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In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 12 al 17 maggio.
Teatro e danza
La forza tribale di Hofesh Shechter
Debutta il 15 maggio, al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, in prima italiana (poi al Teatro Comunale di Vicenza, il 17, per Danza in Rete), In the brain, l’ultima opera completa creata da Hofesh Shechter per Shechter II, la formazione giovane di danzatori.
Lo spettacolo nasce da Cave, un lavoro breve realizzato nel 2022 per la Martha Graham Company a New York, ispirato alla vita notturna e a quella strana alchimia che succede quando si balla insieme per ore. In the brain prende quella scintilla e la porta fino in fondo: il teatro diventa qualcosa di ibrido, a metà tra un rave e un rito.
I danzatori non raccontano una storia — la storia non c’è, o meglio, si dissolve. Rimangono i corpi, il basso, il ritmo che si fa sempre più fisico, sempre più collettivo, finché la distanza tra il palco e la platea smette di avere senso.

Trilogia della brama di Artemis Danza
Nessun mistero ma un unico motore comune, una centrifuga emotiva generata dal male maschile per eccellenza: la brama. Otello, Macbeth e Falstaff si ritrovano spogliati della cornice sociale d’origine per raccontare la propria caduta infame. Trilogia della brama (per Parma Danza, prima nazionale al Teatro Regio di Parma, il 14 maggio) è una commistione delle tre opere verdiane nate dalle parole di Shakespeare.
Sulle note di Giuseppe Verdi, la coreografa Monica Casadei si cimenta in un inedito lavoro al maschile dove la forza dei danzatori di Artemis Danza rielabora il tema dell’ambizione psicotica. Un trittico di eroi del melodramma abbandonati di fronte ad alcune delle emozioni più forti che invadono l’animo umano: l’attesa, la brama, il precipitare.
Non c’è salvezza o perdono cui affidarsi perché la società stessa gode dello spettacolo: sono le fattucchiere di Macbeth o le comari del Falstaff a ridere della rovinosa caduta dei protagonisti.

La fiaba adulta di Valentina
Per la terza edizione del Festival internazionale di teatro Presente indicativo – Milano crocevia del Piccolo di Milano, dal 15 al 17 maggio va in scena Valentina, testo e regia Caroline Guiela Nguyen.
Una donna si trasferisce dalla Romania alla Francia, accompagnata dalla figlia di nove anni, per tentare di curare un problema cardiaco. Mescolando realismo e poesia, Guiela Nguyen racconta la fiaba moderna di una bambina divisa tra due culture, in bilico tra due lingue, alle prese con segreti familiari e con la difficoltà di tradurli. O di tacerli per sempre.
Tra le altre presenze del festival che si svolge fino al 30 maggio, Parini Secondo, Łukasz Twarkowski, Lino Guanciale, Anne Teresa De Keersmaeker, Tiago Rodrigues.

Il Gran Teatro Anatomico a Bologna
Attraversa i diversi spazi dell’Ala monumentale di San Michele in Bosco con gli affreschi, gli spettacolari corridoi, gli orologi astronomici, i mappamondi, le prospettive, il Gran Teatro Anatomico di Archiviozeta, un’azione teatrale itinerante che trae linfa dalle storie di Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la Letteratura 2018: una riflessione sulla complessità del corpo umano in relazione al cosmo, sul dolore e la ricerca di equilibrio, sull’onda potente della vita che attraversa il tempo.
Tre storie che fanno del nostro corpo il gran teatro del mondo, tre racconti storici che ci precipitano nell’Olanda del ‘600 tra dissezioni e lezioni di anatomia, nella Vienna del ‘700 tra macabre Wunderkammern coloniali e razziste e infine nella Parigi di metà ‘800 al funerale di Chopin.

