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• Andrea Viliani (Madre, Napoli)
• Fabio Cavallucci (Centro Pecci, Prato)
• Letizia Ragaglia (Museion, Bolzano)
• Gianfranco Maraniello (MART, Rovereto e Trento)
• Ilaria Bonacossa (Villa Croce, Genova)
• Federica Pirani (Macro, Roma)
• Hou Hanru (MAXXI, Roma)
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Ecco i commenti dei lettori alle notizie, ai video ed ai blog di Exibart. Tutti possono inserire commenti e riflessioni in calce alle notizie del giornale. Si possono creare dibattiti, si può dire la propria opinione in accordo o in disaccordo con il giornalista che ha firmato l'articolo o con gli altri commentatori. Naturalmente tutti i commenti verranno vagliati dalla redazione che deciderà autonomamente e inappellabilmente se pubblicare o meno.

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45963 commenti trovati  -  pagina 1 di 1839
24/08/2016
Sabrina licata, Ischia
Interessante spunto, da approfondire. Magari anche nel nostro paese!
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13/08/2016
antonio, vercelli
Concordo pienamente con il commento di Daniele. Abbiamo ormai due categorie di critici curatori: da un lato quelli più "istituzionalizzati" con tante chiacchere di facciata e molto burocratici nella sostanza, succubi di certe gallerie e certo collezionismo asseragliati su scelte ormai vecchie o più giovani ma che non mettano in discussione quelle vecchie, con inevitabile conflitto tra l'influenza di pochi privati e la funzione pubblica dei musei che dovrebbe favorire anche i dissidenti e le voci fuori dal coro per un dibattito e un confronto reale. Dall'altro lato una pletora sovrabbondante di operatori dalle provenienze più diverse che vorrebbero farsi strada come curatori utilizzando masse di artisti mediocri intercambiabili e sopratutto innoqui, per non correre rischi di lesa maestà. Insomma ordine e disciplina in alto e grande confusione con effetto di calma piatta in basso.
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12/08/2016
alberto bolzani, milano italia
Napoleone Buonaparte e il suo compare di ruberie Dominique Vivant, barone Denon, con i loro saccheggi in Italia e in Egitto rifornirono a Parigi il Museo Centrale della Repubblica, Museo Napoleone poi Louvre. Antonio Canova riportò in Italia parte di quanto rubato e da allora non mi risulta che alcun Governo Italiano abbia ripreso il lavoro iniziato dal Canova. Dario Franceschini cambi rotta e riapra una Commissione Istituzionale affinché la Francia restituisca tutto il maltolto al legittimo proprietario, l'Italia, la Nazione per la quale Franceschini è nominato Ministro.
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09/08/2016
Fabio Coruzzi, Los Angeles
Home Page: http://www.fabiocoruzzi.com
CHEPPALLEEEEE!!!!!!
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05/08/2016
>>>daniele scarpa kos, venezia
Home Page: http://cri-tic-ah.blogspot.it/
>>>anche Carolyn Christov Bakargiev firma sprezzante appello contro i lavoratori del teatro e a sostegno di Dercon. Sottolineo che Bakargiev per la seconda volta e pochi anni dopo la “figlia di Mario e Marisa Merz” a Torino guida un'istituzione d’arte pubblica (con i soldi di chi?) come se fosse la galleria del suo limitato gusto personale e il mausoleo di stato dell'Arte Povera. Evidentemente è proprio tale deriva di estremo personalismo che censura ogni altra visione, prospettiva, approccio, contesto in nome di una delega che arriva dalla politica e da “modelli precostituiti” imposti su scala globale che i lavoratori del teatro tedesco temono. Se alcune istituzioni artistiche torinesi hanno accettato di entrare in una sorta di coma pilotato da decenni, tale scelta ha costi culturali e professionali altissimi e pretendere da altri di inseguire tale deriva è semplicemente assurdo. La casta esponente della cultura gerarchizzata e globalizzata dei firmatari dell’appello parla di “colpo di stato”, si trincera con toni minacciosi dietro la delega ricevuta da Dercon dalla politica, quindi introduce implicitamente tra il direttore artistico ed i dipendenti del teatro quel genere di sfida che punta ad ottenere il silenzio di ogni alterità di pensiero attraverso l’autocensura, gli stessi metodi da essi solitamente attuati con la categoria professionale degli artisti. Tutto ciò in nome della “Berlin’s global stature”, quasi che la “Berlin’s global stature” si alimenti di disprezzo per ogni confronto, dibattito, discussione.
