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Il Whitney Museum of American Art di Renzo Piano, a pochi giorni dalla sua inaugurazione, inizia a fare i conti. Il museo infatti si sta preparando a dover sostenere le enormi spese necessarie per mettere in moto la nuova costruzione, tre volte più grande di quella precedente.
Un incremento che a livello economico corrisponde a circa 16 milioni di dollari, raggiungendo la cifra totale di 49 milioni all’anno di costi. Dal museo sono arrivate dichiarazioni esplicative su come riuscire a coprire l’aumento, è stato previsto un piano finanziario che include maggiori sovvenzioni, la modifica del prezzo del biglietto d’ingresso e la crescita del numero dei visitatori, grazie soprattutto alla sua nuova posizione strategica. Il nuovo Whitney si trova vicino alla movimentata High Line che da sola richiama circa 6 milioni di persone l’anno, difficile pensare che il museo non riuscirà a trarre vantaggio da questa condizione. Il direttore Adam D. Weinberg è certo che la vicinanza alla vecchia ferrovia oggi parco gioverà al museo, che certamente riuscirà a catturare una buona porzione di turisti.
L’altra mossa sarà quella di aumentare il biglietto di ingresso, passando da 20 a 22 dollari, con il rischio però di disincentivare i visitatori. Weinberg non sembra preoccupato da questa eventualità, il museo inoltre vanterà un’area gratuita costituita da un grande atrio-galleria e una loggia esterna. Certo è che sarà molto costoso mantenere una struttura così grande, che comporta varie necessità, come l’aumento del personale, che passerà da 225 a 300 dipendenti. Il museo allungherà anche il suo orario di apertura rimanendo aperto fino alle 22 il giovedì, il venerdì e il sabato, a partire dalla sua mostra inaugurale “America is Hard to See”, che aprirà il prossimo 1 maggio. (Giulia Testa)












