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Ecco i commenti dei lettori alle notizie, ai video ed ai blog di Exibart. Tutti possono inserire commenti e riflessioni in calce alle notizie del giornale. Si possono creare dibattiti, si può dire la propria opinione in accordo o in disaccordo con il giornalista che ha firmato l'articolo o con gli altri commentatori. Naturalmente tutti i commenti verranno vagliati dalla redazione che deciderà autonomamente e inappellabilmente se pubblicare o meno.

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46075 commenti trovati  -  pagina 1 di 1843
26/02/2017
Mariangela
Notizia esilarante? Provocatoria? UN INVITO ALLA RIFLESSIONE!......e se la domanda di rinuncia la facessero proprio gli artisti veri, quelli con la A maiuscola, in uno dei tanti momenti di sconforto, di nausea e di "solitudine".......... troppo rischioso...
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26/02/2017
pardo, livorno
Home Page: https://www.autistici.org/artforweb.it/home_pardo.htm
Cioè io creo, e seppercaso un giorno qualcuno fa una mostra e sotto un mio quadro c'è il mi'nome, ti devo render i quattrini? Mi sembra la storia di quello che mi cacò sull'uscio e poi la rivoleva Chi se l'inventato ciha le pine ner cervello Oppure lavora per Tiger ed IKEA
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26/02/2017
Corrado bellassai, Sicilia Comiso rg
Home Page: http://a finitila
Mi prendersi i soldi e dipingere i lo stesso ma sono troppo onesto per farlo aiutate gli artisti non cercate di distruggerli e comuncue non ci riuscirete mai
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26/02/2017
gerberablu
ecco un ottimo esempio di nuova pratica castrante! evidentemente chi ha aderito non erano artisti veri, ma gente che pensava magari di fare i soldi diventando i nuovi Van Gogh o Fontana, e dopo i primi fallimenti hanno ben pensato di vendersi come volgari prostitute.li compatisco e provo pena per loro.
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26/02/2017
X/?
Home Page: https://pergolachiara.com/
Caro Flavio, a prescindere dal fatto che questo programma - se esiste davvero - mi pare aberrante, soprattutto nelle premesse (mi pare che gli artisti dovrebbero ricevere sostegno per il proprio lavoro e non essere pagati per "spegnersi"; non si vede poi per quale motivo la pratica artistica debba essere concepita come incompatibile con altre attività, dato che molti artisti svolgono di fatto anche altri lavori dove trasferiscono la conoscenza derivata da pratiche diverse; in più questa dicotomia tra "vita normale" e "arte" è completamente fuorviante, visto che le pratiche artistiche, definite in modi diversi nel corso del tempo, sono sempre esistite e sono un'espressione del tutto normale della nostra specie; infine non capisco dove consista il problema nel considerare l'arte una forma di cultura), possiamo avere qualche dato in più giusto per essere certi che non si tratti di una "bufala"? Non riesco a trovare su web alcuna traccia di questa improbabile fondazione. Grazie.
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26/02/2017
Luca ROSSI
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Il problema non è togliere gli artisti (poveretti per molti è una medicina legittima l'arte) ma trovare il vero ruolo mancante, ossia gli spettatori veri che non siano addetti ai lavori o loro parenti.
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25/02/2017
Anna Maria Gentile, Lecce
Troppi artisti è vero! oggi siamo nell'epoca del troppo e del "tutto" e non solo in arte, si va dai galleristi improvvisati, agli editori improvvisati, ai cantanti improvvisati, ai meccanici , ai scrittori, ai dj improvvisati ecc. la lista è molto lunga visto anche che, in molti settori, pensino che i mezzi offerti dalla tecnologia possano sostituire la preparazione e lo studio. Quanto proposto dalla citata fondazione ritengo sia molto offensivo, come se un artista lo facesse esclusivamente per denaro (cosa vera per alcuni ) non si può fare un calderone e giocare con i sentimenti delle persone, offenderli nella propria dignità, magari potrebbe, dico "potrebbe" interessare qualche persona in difficoltà economiche estreme che accetterebbe solo per necessità. Ora dopo i reality tv e tanti altri programmi facciamo perdere la dignità anche agli artisti solo per denaro. La fondazione per distinguersi e fare un passo avanti nel mondo dell'arte contemporanea, inizi a comprare le opere delle artisti che ritiene valide!