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05/08/2016
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
tutta invidia, la realtà multimediale secondo me è un fantastico esempio di come l'arte contemporanea si miscela con la vita, anzi questa è arte che conquista, altro che le vecchie e ritrite forme del fare antico, i noiosissimi musei, la banalità oggettuale del contemporaneo promosso da certi filoni critici ...
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05/08/2016
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
La cosa che colpisce come sempre è che si mette in risalto sempre il negativo, le migliaia di persone di altre culture che si integrano, partecipano alla vita sociale e rinnovano il paese vengono lasciate nei margini, dimenticate, si promuove sempre il "male" che così pare il "modello", verso cambiare visioni?
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05/08/2016
Matteo
Ragazzi, esistono piramidi ovunque in Europa... In Brianza, a Roma, a Torino, a Madrid, in Scozia, in Olanda, a Nizza....
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31/07/2016
Rudy van der Velde, Milano/Barcellona
Nella speranza di vedere presto delle bellissime foto dall'alto delle varie "Terre dei Fuochi", invito ad informarsi meglio su come vengono gestite forniture d'acqua e riscaldamento serre in Olanda. Grazie! Rudy van der Velde
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27/07/2016
Antonymous
Sì, in momenti come questi i toni concitati del telegiornale non sono il massimo, bisogna riflettere. Non voglio essere ingeneroso dicendo che mi fa più paura la gente e le sue reazioni degli attentati, ma di sicuro una cosa che non riesco ad accettare è come potrebbero cambiarci. Il perdere l'umanità, che a volte richiede serenità. C'è pure il sospetto che qualcosa sia orchestrato e la sicurezza un colabrodo, ma ormai il cospirazionismo è anch'esso paccottiglia pop Kitsch di cattivo gusto, ansiogena e reazionaria. Soprattutto rassegnista, questo è il peggio, accompagnata non dal dialogo, ma dalla presunzione di dire "io mi sono svegliato". Tutto sembra concorrere al voler dire che non ci si integra o almeni ci si cosmopolitizzi, che sarebbe meglio e più sano, nemmeno dopo generazioni. Ma sono i soliti alberi che cadono che fanno rumore.
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26/07/2016
Marina Milella
Non è questione di non fare eventi a pagamento (e questo concerto per i rifugiati andava anche fatto gratis), nè di non far entrare vita e musica e arti nei monumenti e nelle aree archeologiche. La questione è più semplicemente di fare tutto ciò rispettando i luoghi (e non solo curando, speriamo sia vero, che non siano danneggiati). C'era bisogno di rendere la piazza del Foro per giorni un cantiere? c'era bisogno di piazzarci in mezzo un gigantesco palco con torri di luci svettanti (togliendo al contesto scelto per il concerto gran parte del suo fascino, per gli spettatori del concerto e per i turisti)? c'era bisogno di farlo proprio lì? c'era bisogno di farlo proprio così visivamente ingombrante e brutto?
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25/07/2016
manlio, roma
Home Page: http://google
che vergogna!!!!! usare il foro per fini commerciali e fare "cassa". chi promuove queste iniziative dovrebbe essere cacciato!!!! è il minimo che si possa fare !!!
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20/07/2016
dario cusani, roma
Home Page: http://www.dariocusani.com
Credo che tutta l'arte dovrebbe essere senza nessun proprietario e quindi LIBERA nel senso di riproducibilità dell'immagine, parola e suono. L'artista può vendere l'originale che per le immagini è un quadro o foto firmata, per il suono è lo spartito firmato e per la parola è il testo scritto firmato. Nel tempo della RIPRODUCIBILITA' di TUTTO mi sembra assurdo vietarla perchè qualsiasi forma d'arte deve essere fruita da ciunque perchè accresce la QUALITA' DELLA VITA
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20/07/2016
Paolo Cazzella, Roma
Trovo da esterno, vivendo a Roma, una assurdità epocale. La Fondazione Bevilacqua La Masa come altre Fondazioni di Venezia deve rimanere così com'è. Frequento Venezia da più di quindici anni e ogni anno da una settimana a un mese ho avuto modo di come la splendida città lagunare si sia arricchita a livello culturale grazie e soprattutto all'esistenza di altri organismi culturali che non siano quelli tradizionali come la Biennale e/o le varie Biennali. Reputo quindi che la Fondazione rimanga e invito soprattutto chi non è di Venezia a fornire un appoggio a questi tempi della conoscenza.