“Gran Teatro Anatomico”, drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, con Gianluca Guidotti, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Ermelinda Nasuto, Enrica Sangiovanni, consulenza musicale Patrizio Barontini, costumi Emanuela Dall’Aglio. Produzione archiviozeta, con il sostegno di Regione Emilia Romagna. Dal 15 al 31 maggio (9 repliche nei fine settimana).
Biancaneve, un simbolo della ricerca interiore
Biancaneve di Robert Walser è una sospensione, una deviazione, un tempo ulteriore che si apre quando la storia sembrerebbe già compiuta. Walser riprende la fiaba classica per immaginare ciò che accade dopo il (presunto) lieto fine. Proprio laddove la narrazione tradizionale si interrompe, i personaggi principali – Biancaneve, la Regina, il Cacciatore e il Principe – si incontrano per parlare di ciò che è accaduto e dell’intenzione della Regina di uccidere Biancaneve, attraverso un fitto dialogo che mette in discussione i ruoli prestabiliti, le dinamiche di potere e l’identità individuale. Biancaneve diventa un simbolo della ricerca interiore in un mondo che riduce le sue esperienze a un’interpretazione collettiva e soffocante.

“Biancaneve”, di Robert Walser, regia Andrea Lucchetta, traduzione Cesare De Marchi, con Anna Bisciari, Francesca Cutolo, Alessandro Federico, Luca Ingravalle scene Andrea Colombo, musiche originali e sound design Andrea Gianessi, disegno luci Gianni Staropoli. Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, A Torino, Teatro Astra, dal 12 al 31 maggio.
Tre coreografie al festival Exister
Prosegue, a Milano, la programmazione della 19ma edizione di EXISTER, la stagione di danza promossa da DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza, con tre spettacoli il 16 maggio: Noa di Jye-Hwei Lin, produzione Balletto Teatro di Torino, un assolo che indaga la presenza del corpo nel qui e ora; a seguire, Trust di Mauro Astolfi, produzione Spellbound, un duetto che esplora la fiducia come spazio fragile e necessario nella relazione; e in chiusura: Hyphae – Polifonia del sottobosco di Annalì Rainoldi, produzione Marche Teatro, una ricerca coreografica che esplora il microcosmo invisibile di funghi, licheni e muschi, mettendo al centro le reti simbiotiche che sostengono l’ecosistema. Attraverso la ricerca di un “corpo-micelio”, lo spettacolo costruisce una polifonia fisica e vocale in cui emergono molteplici memorie.

La Sagra del Signore della Nave di Pirandello
Il 2 aprile 1925 a Roma il Teatro d’Arte, la compagnia fondata da Pirandello, debutta nel nuovo teatro Odescalchi appositamente restaurato, con La Sagra del Signore della Nave, atto unico in cui Pirandello inserisce una serie di innovazioni, invenzioni, effetti tecnici, ma anche un rapporto nuovo con lo spazio e con il personaggio. In sala pare ci fosse la migliore società romana e inoltre… “c’era Mussolini” dicono le cronache dell’epoca. Il duce in persona nel palco reale contendeva allo spettacolo gli sguardi degli spettatori. Arte e potere, teatro e politica, cultura e finanziamenti… e inoltre la faccia peggiore del potere, quella autoritaria, quella fascista.
La Compagnia Laboratorio Metamorfosi affronta La Sagra del Signore della Nave, i suoi temi arcaici e simbolici, ma la inserisce nel racconto della sera della “prima”, alla presenza di Mussolini, intraprendendo un percorso sul rapporto fra arte e potere nel nostro presente, in cui è più importante che mai che l’arte sia, ora e sempre, resistente. A Milano, Teatro degli Angeli, il 15 maggio.

Nel sogno creatore di Giorgina Pi
La regista Giorgina Pi porta in scena Sogno Creatore, un progetto di ricerca sul tema del sogno e della sua potenza creativa, un’indagine del rapporto tra mondo onirico e scrittura. A partire dal testo Il Sogno Creatore della filosofa spagnola Maria Zambrano (1904-1991), in cui il sogno e il suo linguaggio fanno da guida, nel lavoro teatrale si intrecciano i versi incandescenti della poeta Maria Luisa Spaziani (1922-2014) – incarnati dall’attrice Sylvia de Fanti – e quelli della poeta contemporanea Niki Rebecca Papagheorghiou (1948-2000) cui dà voce l’attrice Alexia Sarantopoulou.
Su una spiaggia immaginaria, in una penombra attraversata da luci blu si incontrano le due poetesse, i cui versi assumono sembianze di riflessioni diaristiche su sogni indelebili. Un dialogo sommerso, uno scandaglio del mondo onirico, un tuffo nell’inconscio.
A Roma, Angelo Mai, dal 14 al 16 maggio.

