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Sempre più ospedali e centri di cura e accoglienza, oggi scelgono di accogliere l’arte, e di farla “lavorare” all’interno dei loro ambienti; da Kounellis al Policlinico di Milano, fino alle esperienze torinesi con David Tremlett, ecco che anche in Toscana qualcosa accade.
Il nuovo ospedale di Massa, infatti, ha aperto le sue porte direttamente con una installazione permanente, firmata dallo scultore Luciano Massari e patrocinata grazie a Gemignani e Vanelli Marmi e a Sa. Ge. Van.
Il titolo? Non poteva che essere Inno alla Vita e non tanto per la collocazione, quanto per rimarcare che anche in un luogo non propriamente felice l’esistenza umana deve continuare. Con un’opera “relazionale” e composta da più parti; una vera e propria scena dove verticale e orizzontale si confrontano in una serie di forme: una grande sagoma umana, in piedi, una serie di sedute e cinque “elementi” sospesi, che alludono all’interconnessione naturale delle cose, secondo i principi dello Yin (il buio) e dello Yang (la luce), e un panneggio mosso dal vento, raffigurazione potente del “soffio” vitale che attraversa l’opera, tutta rigorosamente candida. E lontana da una serie di iconografie di rimando, ma forse più vicina a un misticismo quasi metafisico, surrealista. Perché in fondo, chi attraversa certi corridoi da paziente o da spettatore, forse ha anche bisogno di farsi trascinare in una sorta di sogno.
Foto: Danae Project