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19/07/2016
giuseppe aleardi, rimini
sembra meritevole..
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19/07/2016
lidio da torpocrop
i concerti "piano solo" di Jarrett sono quanto di più vicino al concetto filosofico contemporaneo di Evento (Ereignis). Ma perché un Evento accada è fondamentale che ci sia un fruitore (spettatore) capace di accoglierlo. Da qui tutta la giustificata insistenza di Jarrett sul ruolo degli spettatori, che sono quelli che "chiudono il cerchio" (parole del Maestro) durante un concerto di questo tipo. Peccato che in questi casi non ci sia un principio democratico a prevalere: basta infatti uno o pochi spettatori solipsisticamente "indisciplinati" e il cerchio non si chiude del tutto. E quell'Evento meraviglioso di cui siamo testimoni svanisce proprio sotto i nostri occhi, così come è accaduto nella magica serata romana di Jarrett
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19/07/2016
Luca ROSSI
Home Page: http://www.artnow.live
preferisco questa mostra da prada: http://www.artnow.live/2016/05/fondazione-prada.html
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18/07/2016
lella antinozzi, roma
Il ruolo svolto dagli artisti e dal mondo dell'arte nei processi di gentrification è assodato da tempo. Invito alla visione dell'inchiesta Gentrification Berlino realizzata nel 2008 dedicata appunto a questo tema. Su you tube.
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16/07/2016
Marta Costanzi, Pisa
Parallelismo efficace e resoconto ideale. La mostra in effetti merita. Complimenti
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15/07/2016
Antonio DeRobertis, Sesto San Giovanni
Home Page: http://www.vangoghiamo.altervista.or
Questa è una non notizia,minestra riscaldata. Van Gogh,nella leatttera743 del 28 gennaio 1889, scherzava col fratello sulla necessità di mettersi un orecchio di cartapesta.La lettera,insieme alle altre fu pubblicata già nel 1914.
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07/07/2016
Giuseppe Calamita, Bari
Salve, invitato dal titolo del vostro articolo mi permetto di portare un mio personale suggerimento al tema molto stimolante conoscere la guerra per educare alla pace: i giochi di guerra sono uno dei modi e delle testimonianze forse tra i pù efficaci per soddisfare il tema. Si pensi al Risiko così diffuso non solo in Italia. Per chi come me ha avuto modo di confrontarsi con i giocatori più rilevanti all'estero online si è arrivati alla consapevolezza espressa dal titolo dell'articolo. Chissà se non si possa includere nella mostra anche i giochi di guerra che se rispolverati farebbero toccare con mano cosa vuol dire conoscere la guerra per educare alla pace.
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06/07/2016
Giuseppe Salerno, Fabriano
Questa iniziativa fa il paio con i murales di Blu strappati dalle pareti sulle quali erano stati realizzati. Ma è mai possibile che opere "site specific", nate con una precisa filosofia che le lega indissolubilmente ad un luogo, vengano violentate nella loro natura sottraendo ad esse quel carattere di temporaneità e precarietà su cui si fondano?
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05/07/2016
piu, ita
Home Page: http://pointless
ah, che scandalo, stracciamoci le vesti che fa tanto posh. dove sta il problema se uno vende un pezzo di stoffa avuto gratuitamente dallo staff? é illegale? non mi risulta, almeno finché i frammenti sono stati ottenuti gratuitamente e non con le forbici. senza contare che un collezionista dall'altra parte del mondo che non ha potuto arrivare sarà ben contento di acquistare un pezzo di storia per soli 50 euro. avete confuso la vendita di un biglietto usato del louvre con la vendita di un frammento della nike di samotracia staccato a martellate. articolo totalmente pointless e di qualità discutibile.
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04/07/2016
Coda, Italia
Quando uno di questi finti soldati da a voi la lista delle vittime voi date a lui una lista con i nomi dei vs defunti (genitori, amici, conoscenti...).
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29/06/2016
Daria, Roma
Ho visto questa mostra per caso, poiché non ne sapevo nulla, approfittando di un giro in Toscana. bellissima..
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