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Ecco i commenti dei lettori alle notizie, ai video ed ai blog di Exibart. Tutti possono inserire commenti e riflessioni in calce alle notizie del giornale. Si possono creare dibattiti, si può dire la propria opinione in accordo o in disaccordo con il giornalista che ha firmato l'articolo o con gli altri commentatori. Naturalmente tutti i commenti verranno vagliati dalla redazione che deciderà autonomamente e inappellabilmente se pubblicare o meno.

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46219 commenti trovati  -  pagina 1 di 1849
13/05/2018
Oppy De Bernardo, Locarno Svizzera
Ma cosa state facendo?! Trovo assurdo quello che sta succedendo a Villa Croce. State UCCIDENDO un museo che fino a poco tempo fa presentava un programma d'arte contemporanea STUPENDO!!! CHE TRISTEZZA!!!!
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11/05/2018
Roberto
Home Page: http://risposta
Caro Enzo ma che t'importa? Lino non è mica un artista. In caso contrario avresti avuto il sacrosanto diritto di prendertela. Senza nulla togliere alla tua versione primogenita, personalmente preferisco quella di Lino perché è un atto polemico concreto contro determinate persone senza alcuna ambizione artistica. Il tuo gesto duchampiano indirizzato a non si sa bene chi è invece dentro la retorica dell'opera, e in quanto tale mi interessa meno. Lo scopo del mio pezzo non era soppesare le vostre performance gemelle in difesa di Baldini, ma rimarcare lo iato tra ciò che ambisce o meno ad essere arte, a parità di risultati. La performance di Lino cadrà nel dimenticatoio, la tua non lo so ma certo il suo "plagio" l'ha fatta riscoprire. Bene hai fatto a mettere le cose in chiaro e bene faresti a essere contento che la tua azione riviva per il tramite di Lino. Un caro saluto Roberto
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09/05/2018
Chiara Vitali
La vita è un percorso complesso, non lineare, e forse non c'è nulla che metta in luce questa complessità più della brutale nettezza della morte. A volte succede che delle vite si incrocino per poi proseguire per vie diverse, ma questo non significa ignorare o dimenticare chi ha condiviso un pezzetto di percorso con te. Qual è il senso di questo sfiorarsi senza toccarsi del tutto ? Non lo so, a volte lo rivelano i decenni. Io Elisa l'ho sfiorata durante i miei anni allo IUAV, che per me non sono stati la via principale a cui appartenere, ma la preziosa tessera di un mosaico da tenere in serbo durante un cammino che si snoda su molte strade diverse eppur parallele. Quello che so, cara Elisa, è che leggere della tua scomparsa mi ha fatto sobbalzare su questa sedia in preda ad emozioni contrastanti: stupore malinconico, ma anche compiacimento nel sentire autentico affetto nelle parole di chi ti conosceva bene. Per ora io ti saluto così, poi vedremo ... perché non bisognerebbe mai dire mai, nemmeno di fronte alla morte.
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09/05/2018
enzo umbaca
Caro Roberto, per la verità mi rincresce ritornare sull’argomento, ma sento il dovere di farlo per coerenza e poi perché ho l’impressione che molta arte prodotta in quegli anni che non veniva apprezzata e osservata con diffidenza ora sembra ritornare in auge. Diceva il giusto Wittgenstein “ ….chi è soltanto in anticipo sul proprio tempo da questo sarà raggiunto.” Mi fa piacere che tu abbia “vivisezionato” entrambe le performance ma naturalmente non posso che essere in disaccordo riguardo a quanto scrivi: ribadisci concetti che sono stati in parte già detti, sia nella forma che nel contenuto, “l’autopsia” ti ha dato scarsi risultati… Le due performance hanno lo stesso scopo: disinfestare metaforicamente uno spazio “infetto” per rincominciare su nuove basi e in entrambi i casi si parla di azzeramento nel contesto delle arti visive, con lo stesso liquido di color verdastro (forse di marca diversa) stesso schizzo sulla parete, (alludendo alla pittura) stessa gestualità, compreso il Duchamp che c’è in noi e tutto il resto. La performance non l’ha fatta la mia portinaia che non ne sa niente di arte, nè tantomeno il sacerdote, bensì una persona che tratta l’arte professionalmente e che usa mezzi di comunicazione quali i giornali di settore per giustificare la palese cagata fuori dalla tazza, e andare alla ricerca dell’origine e dell’evoluzione della specie mi sembra fuorviante. Stiamo parlando di un atto effimero, nell’arte per confrontare le opere non ci si avvale a uno strumento scientifico, non esiste la filigrana di un’opera nè tanto meno il codice a barre. A questo proposito di recente ho pensato a Emilio Isgrò, che accusa Roger Waters di plagio per aver “copiato “ un’opera, una delle sue cancellature degli anni 60, per la copertina del suo disco, certo a scopo commerciale. Andarono per vie legali e la vendita fu bloccata, e poi tutto si concluse con una riappacificazione. Dunque Lino giustamente difende la sua azione, ma è stato distratto e ha ritenuto di poca importanza citare il mio nome. Buoni, corretti, disponibili sì, fessi no, altrimenti si fa del semplice sofismo. Certo la disinfestazione non l’ho inventata io, e non ho pretese di aggiudicarmi il guinnes dei primati, ma l’ho messa in pratica e ho sviluppato un concetto e messo in atto una catarsi. Quindi la cosa per me finisce qui, in fondo a entrambi ci lega ancora un pensiero di frontiera, almeno credo. EU
