12 giugno 2023

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 12 al 18 giugno

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Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 12 al 18 giugno, in scena nei teatri di tutta Italia

Campania teatro Festival KINGDOM © Christophe Engels

In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 12 al 18 giugno.

LA SETTIMANA DEL CAMPANIA TEATRO FESTIVAL
Ricca di importanti debutti la settimana del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, iniziato il 9 giugno e fino al 9 luglio, a Napoli. La sezione Prosa Nazionale vede l’atteso “Circus Don Chisciotte” di Ruggero Cappuccio, per la regia di Antonio Latella, con Marco Cacciola e Michelangelo Dalisi (il 13 e 14, Teatro Mercadante).

La diversità anarchica e dirompente del “Pinocchio/che cos’è una persona? Studio n°1”, è un percorso di ricerca e creazione ideato e diretto da Davide Iodice, cura del processo laboratoriale Scuola Elementare del Teatro Aps, nell’ambito di un progetto d’arte e inclusione sociale rivolto a ragazzi con disabilità fisica e intellettiva e a persone con varie fragilità (l’11, Sala Assoli). Assume la dimensione del saggio storico, “Napoleone-La morte di Dio”, una drammaturgia di Davide Sacco, affidata a Lino Guanciale (14 giugno, teatro Politeama). Sacco, che è anche regista dello spettacolo, parte da “I funerali di Napoleone” di Victor Hugo per costruire un percorso polifonico sulla morte degli eroi, delle divinità e dei padri.

Sospeso tra sentimenti e botanica, debutta “Tutte le notti di un giorno” del drammaturgo e poeta spagnolo Alberto Conejero (l’11, Villa Floridiana), una storia sull’impossibilità di amare, con Claudio Di Palma e Marina Sorrenti diretti da Manuel Di Martino. Massimo Venturiello e Giacomo Rizzo saranno i protagonisti, il 17, de “Il signor Puntila e il suo servo Matti”, allegoria brechtiana del capitalismo capace di stimolare riflessioni ancora oggi necessarie. Per la sezione Internazionale, in prima nazionale “Kingdom”, scritto e diretto dall’artista belga Anne Cecile Vandalem, con Das Fraulein (Kompanie): una favola epica, dove lo scontro viene confinato, sotto lo sguardo di un filmaker, nella lite tra due famiglie che si sono allontanate dal mondo moderno.

CAMPANIA TEATRO FESTIVAL Lino Guanciale Ph Manuel Scrima

BIENNALE TEATRO
Emerald è il titolo del progetto quadriennale dei direttori Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte) per il 51. Festival Internazionale del Teatro di Venezia (dal 15 giugno al 1 luglio) che si tinge di verde sui temi della rivitalizzazione, resurrezione, rinascita e libertà dell’essere umano. Il 15, ad aprire il festival sarà “Naturae” di Armando Punzo, Leone d’oro alla carriera, regista radicale, che pone l’azzeramento del teatro come condizione per ritrovarne il senso oltre il mestiere, dando una forza e un’evidenza fisica sconosciute ai suoi spettacoli, da quando nel 1987 inizia a lavorare con il gruppo di detenuti-attori nel carcere di Volterra. Tra i progetti nati attraverso Biennale College intesa a coltivare i processi creativi, non limitandosi a selezionarne solo gli esiti, ma assicurando continuità e prospettive a progetti anche pluriennali di registi, autori, performer, il 16, Valerio Leoni, regista, attore e drammaturgo romano, firma il progetto Cuspidi. Il 18, “Het Land Nod” del collettivo FC Bergman, destinatario del Leone d’argento.