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25/02/2017
roberto pisani, livorno italia
ma che diavolo state pensando di fare? spero sia solo una bufala , ma come vi permettete di pensare anche e solo semplicemente a inibire la creatività dell'individuo? voi siete malati o furboni....... sono 50 anni che dipingo e vendo i miei lavori e non ci rinuncerei mai........ che idiozia di iniziativa.. se avete soldi promuovete mostre vere e valorizzate l'arte
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18/02/2017
pino boresta, Roma
Home Page: http://www.pinoboresta.com
Ultimo non saluto Ieri caro Kounellis sarei voluto venire a trovarti per quel nostro ultimo non saluto, questa volta più che giustificabile da parte tua e non più giustificabile in nessun modo da parte mia, ma avrei così intorbidito quei miei preziosi ricordi di quando lo sguardo nostro s'incontrava. È questo il ricordo che voglio tenere più vivo nella mia mente in ossequio al tuo valore e nel rispetto della tua grandezza, ma anche perché quel ricordo così vigente nella mia memoria mi aiuterà a trovare la forza (rubandotene un po' dalla tanta che tu avevi) giusta di cui necessito più che mai oggi, e che tu tante volte sei riuscito a trovare nel corso della tua vita. Ciao Jan http://tuttomostre.blogspot.it/2017/02/ultimo-non-saluto.html
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18/02/2017
cristina cobianchi, Roma
Se sei un artista non muori. Cessa di esistere il tuo corpo, quel qualcosa che comunque, da tempo ormai non rispondeva più all'idea che avevi di te. Ma il tuo pensiero radicato nella tua arte, le tue idee che rappresenti attraverso le tue opere, quello che hai tentato di esprimere o sei riuscito a trasmettere , anche solo a quel qualcuno che ti ha capito, a quelli che ti hanno seguito, a quelli che avrebbero voluto ma non hanno potuto essere con te, le tue proteste, le tue rivoluzioni, le tue azioni, le tue visioni, la tua pratica energica o poetica, oppure entrambe le cose, la qualità del tuo lavoro, se è grande, vivono per sempre, che vuol dire all'infinito. O perlomeno finché la tua arte avrà la forza di esprimere qualcosa di immenso, visionario, nuovo e potente, fino a quando riuscirà a sovvertire il passato per predire le linee del futuro. Fino a quando non riusciranno a raddrizzare le immagini che avrai rovesciato, fino al giorno che quello che dicevi, tra lo stupore o peggio i sogghigni, degli altri, non diventerà pensiero comune, ma anche allora si ricorderanno chi per primo l'aveva indicato. L'arte non muore mai, per questo richiede tanto a chi la pratica, perché poi, solo se sei grande e la sai fare veramente, lei ti ricambia donandoti la vera e forse l'unica immortalità. Per questo sarai sempre vivo in tutto il mondo Jannis Kounellis, perche tu eri tra questi straordinari visionari, oltre ad essere profondamente umano. Per ora l'ultimo grandissimo universale artista di questa città, che hai molto amato e alla quale hai dato tantissimo. (Cristina Cobianchi)
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17/02/2017
luigi, milano
Ricordo la frase provocatoria di Andy Warhol "la cosa più bella che c'è a Firenze è McDonald", detta quando in realtà a Firenze non c'era ancora. Io trovo un po' stucchevole e provinciale questa opposizione a Starbucks e al food franchising. Se ben guardiamo, a Milano (e in tante alter città italiane) ci sono già centinaia di caffé ispirati al modello Starbucks, nei quali i consumatori - soprattutto giovani - si siedono con il loro Mac, PC o tablet approffittando del WiFi gratuito e del fatto che non vengono fatti sloggiare appena finita la consumazione. E anche i diversi tipi di bevande al caffé sono diventati popolari da noi, così come i dolcetti che li accompagnano. Per non dire di quanti di noi italiani, all'estero, sono entrati in uno Starbucks, e quanti dei turisti che vengono a Milano lo cercano. Il piccolo mondo antico in cui si compravano i vestiti dalla modista, esistevano le drogherie e le cartolerie, i ciabattini e i pizzicagnoli, non c'è più. Tutto il mondo si assomiglia un po' di più; forse è un bene, forse è un male, ma essere passatisti serve a poco.
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17/02/2017
francesca pasini
Ho in mente tante sue opere straordinarie, ma in questo momento penso all’installazione di Chagny, alla fine degli anni 80, da Pietro Sparta. Gianni mi aveva detto che sarebbe stata una sorpresa, così non gli avevo chiesto nulla. Quando sono arrivata, nel cortile ho sentito uno strano profumo, man mano che salivo la scala che portava alla galleria mi sono resa conto che l’aroma proveniva da quelle stanze. Varcata la soglia, ho visto centinaia di bicchieri pieni di Marc de Champagne che reggevano delle figure di ferro, un po’ ritratti di persone, un po’ forme fluide naturali. In ogni stanza i bicchieri di Marc de Champagne interagivano con un grande repertorio di figure. Una composizione che coinvolgeva tutto, il luogo, la vista, la prospettiva, l’olfatto. Uno spettacolo inebriante, che voglio ricordare per fare un brindisi a questo “pittore italiano”, come lui si definiva, e alle sue straordinarie visioni che fanno parte della storia di tutti, in tutto il mondo.
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17/02/2017
lella antinozzi, roma
Home Page: http://una soluzione ci sarebbe
Sono d'accordo, l'invasione di Starbucks a Milano e nel resto del ns paese non è benvenuta. Una soluzione ci sarebbe: non ci si va, se non lavorano sono costretti a chiudere, come il Mc Donald di Lecce che fu costretto a chiudere perché i giovani del luogo lo snobbavano.