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06/05/2018
adc, naples
Visto il video nell'ambito della sua personale a Berlino due anni fa....strepitosa performance visiva
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04/04/2018
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Condivido in pieno la posizione di G.Armani, oramai le sfilate sono piccole occasioni di originalità dove conta più la scenografia che il vestito (anche perché oramai nei vestiti è un continuo riciclare di idee, sempre più copiate da quello che si vede nella strada) la parola moda non ha più significato, come lo stile o l'eleganza, sono vecchi termini del tempo passato
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03/04/2018
Anastasia, Rieti
una vera meraviglia, in un'esposizione tutt'altro che banale.
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31/03/2018
Gerardo, Italia, Eboli
Strategie per incrementare le vendite dei biglietti nel momento in cui vi sono mostre e in esse opere controverse. La curiosità attira le folle come i fiori le api. Marketing.
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23/03/2018
Alice Bortolazzo
Finalmente il settore della fotografia sta ricevendo la giusta attenzione anche in Italia! Un mercato tutto in crescita in cui vale la pena che ogni casa d'asta investa a lungo termine.
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07/03/2018
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Persona affascinante, ho avuto dei casuali incontri in diverse sedi espositiva, e mi ha sempre affascinato lo spiccato senso umoristico e l'attenzione alle parole che venivano usate nel dialogo
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28/02/2018
doattime, cuneo
Home Page: https://doattime.blogspot.it
E' un segno dei tempi, di come la cultura non sia stata diffusa e di quanto lavoro ancora ci sia da fare, per cui forse sarebbe interessante capire quali sono i veri problemi più che un algoritmo che seleziona delle immagini
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21/02/2018
Eleonora Cocomazzi
Donna è invecchiamento. Donna è giovinezza. Donna è fragilità. Donna è forza. Donna è eleganza. Donna è trascuratezza. Donna è fecondità. Donna è caducità. Donna è eterea. Donna è natura. Donna è energia vitale, è la dea madre. Kiki Smith riesce a trasmetterci tutto questo, con la sinuosità dei tratti su carta quasi velata e la marcata sicurezza delle incisioni su bronzo. Così come, al padiglione della Biennale di Venezia, è in grado di mostrare la donna nelle sue “gioie”e nelle sue “paure”. Donna è fatta di contraddizioni e sono proprio queste a renderla unica e ineguagliabile.
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20/02/2018
marcello carriero, Palermo /Italia
Non posso che essere d'accordo con te. La logica della creatività diffusa e della ricerca sul campo rinvia a una pratica del non - giudizio che in parte si cela dietro la paura di sbagliare e anche nella scelta irenica di includere anziché escludere. C'è un vecchio saggio del '46 di Renato Poggioli che sottolineava come la condizione di alienazione, frutto di uno stato agonico, dall'avanguardia romantica è sentita come positiva. Molti artisti inorgogliti da questa condizione una volta intravista l'occasione di cambiare la "maledizione" del rifiuto in "benedizione" del consenso barattano questo orgoglio con un'arrogante presunzione.
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07/02/2018
spider, roma
Mi sembra na bella furbata, così un collezionista non può contattare direttamente l'artista che accontentandosi di qualche bricioletta lavora come uno dei tanti prestanome. Strategia del controllo
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05/02/2018
angelo
Tre chiose all'articolo: una, che la performance della sedicente artista Emma Sulkowicz (e millanta colleghe più o meno nude, tipo tale Milo Moiré, o Deborah de Robertis al Musée d'Orsay davanti all’Origine du monde di Courbet), abbia a che fare con l'arte è da mettere subito in questione, legittima protesta lo sarà pure, però non artistica; due, sulla base di questi criteri, l'80% dell'arte di tutti i tempi che è nei musei dovrebbe essere ritirata; tre, che Chuck Close sia un "artista indiscutibile" sarà da dimostrare.
