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Ecco i commenti dei lettori alle notizie, ai video ed ai blog di Exibart. Tutti possono inserire commenti e riflessioni in calce alle notizie del giornale. Si possono creare dibattiti, si può dire la propria opinione in accordo o in disaccordo con il giornalista che ha firmato l'articolo o con gli altri commentatori. Naturalmente tutti i commenti verranno vagliati dalla redazione che deciderà autonomamente e inappellabilmente se pubblicare o meno.

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45939 commenti trovati  -  pagina 1 di 1838
29/06/2016
Daria, Roma
Ho visto questa mostra per caso, poiché non ne sapevo nulla, approfittando di un giro in Toscana. bellissima..
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28/06/2016
Alberto Zaina, BRESCIA
Home Page: http://www.facebook.com/alberto.zaina.1
Condivido tutta la prima parte in cui in tono ironico si pone in risalto che il "fenomeno Christò" ha la principale componente principale nella "fede" (importante è crederci) che di fatto "esclude" la questione se sia "Arte" o non lo sia. Circa la seconda, la denuncia "Codacons" mi fa dire che pecca in "esagerazione" circa le motivazioni portate, e che un po' cade anche nello stesso abbaglio dei "credenti" in Christò, e cioè che un evento di tal portata possa essere l'occasione per risolvere larga parte dei problemi economici, turistici, ambientali della zona lacuale, o delle forniture di armi da guerra nel mondo (di cui Beretta, proprietario dell'isola, meta finale della passerella è uno dei fabbricanti), della caccia di frodo agli uccelli "vietati" che si farebbe con le reti prodotte a Montisola e, magari (e questo credo sia il più grave) anche dei Musei di Brescia (dove c'è una mostra dei progetti di Christo). Comunque segnalo sempre che i "conti" del costo per la comunità, sono stati calcolati da Legambiente in circa 8 milioni di euro.
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25/06/2016
rosa borroni, montecchio maggiore
IN realtà anch'io mi sono "spontaneamente" posta il quesito. E non è la prima volta rispetto a molte spettacolarizzazioni dell'arte. Manca certamente di quell'elemento imponderabile che rinnova ogni volta l'incontro emozionante con l'opera.Ma fa parte di un linguaggio della creatività che comunque coinvolge moltissime persone.In realtà si sta sperimentando da lungo tempo, ormai, una specie di ingordigia di sensazioni date dalle innumerevoli possibilità tecniche a disposizione degli artisti...Ne vedremo forse la catarsi in futuro.
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24/06/2016
JlZAlN0
Home Page: http://jizaino.net16.net/
Che idiozia: artisti lavoratori? Sindacati? Questi non sono artisti, ma schiavi. Tornare indietro di 600 anni.
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24/06/2016
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Non so se era quella peggiore forse oggi con la Brexit, potrebbe essere peggio e senza che l'arte ne abbia colpa...
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21/06/2016
Boresta Parlante, roma
Home Page: http://www.pinoboresta.com
Il timbro di pino boresta: "Con questo timbro la presente banconota è opera d’arte a tutti gli effetti". I collezionisti d’arte sono avvisati, sono soldi che invece di svalutare dovrebbero aumentare di valore col passare del tempo, incrementare il nostro patrimonio artistico nazionale (ministro allertato mezzo salvato), ingenerare una caccia serrata con battuta d’arresto della deflazione e dell’inflazione dato che una volta che ne avrete trovato un esemplare non dovete farvelo scappare ma conservare per la gioia dei vostri figli prediletti che l’erediteranno e lo metteranno in cornice o lo convertiranno in titoli disordinari dello Stato. Pablo Echaurren http://pinoboresta.blogspot.it/2008/03/2000-pablo-echaurren.html http://pinoboresta.blogspot.it/2007/10/3-blocco.html
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20/06/2016
Michela Casavola
Femminicidio, omicidio preterintenzionale, casualità, se fosse successo in questo particolare “clima contemporaneo” forse sarebbe stato analizzato con più attenzione e maggiore chiarezza! Sono proprio curiosa di sentire cosa ne pensa la nipote di Ana Mendieta l’8 luglio al PAC…
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20/06/2016
Eric De Paoli, Milano
Home Page: http://www.ericdepaoli.com
Insomma, l'arte è anche evento, semmai si può dire senza problemi che Christo sia un artista mainstream che da decenni fa le stesse cose, e quindi per questo lo si può criticare. L'opera di Christo in sé non è che dica molto ormai, ma l'arte E' un evento, ed E' partecipativa. E' un discorso che si fa dagli anni '70, l'arte non deve per forza essere ambigua o disturbante, può anche favorire un'esperienza nuova e alterare un panorama consueto, favorendo un nuovo vissuto.