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16/02/2017
Alessandro paterni
Un posto meraviglioso
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16/02/2017
doattime, cuneo
Home Page: https://doattime.blogspot.it/
e' il mercato bellezza ... se non piace non si va, se fa comodo ci si adatta, criticarlo poi non serve
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15/02/2017
daniela
Assegnare la responsabilità di una figura barbina dell'arte italiana alla curatrice della mostra internazionale della biennale è, a mio avviso, riduttivo non del tutto rispondente ai fatti e trovare un alibi. la lettura che facciamo degli artisti scelti ovviamente è quella dal punto di vista italiano: solo 5 artisti. ma in una esposizione internazionale che vuole mostrare l'arte del mondo, forse sono anche tanti. quindi perché non segnalare la presenza ben 18 artisti americani? o perché solo uno del vietnam? e quello del libano rappresenta appieno il libano? il curatore ovviamente fa la sua scelta discutibile e criticabile ma effettua attua una scelta. se la rosa offerta è ristretta forse non potrebbe essere più opportuno ribaltare la visione e domandarsi: come mai la sua scelta è caduta su quegli artisti? cosa è accaduto? forse non ci rappresentano a noi che viviamo l'arte italiana tutti i giorni, ma fuori? Forse si dovrebbe fare una seria analisi di come gli addetti tutti compiono il proprio lavoro (troppo spesso secondo dettami amicali che di sostanza) no?
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14/02/2017
Luca Rossi
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Condivido questo articolo e non a caso avevo proposto in modo provocatorio di creare un Padiglione Italia che fosse una sorta di talent show intelligente. Un primo mese creare una grande installazione dove dialogare con gli artisti e con il pubblico e nella parte restante del tempo selezionare un solo artista che fosse emerso da questo dialogo tra artisti pubblico e giuria. Ecco la petizione che avevo lanciato: https://www.change.org/p/cecilia-alemani-padiglione-italia-2017-presso-la-biennale-di-venezia-2017?recruiter=477519206&utm_source=petitions_show_components_action_panel_wrapper&utm_medium=copylink
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13/02/2017
Albano Morandi, Brescia/Italia
Albano Morandi Brescia/Italia albano.morandi@alice.it è veramente una grave perdita per la cultura, Alberto Boatto è stato, oltre che un granmde Saggista/scrittore, un insegnante impareggiabile, all'Accademia di Belle Arti di Roma e Sabato un gruppo di suoi affezionatissimi allievi lo ha accompagnato in questo viaggio finale.
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13/02/2017
Giorgio de Polo, Firenze
Il solito errore: "la doppia cittadinanza (in riferimento ai cittadini franco-ebrei)". Non esiste un passaporto ebraico, esiste un passaporto israeliano. Sarà un dettaglio, ma non tutti i cattolici vorrebbero vivere nella Città del Vaticano
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08/02/2017
Mario Di Giulio, ITALIA
Home Page: http://07375560
vorrei capire perche artisti come me non vengono invitati.....ho chiesto più volte , visitate il mio lavoro......
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07/02/2017
Francesco Visalli
Veramente una bellissima iniziativa. Ma forse era anche il caso di citare un altro aspetto. Non è casuale, ad esempio, che per dare vita al centenario, sia stato scelto un edificio simbolo della città, non solo perché sede istituzionale, ma soprattutto perché progettato da uno dei più grandi architetti ancora in vita, Richard Meier. La cui architettura, da sempre, è perfettamente in linea con la filosofia del movimento De Stijl. (Per la ricerca che porto avanti da tempo, non è un mistero che adoro entrambi, Mondriaan e Meier)
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07/02/2017
marco
21. CIACCIOFERA, Michele Nato nel 1969 In Italia, vive e lavora a Parigi e sto squallido?
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06/02/2017
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Come sempre dispiace vedere che non ci sono molti italiani fra le nuove presenze, se ho visto bene c'è Arancio, Lai e Griffa, per il resto moltissimi abitano a Berlino, vorrà dire qualcosa?
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02/02/2017
Fabrizio Casetti
Da come lo vedo io il mercato dell'arte, che rientra tra quelli del lusso, è stimolato dallo spirito di ricerca e scoperta e dall'acquisto emotivo che, messi assieme, richiedono la presenza fisica dell'oggetto desiderato in modo da poter provare direttamente l'emozione della conquista e dell'acquisizione. Per questo su internet si studia il soggetto, ma poi, in galleria o in fiera, si va alla ricerca e, se si trova, lo si acquista/conquista.
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01/02/2017
EnzoR48
Articolo ineccepibile. Una sola osservazione a latere: c'è la neve e sotto un bel po' di gente per ragioni da chiarire. C'è parecchia gente impegnata: una parte pericolosamente esposta nel tentativo di salvare qualcuno, altra che produce vignette. Due modi per guadagnarsi da vivere: c'est la vie.
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