23 agosto 2001

In corso il restauro di Palazzo Pubblico a Siena

 
Il restauro del Palazzo che si affaccia sulla piazza principale di Siena svela i segreti dell’edilizia medioevale, rivelando che gli intonaci colorati che decorano le costruzione del centro storico risalgono al Romanticismo ottocentesco...

di

Palazzo Pubblico
Il Palazzo Pubblico di Siena è uno dei più eleganti esempi di architettura gotica civile italiana. Venne eretto tra il 1288 e il 1342, ed è composto da un edificio centrale a tre piani cui sono accostati due corpi laterali sormontati da merlatura guelfa: sul lato sinistro l’architetto Domenico Di Agostino costruì la Cappella di Piazza, come ringraziamento per la fine della peste del 1348, in parte modificata nel corso del XV secolo. Al di sopra del Palazzo svetta la Torre del Mangia, opera di Minuccio e Francesco di Rinaldo. I restauri di Palazzo Pubblico sono iniziati nel 1989 e dovrebbero terminare entro la prossima estate: organizzati in due fasi, sono stati seguiti fino al 1999 dall’ICR, mentre dal 2000 sono stati curati dal Comune di Siena, sotto la direzione del dott. Stefano Amidei. Nel mese di marzo, un convegno organizzato dal CERR, Centro Europeo di Ricerca sulla Conservazione e sul Restauro, ha proposto una seria riflessione sull’utilizzo di intonaci nell’edilizia medievale, partendo da uno studio eseguito in corso di restauro proprio sul Palazzo di Siena.
Il restauro
Uno dei dati più interessanti tra quelli emersi dal convegno Il colore delle facciate. Siena e l’Europa nel Medioevo organizzato dal CERR riguarda quanto è stato scoperto durante il restauro di Palazzo Pubblico: nel corso dell’indagine diagnostica, i restauratori hanno infatti notato tracce di colore e di intonaco nelle intercapedini aperte tra un mattone ed un altro: questo particolare ha portato a concludere che molti dei palazzi del centro storico di Siena in età medioevale fossero intonacati e decorati. Gli intonaci colorati vennero staccati in parte da un terremoto alla fine del XVIII secolo, ma l’operazione di messa a nudo dei mattoni venne completata in maniera sistematica durante il XIX secolo, per rispondere ad una esigenza estetica avvertita in maniera particolarmente intensa in età romantica. Il restauro riproporrà però un Palazzo non affrescato, in linea con la tradizione ottocentesca, anche se differente dall’originale medioevale.


A cura diROL







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