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«Non chiamateli falsi, per favore; i falsi sono opere d’arte che vengono vendute al malcapitato, o spacciate al pubblico, come vere. Dipingere una copia invece, se la mano è quella di un artista, è una disciplina, e il risultato è un opera nuova fonte di grandi emozioni». Con queste parole, Ellenia Zagni – artista poliedrica, dopo anni di pittura figurativa e di contatti con il gruppo degli Spazialisti e con l’Astrattismo – definisce la nuova fase di sperimentazione artistica che ha intrapreso da tempo: la riproduzione di grandi autori della storia dell’arte. Le opere, denominate Copie d’Autore, D’après, Falsi d’autore o anche Veri falsi, prodotte tra il 1980 e il 1990, sono in mostra da oggi alla exfabbricadellebambole CUBET a Milano. L’ambito della trascrizione d’autore, tema ancora attualissimo, è il lato avvincente della sfida avvertita dalla Zagni che, con l’esattezza dell’esecuzione e del metodo, dimostra di saper interpretare un d’après nell’unico modo corretto, cioè far scaturire quell’opera da tela e colori a olio riattivando lo stesso procedimento di genesi dei grandi maestri del passato.










