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Addetti ai lavori, ragazzine appostate davanti al red carpet, modelle in abito lungo, una schiera di fotografi talmente bella da annebbiare il fascino di chi sfila davanti a loro e persino Malika Ayane, giurata per il Soundtrack Star Award, che fa un giretto in bici la mattina presto: qui dalla redazione di Fred.fm a Venezia si riesce a vedere proprio tutto. Un piccolo spazio sotto ai portici che dal Palazzo del Cinema portano all’Hotel Excelsior, ospita infatti la radio cinematografica che Federico Spoletti, italiano adottato dalla grande Londra, ha lanciato proprio qui a Venezia cinque anni fa. Sono tanti i registi, gli attori, i produttori che passano qua, per un’intervista o per la diretta delle 15:30, nella redazione del Lido dove per qualche giorno ci siamo intrufolati a seguire la 72esima edizione della Mostra di Arte Cinematografica di Venezia.
Ieri sera il pubblico della Sala Grande si è molto emozionato per la presenza del giovanissimo attore Abraham Attah, protagonista di Beasts of no nation, produzione notevole poiché la prima della società di distribuzione Netflix. Un film crudo e affilato sulla situazione dei bambini soldato delle numerose guerre africane, che però, decontestualizzato da luogo e da tempo, fa fatica a entrare nel merito dell’argomento, spiegandoci non molto di più ciò che ormai già stampa e notiziari ci raccontano. Da stamattina invece il piazzale davanti al Casinò freme per la presenza sul tappeto di Johnny Depp, protagonista dell’ennesimo film sui gangster americani che verrà proiettato ufficialmente stasera; nel pomeriggio grande fermento è una lunga coda per la prima visione del film Banat, l’ultimo di Adriano Valerio ambientato tra Bari e la Romania.
Sempre nella serata di ieri poi, all’interno del Movie Village, l’artista tra i pionieri dell’audiovisivo Antoni Muntadas ha presentato il suo ultimo lavoro, Derive Veneziane, un viaggio notturno su una barca fluttuante, accompagnata soltanto dal gorgoglio dell’acqua che la sostiene. Un lavoro che vorrebbe liberare Venezia dai luoghi comuni del turismo, dei canali e della decadenza architettonica, e rivelare piuttosto l’aspetto segreto, misterioso, notturno. Quello che Muntadas ci racconta è però proprio il clichè della Venezia decadente, scura, vissuta con calma, dove il tempo ha una propria dimensione ed è proprio per questo bellissima.
Per seguire tutte le interviste, www.fred.fm












