, dalla Spagna al Canada. Sue opere sono entrate a far parte di collezioni pubbliche e private di livello mondiale: da Torino a Siviglia, da Essen a New York, a San Francisco.
    Daniele Lupo Jallà, nato a Torre Pellice, in Piemonte, nel 1950, oltre al suo incarico di coordinatore dei servizi museali di Torino è stato docente universitario, tra l’altro, di Gestione dei musei e dei beni culturali, e dal 2004 è presidente dell’Icom (International Council of Museums), l’organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali. È, inoltre, membro del Consiglio superiore dei beni culturali e della Commissione cultura dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), oltre che co-autore, tra gli altri, del programma museografico del Forte di Bard (Valle d’Aosta).
    La commissione, che si è data un programma con tempi serrati per arrivare al più presto alla designazione, si riunirà altre due volte nei prossimi giorni.
    La prima fase del lavoro consisterà nella valutazione dei curriculum e degli elaborati progettuali presentati dai 47 concorrenti, che vengono dall’Italia (anche da Modena) e dall’estero, alcuni giovanissimi e altri con grande esperienza.
    A tutti i candidati (laureati con conoscenza dell’inglese e con almeno due anni di esperienza nell’organizzazione di attività espositive d’arte contemporanea) era stato richiesto di
    presentare un progetto articolato in vari punti. Tra questi, una programmazione specifica della prima stagione (da settembre 2010 a luglio 2011), indicando il numero e i contenuti delle mostre, ipotesi di spesa e ricerca di finanziamenti, attività collaterali, identificazione di target di riferimento, obiettivi generali e linee di sviluppo, strategia di promozione e comunicazione. Il progetto presentato doveva avere caratteri di originalità, tenendo conto dell’identità della Galleria Civica, della sua struttura organizzativa attuale, delle risorse finanziarie (circa 400 mila euro l’anno), della dotazione di risorse umane e strumentali, delle caratteristiche delle sedi espositive e delle collezioni. Il progetto doveva inoltre prevedere mostre di carattere tematico sulla ricerca artistica dal secondo dopoguerra a oggi, collaborazioni con Musei e istituzioni italiane e straniere, contributi di artisti e situazioni del territorio modenese, valorizzazione delle collezioni della Galleria (Raccolta del disegno contemporaneo e Raccolta della fotografia), indagine sulle nuove tendenze artistiche internazionali, partecipazione a progetti sulla ricerca artistica sul Novecento a Modena.
    “In sostanza – sottolinea Alperoli – la nostra ambizione è quella di rafforzare il ruolo culturale della Galleria valorizzandone il profilo in chiave internazionale, allargando l’utenza a nuovi pubblici, ma senza perdere una preziosa identità costruita in 50 anni di storia. Vorremmo fare della Galleria Civica, a tutti gli effetti, una ‘piazza del sapere’ per i modenesi e per i visitatori che verranno da fuori”.
    Dall’analisi degli elaborati e dei curriculum sarà selezionata la rosa di canditati che sosterranno un colloquio individuale con la commissione entro maggio, sulla base del quale sarà poi emesso il verdetto definitivo che decreterà il direttore.

  9. La marginalità in cui vige l’arte contemporanea in italia permette di mantenere profili mediocri. Quindi serve di più un vestito coreano o un nome esotico che reali competenze. Fra i nomi fatti io sceglierei Verzotti.

  10. molto interessante ciò che dice Lucia Bianchi :”Farronato…il giocattolino stravagante della Vettese che gli ha scaricato un pò di lavoro ….sistema all’italiana!”
    per “assonanze” mi ricorda tanto LucaRossi
    mmmmmmmmmmmmm -Honi soit qui mal y pense!-
    salve a tutti,da un cavaliere dell’ordine della giarrettiera

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui