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Quali sono i migliori direttori dei musei d'arte contemporanea italiani?
• Lorenzo Giusti (MAN, Nuoro)
• Vicente Todoli (Hangar Bicocca, Milano)
• Andrea Viliani (Madre, Napoli)
• Fabio Cavallucci (Centro Pecci, Prato)
• Gianfranco Maraniello (MART, Rovereto e Trento)
• Ilaria Bonacossa (Villa Croce, Genova)
• Letizia Ragaglia (Museion, Bolzano)
• Hou Hanru (MAXXI, Roma)
• Federica Pirani (Macro, Roma)
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i commenti alle notizie

Ecco i commenti dei lettori alle notizie, ai video ed ai blog di Exibart. Tutti possono inserire commenti e riflessioni in calce alle notizie del giornale. Si possono creare dibattiti, si può dire la propria opinione in accordo o in disaccordo con il giornalista che ha firmato l'articolo o con gli altri commentatori. Naturalmente tutti i commenti verranno vagliati dalla redazione che deciderà autonomamente e inappellabilmente se pubblicare o meno.

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46020 commenti trovati  -  pagina 1 di 1841
06/12/2016
luca bianco
Se l'unico attore rimasto sulla scena al momento è solo lo "stallo" la colpa è solo di Renzi e del Pd, senza ombra di dubbio. Abbiamo imparato, purtroppo per voi, a riconoscere il bluff delle tre carte dagli imbonitori nelle feste di paese: questa vince e questa perde questa vince e questa perde questa vince e questa perde...
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01/12/2016
Davide Sacco
La qualità delle tue recensioni e lo spessore della tua proprietà di linguaggio sono incredibili. Ti ho cercata per un capriccio e scopro che hai fatto tantissima strada e sei diventata una persona straordinaria e una grande professionista. Complimenti, l'Università di Pisa e tutte le altre organizzazioni con cui collabori sono fortunati ad averti.
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28/11/2016
Antonio Arevalo, Roma
Bellissima testimonianza, bravo Donato, non ci deludi mai. Buon lavoro e buona Cuba, dagli un ultimo saluto al Comandante.
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28/11/2016
Lella Antinozzi, roma
Home Page: http://chiediamo le dimissioni della Collu
La Collu va estromessa dalla GNAM (ho volutamente tenuto il vecchio nome della odierna Galleria Nazionale). Prima di tutto perché non è competente avendo una laurea in storia dell'arte medioevale e non storia dell'arte contemporanea. Secondo perché non ha le idee chiare se nella vita vuol fare la direttrice di un museo, la curatrice o l'artista; terzo motivo perché in evidente cattiva fede ha violato lo statuto dell'istituzione che dirige. Quarto: con quest'ultima operazione giustamente evidenziata e criticata da Iginio De Luca, ha offeso non solo la memoria degli artisti, non solo gli addetti ai lavori seri e competenti ma anche e specialmente le persone del pubblico trattate come deficienti. Chiediamo le dimissioni della Collu!
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24/11/2016
JlZAlN0
Home Page: http://jizaino.net16.net/
Oh! Il re è nudo. Comunque biasimevole unirsi al coro della maggioranza invisibile solo quando il mercato tradisce anche loro. Accoliti fedeli cominciano a sviluppare sensi oltre la propriocezione. Il punto non è come salire sul carrozzone, ma come distruggerlo.
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22/11/2016
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Più che un dono sembra una promozione, se si può apprezzare il gesto, la cosa però sembra più per occupare uno spazio che dedicare un'attenzione, soprattutto da un artista che non è mai stato molto disponibile agli altri...
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21/11/2016
Nicoletta Colombo, Milano
La dottoressa Collu ha fatto la figura dell'assistente ossequiosa e semi-muta del giocoliere-cialtrone di turno sul palco di un teatrino comico. Non é quello il modo di rappresentare da direttrice un museo del peso di quello che dirige. Se non se ne rende conto, meglio che segua dei master e lo impari. Così non vales neanche un po'. Anzi, fa pena.
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21/11/2016
LUCA ROSSI
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Caro Pino, la mia proposta sarebbe una bella provocazione da realizzare, come tutte le provocazioni. Sarebbe una mossa intelligente, un ripartire da zero. Un segno di vita e vitalità. Purtroppo il sistema dell'arte in italia, e non solo, è fatto da morti viventi e giovani-vecchi (più giovani sono fuori più vecchi sono dentro perché deboli e precari per farsi accettare in un paese per vecchi). L'arte è già altrove.
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19/11/2016
pino boresta, Roma
Home Page: http://www.pinoboresta.com
Se un grande artista come Richter la pensa così, forse è per questo che io sono solo un piccolo artista, perché la penso così?: http://pinoboresta.ilcannocchiale.it/2016/09/25/io_096_ap.html
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19/11/2016
pino boresta, Roma
Home Page: http://www.pinoboresta.com6705547
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte? Gli consiglio di andare sul mio sito e blog di cui ti riporto qui i link: sito e 30 progetti… rubacchiare qualche idea, investire economicamente un bel po’ in promozione, in PR, trovarsi un bravo agente e dimenticare che esisto. Bravo Luca, non hai perso tempo, in effetti pensavo proprio a te quando ho risposto in questo modo a questa domanda nell'ultima intervista che mi hanno fatto. Caro Rossi fai bene a provarci e se il mio progetto "FIRMA BORESTA" nel 2009 è stato ignorato non è detto che lo sia pure il tuo.... in bocca a lupo.
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18/11/2016
LUCA ROSSI
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Ciao Iride, mi segui da anni ma non in modo puntuale e approfondito :) Dal 2009 cerco di far discendere dal mio lavoro critico un progettualità non convenzionale che metta in discussione - e quindi rivitalizzi- l'idea di artista, opera e museo. Ma mi hai chiesto quali artisti sceglierei io. Ti rispondo: nessuno emerso tra il 1990 e il 2016. Dagli anni 90 in Italia manca un clima formativo adeguato, le menti più brillanti si rivolgono ad altri settori, le accademie sono rimaste alle guerre puniche; si premiano le pubbliche relazioni e non il merito. Non ci sono artisti che possano sostenere un Padiglione. Meglio comunque scegliere un solo artista, almeno sarò inevitabile un'esperienza più immersiva e incidente. Altra alternativa: ho proposto una petizione che puoi vedere cliccando nell'articolo il link "change.org". Sarebbe un esperimento interessante, e avrebbe un valore anche concettuale e formale non indifferente. Ossia, ripartire da zero :)
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18/11/2016
Fabio Coruzzi, Los Angeles USA
Home Page: http://www.fabiocoruzzi.com
A parte il fatto che Trump e' stato votato direttamente da 60 milioni di persone (si, ricordate il voto diretto eh?) , mentre in Italia un buffoncello paninaro non votato da nessuno cerca di cambiare 50 articoli di una costituzione senza assemblea costituente (si chiama riformismo da terzo mondo), sapete almeno a quanto ammonta la collezione d' arte di Donald Trump? sapete quanti milioni ha donato nella sua carriera per la cultura? sapete quanti immigrati lavorano per le sue compagnie? sapete dire con certezza che il democristiano Fraceschini sappia d' arte di piu' di Trump? davvero siete sicuri di cio? un' ultime domanda: siete mai stati in USA e per quanto tempo? dove? l' avete visitata un po'? parlate inglese da poter fare domande agli Americani e chieder loro perche' l' han votato? siamo noi Italiani , dopo 20 anni di Berlusconi, in grado di dare giudizi? non fate ridere i polli, cambiate soggetto nei vostri noiosi articoli oppure andate a vendere le castagne arrostite a Piazza Navona. Peace
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18/11/2016
Andrea
Tristezza...
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18/11/2016
Luca ROSSI
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Alla seconda riga del tuo commento ho smesso di leggere. Si pensa che l'arte sia il campo del tutto può andare non è così, come non è così nulla nella vita.
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17/11/2016
Iride, Italia
Caro Luca, per quanto possa essere d'accordo con te, anche se non completamente, perchè credo che ci sarà qualcosa di valido nel lavoro di alcuni dei 3 artisti scelti, sono curiosa - visto che ormai episodicamente leggo le tue critiche da anni e anni - di sapere chi sono per te questi artisti italiani che fanno un lavoro degno di nota. Voglio sapere come costruiresti questo padigione Italia, le critiche non mi bastano più. Criticare è una scelta che a lungo andare diventa facile se non è accompagnata anche dall'azione, dalla pratica. Grazie.
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17/11/2016
Luca ROSSI
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Caro Marco Caroli, anche lei è caduto nel relativismo del "mi piace", "mi emoziona", "bello", "funziona", "interessante". Questo relativismo attira, nell'ambito dell'arte, molti mediocri che sanno che tanto alla fine "tutto può andare". Non è così, come non è così in nessun ambito umano. Non possiamo esprimere giudizi oggettivi (fortunatamente, pensi che noia) ma giudizi che tendono ad un'oggettività. Il Padiglione di Vincenzo Trione era una "cimitero" che (giustamente e inconsapevolmente) celebrava la morte dell'arte: tanti box-loculi, dove gli artisti potevano portare le loro costine e i loro oggetti, più o meno grandi. Queste cose accadono ai grandi magazzini o nei cimiteri.
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17/11/2016
MARCO CAROLI, GRADARA
Ho visitato per la prima volta la biennale di Venezia nella sua ultima edizione del 2015 e devo dire che il padiglione Italia mi è piaciuto. Molto. Quando dice "c'abbiamo preso" intende che aveva ragione? io ci andrei piano; parliamo di giudizi, di modi di vedere, non del verbo divino. Non capisco che cosa voglia dire "forme artistiche deboli" o "artisti deboli". Io conosco artisti che mi piacciono o che non mi piacciono. Conosco anche artisti che piacciono al mercato e no o artisti sponsorizzati e no o artisti ruffiani e no. E' vero: ci possono essere tante strade alternative e una è quella dell'attuale curatrice. L'arte non è oggettività ma soggettività : sia nella scelta di chi crea che in quelle di chi guarda o cura o compra. Non firmerò la petizione su Change. org. Come non firmerò una petizione per cambiare la formazione della nazionale di calcio. Dal momento che "ci prende" con tanta facilità, ha forse vinto lei il superenalotto da 160 milioni?
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17/11/2016
Simone Masetto Maghe, Milano
Home Page: http://www.lartquotidien.com
Accoglienza, o solidarietà? Dove finisce la formalità inizia il sentimento. Richter per quanto possa sembrare profondo e incisivo nelle sue parole, rimane anch'essa una persona imprigionata nella superficialità della propria posizione (oltre che della propria pittura). Bisogna far riaffiorare l'Amore e la comprensione tra le persone. (non speculare e prevaricare sui più deboli e indifesi) L'arte non è un bene di lusso, ma uno strumento sociale per comprendere noi stessi e riuscire a proiettare fuori di noi nuove opportunità. Un'apertura verso Altro. (non un muro) Noi un giorno moriremo, ma le nostre azioni come le onde del mare, vivranno in eterno. Simone Masetto Maghe
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16/11/2016
Sofia Arghittu, Padova
trovo molto interessante il duplice mezzo e forma d'espressione della parola dipinta. E lo strumento della cera. peccato non poter riuscire a visitare questa mostra
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16/11/2016
Luca Rossi
