21 febbraio 2006

Via Ventura? Lambrate? Ex-faema? No, semplicemente Zonaventura. Punto e basta

 

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Quando quella parolina ha iniziato a venirci (quasi) spontanea, in redazione ce lo siamo sussurrato: “vogliamo vedere quanto ci mettiamo a farla di dominio pubblico?”. Era la fine del 2005. E zac, dopo qualche settimana Zonaventura ce l’ha fatta.
Di che stiamo parlando? C’è una nuova zona del capoluogo lombardo dove stanno nascendo gallerie d’arte a tutto spiano, redazioni di radio e di riviste d’arte e design, studi di architettura e librerie. Si trova alle spalle della stazione di Lambrate, tra Via Giovanni Ventura e Via Massimiano. Fin qui tutto bene. Tranne una cosa: il nome! Il grappolo di casermoni non aveva nome, o meglio (anzi, o peggio) ne aveva troppi. Via Ventura, Lambrate, Ex Faema (dal nome della ditta che nei capannoni aveva sede), Micamoca, VenturaXV, la Chelsea di Milano e così via. Una babele che certo non giovava alla crescita del nuovo art-district meneghino.
E allora ecco la trovata -che poi trovata non è perché scimmiotta un’altra zona, dietro Porta Genova e attorno a Via Tortona che si chiama, appunto, Zonatortona-, ecco la trovata dicevamo di affibbiare agli ex opifici di Lambrate il nomignolo di Zonaventura. Nomignolo che, sul presente numero di Panorama, in un articolo dedicato a milano, è diventato finalmente un nome proprio. Consacrato indiscutibilmente, semplicemente per essere stato prelevato dal più grande newsmagazine italiano.

[exibart]

4 Commenti

  1. io proponevo Lambrarte…per future manifestazioni o inaugurazioni collettive, la futura settimana dell’arte, ecc.
    Attendiamo qualche giovane architetto che progetti allogi/studio per artisti…su su ci sono tanti spazi inutilizzati in zona.

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