«Con le loro creazioni – secondo ricci/forte – gli artisti fiamminghi, ispirandosi al cinema, alla letteratura e alla storia dell’arte, amalgamando un’estetica pittorica e l’uso di una tecnologia molto avanzata con i grandi racconti allegorici-medievali-biblici, plasmano un originale linguaggio di teatro-danza-site-specific, poetico e al tempo stesso irriverente, che rilascia una sensazione di sconcertante disagio nello spettatore». Tra gli altri artisti della scena internazionale che sfidano le nostre abitudini percettive c’è lo svedese Mattias Andersson, Boris Nikitin, attore, autore oltre che regista di base a Berna, ma di ascendenze ucraino-franco-ebraiche, Bashar Murkus con il Khashabi Ensemble, un teatro palestinese indipendente creato ad Haifa, l’artista e fotografa Noémie Goudal in connubio con la regista Maëlle Poésy, la compagnia El Conde de Torrefiel, Romeo Castellucci, e il pluripremiato Tiago Rodrigues.

Biennale Teatro- Milk – © Khulood Basel

CLITENNESTRA A POMPEI
A inaugurare la sesta edizione di Pompeii Theatrum Mundi sarà, in prima assoluta, “Clitennestra”, con protagonista Isabella Ragonese e la regia di Roberto Andò tratto dal romanzo del 2017 del 68enne scrittore irlandese Colm Tóibín “La casa dei nomi”. In questo magnifico testo del grande scrittore irlandese le figure classiche della casa degli Atridi, Clitennestra, Agamennone, Ifigenia, Elettra, Achille, Egisto, sono sottoposte a una sapiente, quanto inesorabile, umanizzazione. I loro pensieri e progetti, le loro speranze e disperazioni sono ormai unicamente mortali. L’orizzonte degli dei è svanito. Tóibín non dà giudizi, accoglie la potenza emotiva che scaturisce da questo personaggio e ne esplora le azioni confrontandole con le parole che adopera per far luce nel buio della sua interiorità danneggiata. Ne nasce un teatro di ombre, di voci, di fantasmi, che si muove dentro e fuori: dentro, tra i labirinti della mente, fuori in un luogo senza tempo dove vivi e morti dialogano senza requie.

“Clitennestra” regia di Roberto Andò

“Clitennestra”, da La casa dei nomi di Colm Tóibín, adattamento e regia Roberto Andò, con Isabella Ragonese, Ivan Alovisio, Arianna Becheroni, Denis Fasolo, Katia Gargano, Federico Lima Roque, Cristina Parku, Anita Serafini; impianto scenico e luci Gianni Carluccio, costumi Daniela Cernigliaro, video Luca Scarzella, suono Hubert Westkemper, coreografie Luna Cenere. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival. Teatro Grande del sito Archeolgico di Pompei, il 16 e 17 giugno.

SOCIETAS AL RAVENNA FESTIVAL
Bulgaria, Ucraina e Russia sono le terre dove soffia il canto Znamenny (знамёна, segni), che sutura l’Europa a Est, dal Mar Nero su sino al Mar Baltico. È un canto lontano dalla pompa lussureggiante della liturgia ortodossa, un canto dall’equilibrio essenziale, all’apparenza modesto, che sebbene unisca la storia profonda dei popoli slavi, ora risuona sopra una guerra. E la danza che su di esso è costruita viene accolta nell’antica capitale bizantina, in San Vitale, paradigma ritmico e storico cui convergere: danza e architettura, Oriente e Occidente, passato e presente saranno giudicati dagli archi euritmici di quell’opera umana, fatta per attraversare il tempo terreno. E dove la danza entra con discrezione e riguardo, pur affermando la propria attualità nel confronto con la cronaca violenta di questo tempo.

Claudia Castellucci La Nuova Abitudine

La nuova Abitudine”, danza della compagnia Mòra su canti Znamenny della Chiesa Ortodossa russa, coreografia Claudia Castellucci, voci maschili del Coro In Sacris di Sofia, maestro del coro Borjana Naydenova. Produzione Societas, in coproduzione con Teatro Piemonte Europa/Festival delle Colline Torinesi. A Ravenna, Basilica di San Vitale, il 17 giugno, per Ravenna Festival.

