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Ieri, dopo oltre quarant’anni, i veneziani sono potuti entrare nuovamente nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, e con loro i visitatori della Biennale. È probabile però che entrambi abbiano provato un senso di straniamento dopo aver varcato la soglia dell’edificio di culto. Nell’aula luminosa non si trovano né panche di legno e icone sacre, né tantomeno opere d’arte contemporanea. Christoph Büchel, che rappresenta quest’anno l’Islanda alla Biennale, ha invitato le comunità musulmane di Venezia e d’Islanda a collaborare per il suo progetto e ha trasformato la chiesa ormai sconsacrata in una moschea a disposizione della comunità residente e dei viaggiatori di fede musulmana – ma aperta a chiunque desideri visitarla – per tutto il tempo della manifestazione. Crocevia di culture, luogo di tolleranza religiosa e libertà di stampa, Büchel ha regalato a Venezia la prima vera moschea della sua storia. Come sua consuetudine ha creato una situazione reale che mette in evidenza un tema rilevante nel nostro tempo, e ha operato una sostituzione nell’ordine costituito delle cose. Senza clamori mediatici ma in dialogo con le diverse comunità religiose locali l’artista svizzero, che risiede a Reykjavik da molti anni, ha creato un luogo che parla dei pregiudizi e della segregazione che accompagnano i processi di stanzializzazione dei flussi migratori nei Paesi europei e riflette sulle tensioni religiose che ne derivano. Un luogo in cui la stratificazione della storia, delle religioni e delle culture è concretamente visibile attraverso una giustapposizione che non cancella nessuna parte dell’identità del luogo. E che sicuramente nei prossimi mesi metterà alla prova la capacità di convivenza degli abitanti e la tolleranza delle sue autorità, che già venerdì scorso sembra abbiano messo in discussione il fatto che l’opera d’arte possa anche funzionare come luogo di culto a tutti gli effetti. (Silvia Simoncelli)













Anche in una scorsa edizione … esattamente nel 2009 vi era un fuori biennale esageratamente bello mi sembra della Lituania spettacolare… ed è li’ che mi sono innamorata di questa chiesa … spero che abbiano fatto un bel lavoro … tra poco andrò a vederla