29 ottobre 2016

Video Sound Art Festival a Milano. Un tema erotico per cinque curatori, in cinque spazi differenti, con l’interazione di otto artisti

 

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La sesta edizione del festival milanese Video Sound Art – quest’anno in autunno – ha una struttura reticolare e trova spazio in cinque differenti sedi: l’Institut Français Milano, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”, Villa Simonetta, il Teatro Franco Parenti, il Museo del Design 1880 – 1980.
TA EROTIKA Hidden doors è il titolo di questa nuova edizione: il collasso della ragione di fronte all’oggetto erotico, “Ta erotika”; mentre “Hidden Doors”, il sottotitolo, identifica proprio l’elemento perturbante, lo spaventoso che riaffiora e che invece sarebbe dovuto rimane segreto. L’arte diventa così la via privilegiata di accesso all’evento erotico.
Sette artisti internazionali, con cinque curatori in cinque luoghi, indagano il tema mescolando linguaggi diversi.
Desiderio, amore, morte: questa la triade intorno a cui si sviluppa Snow White, progetto filmico di Thadeusz Tischbein. In questo lavoro, al debutto oggi, l’artista tedesco intreccia riferimenti alla storia, alla letteratura, al mito, all’arte contemporanea, con una video-installazione ideata per il Teatro Franco Parenti in cui le quinte teatrali perdono la propria funzione, diventando lo schermo della proiezione. Anch’esse, così come i corpi ormai inanimati oggetto di questa indagine, si trasformano in sculture, epidermide intangibile e metafora di un desiderio che non può essere esaudito. Una superficie fragile che manifesta la vanità dell’esperienza erotica di essere mezzo per trascendere la mortalità.
La ricerca, invece, di Delphine Depres si dipana tra installazioni e performance in cui unisce low e high tech per indagare la teatralizzazione dell’immagine prodotta e proiettata. Seguendo questo criterio, l’artista ha ideato una nuova video-installazione, giocando sull’inganno che connota la dimensione erotica, sull’identità di genere e sulle caratteristiche del Museo del Design 1880-1980 che ospita il suo lavoro. In un ambiente originariamente algido, i sensi sono chiamati a rivelare una distorsione percettiva, mentre Delphine Depres gioca con la materia, con un approccio fisico e tattile, tra ludicità e sensualità.

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