FESTIVAL DI DANZA NUTIDA
Spettacoli e studi nell’ora che precede il tramonto, nella splendida cornice del Pomario del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci (Fi), per la IV edizione del festival di danza NUTIDA Nuovə danzatrici/ori, con la direzione artistica di Cristina Bozzolini e Saverio Cona e prodotto da Stazione Utopia (dal 17 giugno al 9 luglio).

Dare opportunità alla creatività emergente e incentivare processi di crescita di giovani artisti mettendoli in relazione con autori di fama: questi sono gli elementi fondanti del festival “Nutida”, parola svedese che significa contemporaneo e che in sé contiene NU di nuovi, UT di utopia, DA di danzatori. In 20 giorni 24 titoli, 13 prime nazionali, 8 produzioni, 2 coproduzioni e 31 artisti under30.

Percorsi intrecciati, incrociando l’ospitalità di artisti internazionali come Mario Bermudez Gil, Philippe Kratz, Pablo Girolami, Joy Alpuerto Ritter, con la presenza di compagnie italiane quali Aterballetto, Spellbound Contemporary Ballet, Nuovo Balletto di Toscana, Compagnia Simona Bucci/Compagnia degli Istanti, Artemis Danza, Compagnia Opus Ballet, e con  nomi come quello di Rosario Guerra, un protagonista della scena europea, a cui si affiancano giovani talenti tra cui Giovanni Insaudo, Emma Zani, Roberto Doveri, Veronica Galdo, Lorenzo di Rocco, Jennifer Rosati, Beatrice Ciattini, Niccolò Poggini, Alice Catapano, Aldo Nolli, Giulia Orlando, Francesca Santamaria, Paolo Rizzo, Caterina Cescotti, Rossana De Pace, Isabel Rodriguez Ramos, Isabella Giustina. Il programma completo su stazioneutopia.com.

NUTIDA Adama Marcat dance Ph Bianca Vilar

A BOLOGNA PORPORA CHE CAMMINA
Una figura, umbratile e sfuggente, percorre la città passeggiando. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si nasconde agli occhi del pubblico che la segue a distanza, come a spiarla, in bilico tra identificazione e distacco. Porpora che cammina, performance di paesaggio, è un viaggio a piedi di circa quattro ore per 15 spettatori e spettatrici alla volta.

Prendendo le mosse da L’Uomo che cammina, opera con cui il collettivo DOM di Leonardo Delogu e Valerio Sirna – che ha debuttato nel 2015 e proseguito una tournée in diverse città italiane ed internazionali -, invita ora Porpora Marcasciano ad essere la protagonista del remake bolognese, e a raccontarsi per le strade della città in cui vive. Gli spazi si susseguono come in un ininterrotto piano sequenza – una piazza, una stazione, un centro commerciale, una vecchia cava, il letto di un fiume circondato da intricate strutture vegetali, un polo logistico – e si annodano con le istanze di una biografia in lotta, in spostamento continuo.

La performance debutta il 15 giugno, con repliche il 16 e 17, e dal 24 al 26 giugno (partenza Autostazione in Piazza XX settembre, a partire dalle 17,30). La performance è prodotta da Danza Urbana ETS nell’ambito di Bod/y-z Bologna Dance/Y&Z generations.

Porpora che cammina – Ritratto Delogu Sirna

INTEATRO A POLVERIGI
Tradizionalmente dedicato alle arti performative contemporanee, Inteatro Festival (dal 15 al 18 giugno), che anima il piccolo borgo di Polverigi (An) dove si distingue la seicentesca Villa Nappi, sede, durante l’anno, di residenze artistiche, presenta ogni anno una selezione delle migliori produzioni italiane e straniere nei settori della danza e del teatro.

Scopritore di talenti e di nuove esperienze teatrali, spita per la prima volta in Italia, Nathan Ellis drammaturgo britannico che arriva, per la prima volta in Italia con work.txt un originale spettacolo divertente e giocoso che indaga i temi dell’occupazione, dell’automazione e di una cultura del lavoro in trasformazione, dove gli spettatori, guidati da un programma informatico, sono chiamati a partecipare collettivamente.