Dentro la tela, indagine su Artemisia
Dentro la tela, indagine su Artemisia è una riflessione bruciante su potere, stereotipi e manipolazione della realtà, un viaggio tra i processi mediatici contemporanei e l’arte rivoluzionaria della pittrice Artemisia Gentileschi. Il testo, scritto e interpretato da Cinzia Spanò, ci accompagna dentro la vita di una donna, una professionista affermata e sicura di sé che sarà costretta a ribaltare le proprie convinzioni e a reinventarsi radicalmente. L’attrice prosegue così la sua esplorazione dei meccanismi della cultura patriarcale, portando in scena il terzo capitolo di una trilogia sulla disparità e violenza di genere.
A Milano, Teatro dell’Elfo Puccini, dal 7 al 31 maggio.

Pesaro Danza Focus Festival
Nell’ambito di TeatrOltre, festival all’insegna della multidisciplinarietà, il 16 maggio Pesaro Danza Focus Festival, una festa della danza che invade la città.
Tra le presenze Anna Basti in Le classique c’est chic! una vera e propria classe di danza classica aperta a tutti; Davide Tagliavini, coreografo e danzatore, con That’s all una performance che si sviluppa tra resa e possibilità di un nuovo inizio, tra stupore e ironia, corpo e voce, suoni e personaggi che appaiono per poi dissolversi; la Compagnia Abbondanza/Bertoni, con Femina, spettacolo con quattro interpreti, dedicato all’universo femminile; e la compagnia di danza e performing arts Dewey Dell, che dà vita a Echo Dance of Furies, un’ipnotica performance con Agata Castellucci e Teodora Castellucci incentrata sull’immaginario degli ex-voto anatomici – piccole statuette votive ad alto valore simbolico – ideata con Vito Matera e la musica originale di Demetrio Castellucci.

Le preghierine di Gabriele Portoghese
«Ogni volta che facciamo una domanda alla vita o alla morte, – scrive l’attore e regista Gabriele Portoghese – ci affacciamo su qualcosa che ci sfugge, un altrove. Preghierine ha a che fare col nostro bisogno di consolazione e con quel luogo inconsolabile dell’anima in cui cerchiamo il senso della nostra esperienza sulla terra. Le preghierine sono liste di desideri frivoli o inconfessabili. Pensieri violenti, teneri, perversi, sinceri. Il tempo che occupano è un tempo improduttivo, sospeso. Tempo dentro di noi».
Nello scrivere il testo Portoghese è stato fortemente suggestionato dagli scritti di Baudelaire, in particolare Lo Spleen di Parigi e Il mio cuore messo a nudo, mentre il dipinto Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto ha suggerito una cornice estetica.

“Preghierine”, un progetto, drammaturgia e regia di Gabriele Portoghese, con Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi, progetto sonoro Emanuele Pontecorvo, disegno luci Maria Elena Fusacchia. Produzione INDEX, con il sostegno di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. A Bologna, Teatro delle Moline, dal 14 al 17 maggio.
Piccola antologia semiseria della morte
La morte — ultimo tabù, rimosso e insieme onnipresente — è il fulcro di Piccola antologia semiseria della morte, nuovo progetto coreografico di Fabio Ciccalè (a Roma, Spazio Rossellini, il 15 maggio). Un lavoro che attraversa il tema non come evento biologico, ma come costruzione culturale, linguistica e mediatica: la morte nominata, raccontata, ritualizzata, spettacolarizzata.
Tra danza, parola e memoria, la scena diventa dispositivo critico, capace di interrogare l’immaginario collettivo — dal linguaggio giornalistico al cinema, dai rituali pubblici ai giochi dell’infanzia. Ne emerge una partitura coreografica che tiene insieme ironia e lucidità, distanza analitica e coinvolgimento emotivo.

