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Metti una piccola città che ogni anno è presa d’assalto da qualcosa come otto milioni e mezzo di turisti, e che ha uno dei musei più frequentati d’Italia, che può fare? Stiamo parlando di Firenze, che si trova così a dover cercare di disciplinare politiche culturali e turistiche.
A cominciare da quello che sarà un processo di integrazione tra Palazzo Vecchio, gli Uffizi, Palazzo Pitti e il giardino di Boboli e il corridoio vasariano: «Diverrà un unico complesso museale, stupefacente per ampiezza, collezioni e bellezza», ha dichiarato il Ministro ai Beni Culturali, a colloquio con il Sindaco Dario Nardella, e ha parlato anche del progetto “Grandi Uffizi”, con la promessa di stanziare anche quest’anno quasi 4 milioni di euro (3,950mila) per l’estensione e, non in ultimo, l’estensione della Firenze Card Musei ad altre cinque strutture, per un totale di 72 punti in città e per evitare un poco, si spera, l’intasamento solo di alcune istituzioni, come vi avevamo raccontato pochi giorni fa.
Già, perché se comunque il mare di gente porta PIL, forse a Firenze più che su ogni altra piazza diventa difficile operare su altri fronti: tutelare il decoro urbano, proteggere i monumenti, contrastare la vendita illegale di merci contraffatte. Una città, insomma, ancora da scrivere grazie alla bellezza e aspettando la nomina del nuovo direttore degli Uffizi.