Tra le prime: “Ultra” di Nicola Galli e “Cashapona” di Simone Donati, il debutto in forma di work in progress di “Insel” firmato da Panzetti/Ticconi; CollettivO CineticO con “O + < Scritture viziose sull’inarrestabilità del tempo”, una performance modulare durante la quale gli artisti rielaborano e deteriorano di volta in volta le informazioni. Inoltre gli artisti vincitori del bando OPENCALL2023: Masako Matsushita con “Scarto”, Veronica Vagnoni e Mirto Krasaki con “Leonia”, Alessandra e Roberta Indolfi con “Io. Tu. Io e te. Tu ed io. Noi. Loro. Noi e loro”, Annalì Rainoldi con “Songs of extinction”, Michele Ifigenia Colturi / Tyche con “Amadriade”, Marianna Moccia e Sara Lupoli con “Wood”.

INTEATRO Ultra NICOLA GALLI

OPERA PRIMA A ROVIGO
La nuova edizione di Opera Prima (in corso fino al 18 giugno) diretto da Massimo Munaro, oltre a configurarsi come un ponte fra le generazioni del teatro, vuole essere un luogo aperto alle questioni spinose del presente: la guerra, la discriminazione delle diversità, la malattia. Il Festival continua così ad essere un luogo di esplorazione e ricerca dei nuovi linguaggi della scena, dedicato alle nuove creatività giovanili, e alle sensibilità del presente. Tra i maestri della scena Michele Sambin, storico fondatore del TAM Teatro Musica, con un lavoro sul passaggio del tempo e il deterioramento delle immagini; Paola Bianchi/Valentina Bravetti, con uno spettacolo che mostra con coraggio e poesia il corpo anche nella sua fragilità; i Motus con un lavoro che esplora lo spazio tra la fragilità femminile e il suo spirito di vendetta infuocato; Qui e Ora e Sosta Palmizi con un lavoro che ci mostra con ironia l’ossessione per la catalogazione; Teatro del Lemming, con gli allievi di un Corso di Alta Formazione, con uno studio su un nuovo progetto ispirato all’Iliade di Omero e alla tragicità della guerra. E poi gli spettacoli scelti, fra oltre 700 proposte, sul Bando Opera Prima: la danzatrice e coreografa belga Danielle Huyghe; il danzatore ungherese Roland Géczy; la danzatrice e coreografa israelo-georgiana Annabelle Dvir; la giovane attrice Caterina Marino; i giovani allievi del Liceo Paleocapa di Rovigo che porteranno in piazza l’energia e il vigore della parola dantesca; Cartocci Sonori; Slowmachine; Ludovica Manzo e Loredana Antonelli; e infine Momec, che torna con la sua installazione sospesa tra memoria e ricordo.

Fictions by Annabelle Dvir Ph Vojtěch Brtnický

SITE DANCE A FIRENZE
Quarta edizione della rassegna di danza contemporanea itinerante, con la direzione artistica di Simona Bucci e Marika Errigo. Una rassegna ampia e diversificata per coinvolgere attivamente bambini, adolescenti, adulti, fasce della terza età, pubblico che viene preparato alla visione degli spettacoli tramite laboratori specifici. Parte integrante è il progetto DANCE4GARDENS, che moltiplica i territori coinvolti, espandendosi fuori dal perimetro fiorentino.

Apre la rassegna (dal 12 al 15 giugno) il focus su “Danza e inclusione/la bellezza delle differenze”, con spettacoli e laboratori sulla tematica dell’inclusione sociale e delle diversità di culture, di genere, cognitive e fisiche, diversità familiari e di vissuti, che la Compagnia Simona Bucci/ Compagnia degli Istanti, svolge in collaborazione con la Coop. Sociale Di Vittorio. Il 13, al Parc- Ex scuderie granducali, “Strani corpi stranieri”, ideazione, coreografia e interpretazione di Françoise Parlanti e Ibrahim Zongo, performance con un uomo e una donna, africano lui, italiana lei; età diverse, esperienze di vita diverse, lingue diverse e culture diverse si intrecciano un dialogo dove l’energia dell’uno alimenta l’energia dell’altro.

