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Bilanci positivi, linea promossa, entusiasmo generale, tutto bene. Ma la domanda ricorrente è una: e adesso che succede? Fabio Cavallucci, in partenza per la Polonia dove dirigerà il Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia, potrà – e vorrà – pensare al futuro della “sua” rassegna italiana?
E non c’è traccia di risposte, nel comunicato conclusivo di Postmonument, la XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Che tuttavia conferma anche cifre alla mano l’impressione generale di un evento rilanciato con un passo contemporaneo, adatto a competere in un panorama sempre più ampio e problematico. Oltre 42mila i partecipanti, fra visitatori delle sedi espositive, studenti e iscritti ai vari workshop e attività didattiche; ben 6.305 utenti hanno partecipato agli eventi e alle performance come quelle di Nevin Aladag e Vanessa Beecroft.
Successo anche per l’installazione di Rirkrit Tiravanija in Piazza Alberica, intitolata Il monolite si muoverà al volere della gente, che prevedeva un utilizzo libero e vario del palco e dello schermo in marmo collocati dall’artista. E buoni risultati per gli Eventi Paralleli predisposti dalla città, dieci dei quali selezionali ed entrati nella promozione della Biennale, che hanno registrato un numero complessivo di 12.686 visitatori.
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Fabio il polacco. Cavallucci direttore del Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia
www.labiennaledicarrara.it
[exibart]










e dagli con sto Cavallucci….
A lavorare in cava!
Altro che Cavallucci marini… in Italia c’è un’invasione di cavallette insaziabili. Ne nascono sempre di più. Il fine è quello di distruggere risorse pubbliche. Un vero disastro per l’arte e la cultura italiana.
Facendo un’analisi dei costi e benefici, in termini di ricadute economiche sul tessuto sociale, viene fuori un bilancio di spese superiore superiore ai reali incassi.
Ma Cavallucci che farà! Semplice, cambia mestiere. Non è poi così necessario fare il curatore a vita. C’è tanti lavori interessanti.