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18/06/2016
orlando
Sarebbe stato meglio se qualche altro avesse lodato la mostra sia per il lavoro che per l'allestimento....ognuno se la canta e se la suona...mah!
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18/06/2016
PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano
Home Page: http://www.pacmilano.it
Ana Mendieta è al PAC. Non solo non l'abbiamo dimenticata, ma le abbiamo dedicato un'intera sala nella nostra prossima mostra CUBA TATUARE LA STORIA - dal 5 luglio a Milano - insieme ad altri 30 artisti cubani. Era impossibile raccontare l'arte a Cuba senza parlare di Mendieta, fondamentale per comprendere le radici performative dell'arte cubana. L'8 luglio le dedicheremo anche una serata, con proiezione di un nuovo documentario su di lei e talk con Raquel Cecilia Mendieta. Aspettando la mostra www.pacmilano.it/blog
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13/06/2016
Coda, Italia
Home Page: http://Buonsens.com
Non basta truccarsi per essere qualcun altro... Bisogna vivere l'essere altro. Mi dispiace ma la sherman i suoi 62 li dimostra eccome
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12/06/2016
matteo bergamini, Italia
matteo bergamini m.bergamini@exibart.com
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11/06/2016
Guy Bettini, locarno
Guy Bettini; che tristezza quando l'arte nel paesaggio diventa strumento puramente estetico e sensuale e non rispetta per nulla l'eco sistema in cui viene inserita. L'equilibrio ambientale dovrebbe essere il primo parametro attorno al quale tessere la tela di un'idea estetica. Che vergogna utilizzare la natura come se fosse la propria tela, Ma nessuno ha mai sentito parlare di estetica ecologica ? la teorizzata Herman Prigann. Herman Prigann (Recklinghausen, Germany 1942 - Portals Nous, Spain, 2008) was an artist working within the fields of Land Art, Environmental Art, Art in Nature as well as a prolific painter. His early work focused on social art actions in Germany in the 1970s. Starting in the 1980s, he began addressing environmental concerns through art as part of the Art in Nature movement. During the 1990s this led to increasingly larger and more ambitious projects that transformed entire industrial wastelands into sculpture parks, mostly in Germany. During this time, he also developed an approach to environmental art and landscape transformation that he called an "Ecological Aesthetic." He wrote extensively about art and the environment, culminating in the book "Ecological Aesthetics: Art in Environmental Design" (Birkhäuser, 2004).