Armando Punzo, Il figlio della tempesta
Il figlio della tempesta. Musiche, parole e immagini dalla Fortezza, è un concerto-spettacolo di Armando Punzo, realizzato insieme ad Andrea Salvadori per i trent’anni della Compagnia della Fortezza (a Roma, Teatro Ateneo, il 13 maggio). Figura centrale del teatro contemporaneo europeo e artefice della più radicale esperienza di teatro in carcere nel nostro Paese, Punzo porta in scena un lavoro che attraversa tre decenni di ricerca artistica e umana dentro la Fortezza di Volterra, intrecciando parola, musica e immagine in una partitura di memoria, visione e trasformazione. Lo spettacolo restituisce la materia viva di un’esperienza che ha ridefinito il rapporto tra creazione teatrale, detenzione e possibilità di riscrittura dell’esistenza.

Festival delle Colline Geotermiche
La bellezza dei margini è il sottotitolo che anche quest’anno orienta la 15ma edizione Festival delle Colline Geotermiche, nei borghi della Val di Cecina e delle colline metallifere toscane in un sistema diffuso di spazi performativi mettendo al centro dialogo tra comunità, paesaggio, arte e teatro contemporaneo (dal 14 maggio all’11 luglio).
Oscar De Summa, Stefano Massini, Andrea Pennacchi e Mauro Pescio tra gli ospiti in programma. Nuovo concept firmato da Enrico Pantani pittore e disegnatore di questi luoghi. Eccellenze under 35. Una “sezione open” dedicata a linguaggi e pubblici differenti. Laboratori e incontri per adulti e ragazzi. Passeggiate teatrali.

Fontana Project di Nogravity Theatre
L’Accademia Filarmonica Romana, il 15 e 16 maggio ospita Fontana Project della compagnia NoGravity Theatre dell’artista, regista e coreografo Emiliano Pellisari insieme a Mariana/P (Mariana Porceddu) che si ispira alla “fase dei tagli” (1958-1968) che fu il momento apicale della produzione dell’artista Lucio Fontana.
«Il mio lavoro – spiega Pellisari – è riaprire il taglio, rimettere in moto le cose seguendo un tempo, quel ritmo sonoro che ci incanta da sempre attraverso il movimento che diventa necessario per percepire il senso del tempo. L’emozione di uno spazio in movimento ci conduce verso ciò che noi chiamiamo arte-nel-tempo, ovvero la nuova arte di Fontana».

Nella Carne della Compagnia Bellanda
Anteprima nazionale di CARNE della Compagnia Bellanda (al Teatro Comunale di Cormons il 14 maggio) uno spettacolo di teatro-danza con un linguaggio ibrido di danza contemporanea, breakdance e parola poetica, che attraversa le fragilità della condizione umana contemporanea, indagando temi delicati come il suicidio, l’autolesionismo e le dinamiche di isolamento sociale. Le coreografie sono di Giovanni Leonarduzzi e Lia Claudia Latini, drammaturgia di Leonarduzzi e Daniele Tenze.
Cosa conduce una persona a percepire la fine come più sostenibile della continuità? A partire da questa tensione, la ricerca si sviluppa a ritroso, indagando le pressioni interiori e collettive che contribuiscono alla perdita di senso, con uno sguardo particolare rivolto alle giovani generazioni e alle dinamiche del contesto maschile, ancora segnato da codici culturali rigidi e difficoltà emotive.

Kathakali, il teatro classico indiano
Le Settimane d’arte del Teatro tascabile di Bergamo accolgono, dal 13 al 24 maggio presso il Monastero del Carmine di Bergamo, Il movimento della tradizione: dal Kutiyattam al Kathakali. Il primo appuntamento è dedicato al Kutiyattam – la più antica forma di teatro tuttora esistente – e alla sua discendenza, il Kathakali, lo stile di teatro classico indiano più conosciuto e apprezzato in occidente, per il TTB oggetto di studio fin dal 1978. Il programma alterna momenti di analisi e studio a momenti di spettacolo, incontri e proiezioni.
Il Kutiyattam, letteralmente “recitare insieme”, è probabilmente la più antica forma teatrale esistente, un genere che si pone come ponte tra passato e presente, un’arte scenica complessa che integra danza, pantomima, canto, musica e recitazione di versi in sanscrito.
Il programma completo è consultabile qui.















