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Dopo anni oscuri e confusi, mi riferisco non velatamente all’orrore dell’ultimo Padiglione Italia e alla pochezza del precedente, finalmente il Ministero dei Beni Culturali ha pensato di scegliere il curatore di questa edizione 2013 fra una rosa di nomi eccellenti fra cui si è distinto Bartolomeo Pietromarchi, attuale direttore del MaCRo, che si è aggiudicato la curatela della più importante vetrina internazionale per l’arte italiana. I nomi selezionati per rappresentare al meglio la produzione artistica del nostro paese ancora non sono stati resi noti, li sapremo il 25 ottobre, quando tutti i direttori dei singoli padiglioni si incontreranno per confrontare i rispettivi progetti in modo da realizzare un’esposizione il più possibile coerente. Pietromarchi ha sottolineato l’importanza della necessità di continuare con l’impostazione critica, che da sempre lo contraddistingue, del lavoro da lui svolto fino ad ora come curatore della Fondazione Olivetti e del Premio Italia, ovvero con un progetto costruttivo di sostegno per l’arte italiana che, a causa di un sistema farraginoso, non ha ancora quel riconoscimento globale che invece meriterebbe.














