22 aprile 2016

Un trionfo, con qualche lamento. A margine della splendida serata romana sui muraglioni del Tevere, consacrazione di William Kentridge

 

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Che dire? C’è qualcuno, tra il pubblico, che l’ha definito “Il Natale di Roma”. E in effetti, un po’, è stato così. 
Tutti sui muraglioni del Tevere, per vedere i Triumphs & Laments di William Kentridge, star indiscussa dell’arte contemporanea a Roma, in questi ultimi giorni, per un progetto pubblico che si attendeva da anni.
Una vera festa per la città, che per una serata – ottima anche a livello climatico – ha rivissuto i grandi fasti, e che ha unito la popolazione senza distinzioni di sorta, tutti accorsi a vedere la grande performance, di un grande artista. 
Peccato per quel paio di barche che portavano a bordo i vip dell’arte, che hanno fatto ritardare un poco l’inizio della manifestazione e offuscato la visuale di chi si era piazzato, come logica vuole, sull’altra sponda del fiume, per seguire la “processione”. Una piccola cafonata, diciamolo, che però non ha smorzato la meraviglia seppur con qualche lamento. In un trionfo generale

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