Il 14, al Parc- Ex scuderie granducali, in scena “Brutto anatroccolo”, coreografia di Roberto Lori, anche interprete insieme a Fabio Bacaloni, un inno a non temere l’emarginazione che deriva dalla non accettazione e un invito a superare le proprie fragilità.

Dialogus foto Giampaolo Becherini

INTERSEZIONI & NEXT GENERATION
Con tre brevi coreografie di autori sia emergenti che affermati prosegue il 13 giugno, sulla terrazza del CUBO di Via Spezia a Parma, la IV edizione della rassegna di danza e arti performative diretta da Monica Casadei, curata dalla Compagnia Artemis Danza. “Landscape” di Alice Catapano (NUTIDA/Stazione Utopia) che scava nella profondità dei rapporti dei protagonisti, lasciando libera l’immaginazione sulle difficoltà di comunicazione, sull’interazione e al tempo stesso sull’assenza di essa. Alice Catapano e Matteo Capetola sono Duff e Beth i personaggi di Paesaggio di Harold Pinter.

“Riflesso”, coreografia e regia di Loredana Parrella, con Yoris Petrillo e Caroline Loiseau, un duo che attraversa lo Stabat Mater con un vestito da sposa, mostrando le fragilità umane nella relazione tra uomo e donna (Produzione Twain Centro Produzione Danza). In bilico tra jazz, cantautorato e cabaret, accompagnato dai performer della Compagnia Artemis Danza in “Poetanz#2”, conclude il cantautore parmigiano Davide Zilli, con Gianni Satta alla tromba, con una carrellata di pezzi dai suoi tre album (CoinquiliniIl congiuntivo se ne vaPsicanaliswin).

 

INTERSEZIONI Riflesso, Twain

FESTIVAL DELLE COLLINE GEOTERMICHE
Al via con quattro giorni di ouverture il XII festival delle colline geotermiche: focus del programma, la sostenibilità ambientale e sociale. Giorni di energia e creatività proposti da Officine Papage, tra il 15 e il 18 giugno, a Castelnuovo Val di Cecina, Pomarance e Monterotondo Marittimo. L’intenso programma di spettacoli, laboratori e talk apre, con il coinvolgimento attivo della comunità del territorio. La maratona di eventi in programma declinerà il rapporto tra umanità e natura nei suoi vari aspetti, con le prime nazionali di “Acqua”, coproduzione Ribalta Teatro/Officine Papage, e di “Dittico dei Rifiuti // Atto I – In discarica” e “Dittico dei Rifiuti // Atto II – In camposanto”, nuove produzioni Papage.

Tra gli ospiti in scena, la Compagnia Villain Enterprise in “Tonno e Carciofini”, Factory Compagnia Transadriatica  / Fondazione Sipario Toscana con il magico mondo di “Hamelin” (Eolo Awards 2023 come “migliore spettacolo dell’anno”) ispirato alla favola del pifferaio incantatore di topi raccontata dai Grimm, Luigi Ciotta nel suo “Abattoir Blues” che affronta in maniera dissacrante le condizioni di vita umane e animali all’interno dei macelli, e i cantastorie del Teatrino Giullare con il riallestimento di “Lettere a un Lupo e Tragedia di Roncisvalle con bestie” di Giuliano Scabia, ma anche l’alienamento dai ritmi naturali quotidiani del precariato autogestito, raccontato da Maragoni e Fettarappa in “Solo quando lavoro sono felice”. Una chicca tout public – tra le tante previste – sarà Il Circo-lo dei rifiuti, un pomeriggio di giochi teatrali e circensi sul tema del rifiuto e del riciclaggio.

COLLINE GEOTERMICHE Luigi Ciotta, Abbattoir Blues

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