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fino al 30.XI.2003
Ritrovate armonie. Restauri nel centro storico di Benevento
Benevento, ex Convento San Felice

   
 Riportare alla vita le opere d’arte danneggiate e tentare di ripristinarne l’armonia perduta spesso a seguito di eventi catastrofici come il terremoto del 1980 è l’obiettivo di questa mostra. Che dopo 23 anni da quella data illustra al pubblico alcuni dei manufatti danneggiati, oggi restaurati... Francesca della Gatta 
 
pubblicato
Nella cornice dell’ex-Convento San Felice, sede oggi del Centro Operativo di Benevento, la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Caserta e Benevento ha presentato al pubblico due anni di restauri. Dal 2000 al 2002 sono stati condotti numerosi interventi di recupero su opere proveniente dalle chiese beneventane gravemente danneggiate dal terremoto del 1980. La mostra presenta attraverso interessanti pannelli esplicativi tutte le fasi di restauro degli affreschi delle chiese di San Domenico e di S. Sofia, dei dipinti della chiesa di S. Anna, delle statuine lignee del coro di San Bartolomeo raffiguranti gli apostoli, di fine ‘600. Queste ultime sono state restaurate da Teodoro Auricchio scegliendo di riproporre la patina a finto bronzo erroneamente cancellata durante un precedente restauro. L’intervento sugli affreschi di S.Sofia, condotto da Enrico Bugli si è reso necessario a seguito del san-bartolomeodilavamento provocato da una grondaia rotta. Oltre a stimolare la crescita di micro-alghe, l’acqua aveva impoverito il calcio presente nell’intonaco, sciogliendone i sali che avevano formato delle efflorescenze in superficie, venendo a creare quella caratteristica patina biancastra che spesso si vede sugli affreschi, oggi rimossa con degli impacchi. Questi affreschi, che sono tra i primi dell’arte italiana, probabilmente si datano non oltre il settimo decennio dell’VIII secolo, prima di quelli dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno. In passato l’opera aveva già subito almeno altri due interventi di restauro, in cui si erano fatte delle stuccature a gesso, che si è scelto di rimuovere perché oggi si sa che i sali di calcio del gesso possono aggredire il carbonato dell’affresco (processo di solfatazione). Inoltre, si è scelto di rimuovere il beverone che era stato dato su tutto l’affresco ed infine il rigatino, fatto ad incisione negli anni ’60, è stato sostituito. Il restauratore Enrico Bugli, durante l’incontro di presentazione della mostra, ha confessato di non aver dormito la notte precedente il primo intervento su quest’opera che è considerata una delle più importanti dell’Altomedioevo italiano.
Giorgio Mori si è occupato del restauro di un oggetto molto importante non solo da un punto di vista storico-artistico, ma anche cultuale, l’ostensorio in corallo siciliano omaggio del Cardinale Cozza a Benedetto XIII, poi donato alla Chiesa Metropolitana di Benevento nel l726. L’opera, a raggi, è decorata con piccolissimi putti e palmette di corallo. Ogni singolo pezzettino di corallo presenta 2 o 3 fori attraverso i quali passa un sottilissimo filo dorato. E’ stata smontata, pulita e rimontata, reintegrando i pezzettini di corallo mancanti con una termoresina che simula il corallo ma che rimane visibilmente distinta da esso. Le roselline di corallo, che costituiscono la parte terminale dei raggi, sono di pasta vitrea, esanta-sofia quelle mancanti sono state reintegrate con resine che tendono a riprodurne le suggestioni. L’intento è stato quello di ricomporre l’armonia perduta del manufatto “anche a costo di non tenere conto sempre dell’originalità dell’opera in tutte le sue componenti”. E’ questo il caso della ricostruzione ex- novo della cassa in metallo dorato contenente i resti di San Bartolomeo, di cui si erano conservate dopo i bombardamenti del 1943 solo alcune delle figurine in lamina che la ornavano.
I nuovi obiettivi del Centro operativo di Benevento sono ora rivolti alle operazioni di pulitura delle colonne della chiesa di S. Sofia, per le quali si sono già fatti dei saggi ed un intervento sulla fontana di quella che è stata definita dalla direttrice Vega de Martini “la prima stanza del museo del Sannio”.

francesca della gatta
mostra visitata il 21 novembre 2003


Ritrovate armonie. Restauri nel centro storico di Benevento.
Ex Convento San Felice
Viale degli Atlantici, 12 ( centro storico)
Benevento
Tutti i giorni 10-19, ingresso gratuito


[exibart]


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