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11/06/2016
Antonio Cornacchia, Italia
Vorrei conoscere il nome dell'autore dell'articolo. Grazie
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10/06/2016
GGG
La "mobilitazione" sdegnata contro le bancarelle estive lungo il Tevere dovrebbe avere luogo a prescindere dalla presenza di un'opera d'arte URBANA - che, come giustamente è stato osservato da più parti, deve subire il destino del suo status! Che cosa succede se un uccello fa il nido in un buco tra le figure? lo cacciamo via col fuoco perchè sta intaccando un'opera all'aperto sul muraglione di un fiume e ricopriamo di reti così non si corre più il rischio? La verità è che le "bancarelle" di Roma Estate hanno sempre fatto cordialmente schifo, non hanno mai proposto un intrattenimento (o un commercio) di qualità a prescindere, e andrebbero a prescindere ripensate. Incensi indiani, stracci cinesi, cibo scadente, musica brutta, pietre magiche e zufoli peruviani, ricambi del Folletto, orde di coatti che calano in canotta da ogni sperduta periferia coi loro borselli a tracolla, contenti di spulciare tra i soliti 4 dvd impolverati o i poster dei film di Sordi e bere mojito annacquato a prezzi assai poco invitanti...Perchè non si rivede la qualità in generale dell'offerta? Senza giungere all'opposto (sarebbe tipico di Roma!), una enclave di "cultura" enogastronomica e pseudo-artistica molto fashion con gli chef di tendenza a proporre tartare di nutria e chutney di alghe tiberine servite su sanpietrino caldo :D Auspichiamo un'aurea via di mezzo, una cosa NORMALE che possa accontentare tutti, dal gourmet al coatto a chi vuole solo bere una birra e guardare l'acqua che scorre...a prescindere da Kentridge!
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09/06/2016
Marco Baudino, Italia
Home Page: http://www.futurepowersrl.eu
Il simbolo di rinascita comprende un aspetto di attenzione e sensibilità verso le soluzioni economiche, tecniche, etiche, pratiche di VERA SOSTENIBILITA' APPLICATA. Perchè l'economia, lo sviluppo, il consumismo che ci ha caratterizzato finora devono lasciare spazio a consumi consapevoli del fatto che abbiamo risorse finite da usare per vivere. La Natura ci insegna come riciclare, il simbolo della mela reintegrata racchiude esattamente questa realtà: imparare dalla natura; non abusare, ma usare; ciò che non serve più a noi, serve ad altri o a qualcos'altro, in una catena virtuosa in cui nulla si spreca; potremmo trovare enne esempi di virtuosismi, dalla Natura. Io nel mio piccolo, da tecnico (sono un ingegnere meccanico), ho avuto la fortuna di conoscere materiali naturali e nuovi (la lolla di riso), con cui abbiamo fatto prodotti a impatto zero anche alternativi alla plastica (VIPOT), smaltibili insieme agli scarti organici avviati alla digestione anaerobica, processo naturale di fermentazione controllata, in MINI unità adattabili a qualsiasi necessità di autosmaltimento che PRODUCE ENERGIA PULITA... chiudendo il ciclo virtuoso di Nuova Economia Circolare E(ti)co-Sostenibile. Promossa nel Terzo Paradiso, a cui la stessa mela fa parte. Spero di avere compreso quanto Pistoletto ci trasmette attraverso la mela; spero che ognuno di noi si analizzi, rispetto agli impatti che crea verso la Natura e verso l'Umanità, cercando di essere "il più leggeri possibile". Io ci sto provando con tutto me stesso, anche con l'indirizzo di lavoro e di professione che ho scelto.
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09/06/2016
Giorgio Koan, Milano
Con piacere noto che lo stimato Bonami ha finalmente esternato un grande limite del mercato dell'arte italiano. E cioe' che la quasi totalita' dei curatori non e' in grado di presentare e commentare con coerenza e razionalità le qualita' e le poetiche degli artisti che rappresentano. In tal modo, tanti potenziali collezionisti, consci dei linguaggi ridicoli e senza senso utilizzati, si allontanano dall'acquisto di tante opere che meriterebbero ben altra attenzione. Si ha spesso la sensazione che buona parte di questi professionisti non solo non siano preparati per il ruolo svolto ma soprattutto siano davvero cio' che li definisce il Bonami..
