Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Tra i più eccelsi studiosi di storia dell’India e raffinato musicologo, Ufficiale della Legion d’onore, Professore Emeritus del Senato di Berlino, membro dell’Accademia di Musica dell’India, amico di Jean Cocteau e Rabindranath Tagore. La storia di Alain Daniélou supera la distanza tra i continenti ed è stata raccontata in Il Labirinto di una vita, film di Riccardo Biadene che, dopo la world premiere a Visions du Réel di Nyon, sarà presentato stasera in prima nazionale al Biografilm Festival di Bologna.
Il documentario, prodotto da FIND Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi e KAMA Productions, racconta il viaggio musicale ed esistenziale che Daniélou, bretone d’origine, figlio di un ministro socialista e con un fratello cardinale, intraprese dal 1932, insieme al compagno fotografo Raymond Burnier, alla volta dell’India. Fu ospite del premio Nobel Rabindranath Tagore, poi decise di stabilirsi in India, studiando il sanscrito, i testi vedici, la filosofia e la musica indiane per 20 anni, alla ricerca dell’armonia tra natura e spirito dimenticata dalla cultura occidentale. Nella sua casa sulle rive del Gange, a Varanasi, incontrò Jawaharlal Nehru, Jean Renoir, Cecil Beaton, Eleanor Roosvelt e Roberto Rossellini. Amò molto l’Italia, nel 1963, a Venezia, fondò l’Istituto Internazionale per gli studi di musica comparata, per dare impulso alle ricerche sulla musica orientale, attività portata avanti dalla Fondazione Giorgio Cini. Nel 1969, a Zagarolo, vicino Roma, diede impulso alla Fondazione Harsharan – oggi Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi – dove ha continuato a tradurre testi classici indiani e a scrivere articoli e libri sulla mitologia e i riti arcaici, fino alla fine dei suoi giorni.
In occasione della prima nazionale, saranno presenti, oltre al regista, anche Ritwik Sanyal, cantante classico dhrupad, ex-rettore Performing Arts BHU University Varanasi, Grazia Marchianò, orientalista, direttrice Fondo Elemire Zolla, Adrian Navigante, direttore Intellectual Dialogues Fondazione FIND, e Pietro Faiella attore, voce narrante del documentario, traduttore. Al termine della proiezione, una breve performance di danza classica indiana Bharatanatyam e Kuchipudi Nataraja.