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03/02/2018
franco, bologna
ah questi snobbish radical chic sempre col naso arricciato quando non sei della loro cricca... ora che si evidenzia che anche i loro dei hanno scheletri negli armadi e che si sono protetti l'un l'altro scandalosamente saranno ancora più acidi, ma si rassegnino, loro non sono l'America, anzi, ne sono un corpo estraneo
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31/01/2018
massimo onnis, Nuoro
Io direi di spostare il cesso di Cattelan alla stazione Termini. Il miglior posto per quel "cesso" di Opera.
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28/01/2018
Tomas
La follia animalista è il più evidente segno della decadenza di una società che umanizza creature che altro non sono che cibo, in più lo strapotere che detengono piega ai loro capricci persino la legge. Ad un mondo futuro animalista, personalmente preferisco l'impatto di un asteroide
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25/01/2018
DANIELE FRISON, VENEZIA
Molto interessante il lavoro di Andreas Gursky. Sarebbe altrettanto interessante se potesse dedicare la sua attenzione, se già non lo ha fatto, alla laguna di Venezia, per molti versi attinente alle opere proposte in questa mostra. Tanti auguri per la mostra Daniele Frison
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24/01/2018
doattime, cuneo
Home Page: https://doattime.blogspot.it/
non è che tutto questo alla fine è autorefenziale e soprattutto inquinante, non basta distruggere la terra ora anche il mare? Dov'è il valore artistico?
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11/01/2018
Sandro Bongiani, Salerno
Mario Perniola è stato il pensatore colto e l’anima non omologata della critica d’arte contemporanea. Come non ricordare il saggio “Arte e Carcere” scritto in occasione di un incontro scientifico di taglio interdisciplinare tenutosi nel 1982 a Palermo dal titolo “Oggi l’arte è un carcere?”, a cura del Centro internazionale studi di estetica. Osservazioni e spunti di riflessioni acute e pungenti su: arte e cella, arte e supplizio, arte e prigionieri, e poi, l’artista come criminale, o il criminale come artista, fino a riflettere come l’arte possa anche diventare il carcere per gli artisti e il carcere come impossibilità ad essere liberi e creativi, convenendo che” l’arte è un carcere, perché gli artisti sono dei carcerieri: essi tengono imprigionata una creatività che si potrebbe manifestare nella società con una ricchezza di forme e di espressioni senza paragone maggiore”. Questo, credo, sia il testamento autentico del suo pensiero filosofico sull'arte e sugli artisti contemporanei. Bisogna segnalare anche uno degli ultimi contributi all'estetica contemporanea di riflessioni sulla destabilizzazione del mondo dell’arte e delle strategie teoretiche e poetiche prospettate nel piccolo libro del l 2015 in L’arte Espansa(Einaudi, Torino, 2015).
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08/01/2018
Dario, Pesaro
È possibile avere qualche informazione in più su questo artista?
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07/01/2018
riccardo
Mah, il problema a mio avviso è capire come intendiamo la Hilma af Klint: un'artista con interessi spiritici, oppure una spiritista che dipingeva sotto trance, magari usando il disegno automatico? Allora potremmo arrivare ancora più indietro con Georgiana Houghton (googlatela)! Che poi è sempre il solito problema degli outsider, cioè il grado di consapevolezza di quello che stanno facendo. Questione spinosa.
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06/01/2018
franco, bologna
Home Page: http://www.rancofranceschi.it
che il NYT la mettesse subito in politica era ovvio, personalmente non credo alla gratuità di arte e cultura perché questo sì è razzista e classista imponendo a tutti i cittadini, anche i meno abbienti e non interessati di mantenere attraverso le proprie imposte un baraccone che spesso interessa ale categorie più fortunate come studiosi e intellettuali e ai turisti che visitando la città entrano al museo solo per dire di essere stati al MET, some fosse un'attrattiva di cui vantarsi che la si capisca o meno. La cultura e l'arte hanno bisogno continuo di fondi per poter sopravvivere ai secoli ed è giusto che la spesa di questa esistenza se la sobbarchino coloro a cui interessa. Certamente giusto riconoscere uno sconto a vecchi e studenti, ma gli altri paghino e 25$ non sono una tragedia, due Hamburger o tre birre di meno.
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05/01/2018
Tina Parotti, Milano
Home Page: http://www.tinaparottii.com
Complimenti sia all'artista che ai committenti. Ho avuto l'onore di conoscere ed ospitare nella mia galleria l'amica Paola anni fa e da allora la seguo con piacere ed interesse . È una grande, semplicemente, e lo conferma anche con questo lavoro. Ai prossimi successi!
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