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08/06/2016
Whiehouse Blog
Home Page: http://www.artnow.live
Bonami sempre simpatico, ma dimentica di dire chi sono gli artisti e chi sono i curatori! Perché se vediamo i curatori (vedi per esempio la prossima quadriennale di roma) come i veri artisti le cose cambiano. Quello che vuol dire Bonami è che un certo ruolo di artista è ormai finito, e costretto a fare l'arredatore o il vetrinista di lusso (art line milano, ikea evoluta, furla, prada, ecc). Ma anche il curatore non è in realtà un artista perché seleziona e affianca opere altrui. Abbiamo in definitiva un vuoto mascherato da pieno (vedi le 1000 mostre in quadriennale) rispetto un linguaggio, quello dell'arte contemporanea consumato e debolissimo. Ecco spiegata la crisi del settore. A mio parere esiste una nuova strada, una diversa modalità.
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06/06/2016
nessuno
buongiorno, rispetto a quanto riportato, con alcune imprecisioni, nell'articolo di cui sopra, è necessario precisare il contratto di concessione del cosiddetto "Corpo Centrale" della Villa Reale di Monza, prevede alcuni strumenti di controllo da parte del Pubblico (il Consorzio) sull'operato del privato (Nuova Villa Reale Monza s.p.a) e questo non solo relativamente agli aspetti tecnici di mantenimento del bene, ma anche rispetto agli aspetti gestionali e programmatori, così come era previsto un controllo del pubblico sull'esecuzione dei lavori. questo per dire che forse la responsabilità non è tutta e solo del privato e che prima di farne un'esempio dell'inadeguatezza del privato, sarebbe opportuno considerare gli aspetti di complessità di quella che mi risulta essere la prima Concessione nel suo genere in Italia.
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05/06/2016
Jo
Lampedusa Fiducia e dialogo due parole che dovrebbero entrare nel vocabolario del cuore di tutti al posto di egoismo e avversione. Invece.... Eroico il medico che dedica la sua vita al soccorso di chi ha bisogno come la sindaca che merita la nostra ammirazione. Questi gli italiani di cui andare orgogliosi.02367059
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03/06/2016
Daniela Tollis, Roma
A ridosso delle elezioni amministrative, un'occasione per il Comune di Roma di manifestare almeno una parvenza di coscienza ed identità culturale prendendo una posizione decisa a favore dell'arte come veicolo di riscatto contro il degrado allucinante di questa meravigliosa e unica città. Che io, come archeologa e guida turistica, faccio spesso fatica a giustificare alle persone che accompagno e che non si capacitano di tanta NON casuale trascuratezza. Cittadini, degni di tale nome, armatevi fino ai denti e combattete!
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31/05/2016
gianrelli
http://gianrelli.blogspot.it/2016/05/con-buona-pace-dellambiente.html
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28/05/2016
Jo, jolandaleccese@gmail.com
Forse si tratta di una scelta da parte di Virzi' Comunque è bene che nel commento si sia data la opportuna evidenza agli elementi di extratestualita' presenti nel film di Almodovar. Si vede che Pratesi é un critico d'arte.
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26/05/2016
elena solito, Italia
Un messaggio chiaro, incisivo e coerente con l'idea di una "cultura" del fare e non dell'esibizione fine a se stessa. Ad un lettore che legge per la prima volta, potrebbe suscitare la sensazione di trovarsi di fronte ad una dichiarazione di intenti di un uomo affidabile e concreto, che non affascina con fabulazioni, ma parla in modo semplice e trasforma la cultura in un fatto “normale”. Quello di cui ha bisogno la città, insieme a progetti culturali diffusi e ramificati, capaci di invadere lo spazio (pubblico e privato), non solo nei soliti luoghi noti e adibiti alla funzione di contenitori culturali, ma luoghi "altri" o “non luoghi”, assumendo non l’aurea di eventi ma diventando semplicemente “abitudine alla cultura”, ad un certo pensiero, ad una ragionevole attitudine a ristabilirne il ruolo come fondamentale ed indispensabile. La cultura deve diventare un atteggiamento, una inclinazione naturale, una di quelle buone abitudini dalle quali diventa difficile separarsi.
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26/05/2016
Federico
Ciao! interessantissimo questo progetto
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