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Robero Cuoghi, Giorgio Andreotta Calò e Adelita Husni Bay che con questo nome fa veramente figo invitare. Bene. Anche questa volta non siamo riusciti a esprimere un solo nome come fanno la maggior parte dei padiglioni nazionali. Paura? Mediocrità? Ma se c'è mediocrità c'è un problema. Bene. La curatrice ha scelto tre generazioni, vicine anche alla Galleria Zero e alla Dakis collection (fil rouge con Gioni e Cattelan). Niente di male. Bisogna capire se il Padiglione Italia alla Biennale deve fotografare gli ultimi due anni della scena italiana o se deve essere il "The Best of" del curatore di turno (il the best of del SUO armadio). Io credo la prima. Ma ammettiamo che non sia così o che possa essere una via di mezzo. Giorgio Andreottà Calò vanta già una partecipazione alla Biennale con un lavoro che rendeva fastidiosamente didascaliche pratiche anni 60 alla Richard Long (giorgio che racconta in filo diffusione il suo viaggio tra amsterdam e venezia a piedi....). Poi da almeno 5-6 anni propone la stessa opere, quasi sempre opere materiche, corrose. Quasi reperti archeologici, anche lui "Giovane Indiana Jones" costretto ad una retorica passatista per essere accettato da un mondo/collezionismo per vecchi. Sindrome pericolosissima che rende lui e tanti epigoni dei "giovani vecchi". Roberto Cuoghi resiste dagli anni 90 per via delle pubbliche relazione di Dakis/Gioni/Cattelan...e ha proposto alla biennale del 2013, curata da Gioni marito della Cecilia Alemani, un lavoro che potrebbe essere di Giorgio Andreottà Calò (un catafalco materico sullo stratificare del tempo....come le clessidre corrose di Calò....). Ma dopo il 2013 francamente il lavoro di Cuoghi sembra inabissato...Arriviamo alla giovane ragazza che è cresciuta tra UK, Italia e Libano....già solo per questo potrebbe mettere nel padiglione qualsiasi cosa e andrebbe benissimo. Ma lei invece lavora sulle etichette sociali. Sui comportamenti televisivi , su i comportamenti dei politici e di altre categorie...e su quanto questo sia importante e influenzi il mondo (concetti che ho letto in libri degli anni 50 post liberazione da parte degli angloamericani). Ma li rappresenta, ossia rappresenta come le rappresentazioni siano incidenti....anche all'ultimo premio maxxi ha creato un teatrino dove inscenare il tipico talk show, il tipico X, il tipico Y. Non so. Due artisti più maturi, in ombra e similari e una giovane che non convince. Per la vittoria del premio quadriennale under 35 è apparsa estremamente ingessata, quasi didattica e didascalica nella sua collaborazione con un liceo della capitale. Insomma non si capisce, forse l'unica strada con questa short list sarebbe stata scegliere un solo artista. Almeno si poteva tentare qualcosa di immersivo
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15/11/2016
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Speravo che Cecilia Alemani avesse più coraggio, ma per ora son molto perplesso, la distanza non ha permesso uno sguardo distaccato, hanno prevalso certe banalità di sistema, peccato
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14/11/2016
Giorgio, Belluno
speriamo che sia la fine di queste messe in scena simil teatrali, era un artista è diventato uno scenografo di dubbio gusto
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12/11/2016
Giorgio, Firenze
Semplicemente perché non sapete quanto palestinesi vengono curati negli ospedali israeliani
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11/11/2016
sara merlini, firenze
hai capito bryan adams! interessante
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11/11/2016
JlZAlN0
Home Page: http://jizaino.net16.net/
Paradossalmente, Robert De Niro, tornando nell'italica terra patria, sembra seguire proprio la linea di Trump sui migranti. È un dato di fatto che al tramonto molti soffrano di nostalgia per le terre dei propri avi, come il mitico cimitero degli elefanti. Così, dopo un ventennio di migrazioni forzate, metà del mondo conoscerà un ventennio di ritorni forzati. È così che dominano l'economia, ma non cambia proprio nulla: le persone vedono sempre e solo la palla che va da destra a sinistra e viceversa.
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