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Non solo è intitolato Hope! ma ospita “i nuovi ambasciatori dell’Ucraina”. Le parole del filantropo Victor Pinchuk delineano il tenore politico del padiglione ucraino, divenuto per l’occasione luogo di esposizione internazionale delle immagini del conflitto. Le opere sono piccole tracce di un trauma odierno e tentano la costruzione di un immaginario quotidiano, presentandoci i risultati del tempo di guerra. Riferimenti alla ruolo della stampa e alla censura politica sono analizzati nell’opera di Zhanna Kadyrov, mentre Open group abita l’installazione Synonym for “wait” con una performance di resistenza fisica. Un uomo osserva in streaming le soglie delle case di alcuni soldati scegliendo di mangiare solo al loro ritorno. La sofferenza fisica vuole essere punto per riflettere sulla difficile vita delle loro famiglie. Di simile intento sono anche le opere degli altri artisti presenti: Yevgenia Belorusets, Nikita Kadan, Mykola Ridnyi e Serhiy Zhadan, Artem Volokitin e Anna Zvyagintseva. Ma il messaggio fondamentale è per il futuro ed è di speranza, così l’appuntamento è a questa sera con il concerto della band rock ucraina Okean Elzy alla Riva dei sette martiri. (Alessandra Franetovich)












