14 gennaio 2026

Milano Cortina, Farsettiarte ospita Casa Italia e una mostra internazionale

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La sede di Farsettiarte a Cortina ospiterà Casa Italia, la casa degli atleti olimpionici che si apre al pubblico attraverso l'arte contemporanea e il design: ecco chi saranno gli artisti in mostra

CASA ITALIA Cortina

Dal 6 al 22 febbraio 2026, in concomitanza con i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, aprirà Casa Italia Milano Cortina 2026, il progetto culturale promosso dal CONI che accompagnerà la presenza sportiva italiana con un racconto visivo e simbolico del Paese, tra arte, architettura, design e paesaggio. E, per la prima volta, la casa degli atleti olimpionici sarà accessibile anche per il pubblico. Il tema scelto per questa edizione è Musa, parola chiave che guida un progetto unitario declinato in tre sedi d’eccezione: Triennale Milano per Casa Italia Milano, FARSETTIARTE a Cortina d’Ampezzo e il Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda di Livigno. Tre luoghi diversi ma interconnessi, pensati come un sistema integrato di spazi, per restituire una visione complessa e stratificata del “Sistema Paese”.

Musa rappresenta anche il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2016, che ha progressivamente trasformato Casa Italia da Hospitality House a progetto culturale di rilievo internazionale. Dopo Horizontal (Rio 2016), Prospectum (PyeongChang 2018), Mirabilia (Tokyo 2020), Millium (Beijing 2022) ed Ensemble (Parigi 2024), l’edizione di Milano Cortina 2026 consolida questo processo. All’interno delle tre sedi, il concept unitario prende forma attraverso percorsi scenografici in cui sport, natura, arte, architettura, interior design e light design dialogano in modo coerente.

Gli spazi delle tre sedi ospiteranno veri e propri progetti espositivi, con opere di artisti italiani e internazionali che attraversano il Novecento e il contemporaneo, tra cui John Armleder, Pablo Atchugarry, Atelier dell’Errore, Per Barclay, Stefano Cerio, Christo e Jeanne-Claude, Binta Diaw, Elmgreen & Dragset, Bekhbaatar Enkhtur, John Giorno, JR, William Kentridge, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Susanne Kutter, Sol LeWitt, Miltos Manetas, Shirin Neshat, Hermann Nitsch, Denis Oppenheim, Adrian Paci, Yan Pei-Ming, Laura Pugno, Anri Sala, Eva Sajovic, Mario Schifano, Daniel Spoerri, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, Newsha Tavakolian, David Tremlett, Ai Weiwei,Sislej Xhafa, insieme a numerosi altri autori.

JIRI KOLAR, HISTOIRE

A Cortina d’Ampezzo, Casa Italia sarà ospitata nella sede di FARSETTIARTE, spazio inaugurato nel 2020 all’interno della ex stazione di partenza della funivia per Pocol, oggi trasformata in centro espositivo affacciato sul cuore storico della città e sulle Dolomiti. Qui Musa metterà in scena, attraverso opere storiche e contemporanee, la capacità dell’Italia di accogliere, custodire e valorizzare la diversità, facendo dialogare artisti italiani e internazionali in un contesto fortemente simbolico per il Movimento Olimpico.

FILIPPO DE PISIS.

La mostra presenterà opere storiche di Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958), Massimo Campigli (Berlino, 1895 – Saint-Tropez, 1971), Mario Ceroli (Castelfrentano, 1938), Giorgio De Chirico (Volos 1888 – Roma 1978), Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956), Jean Fautrier (Parigi 1898 – Châtenay-Malabry 1964), John Giorno (New York 1936 – New York 2019), Jiří Kolář (Protivín 1914 – Praga 2002), Joseph Kosuth (Toledo 1945), Sol LeWitt (Hartford 1928 – New York 2007), Hermann Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022), Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva Island, 2008), Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957), Mario Schifano (Homs, Libia 1934 – Roma 1998), David Tremlett (Saint Austell 1945), Ben Vautier (Napoli 1935 – Nizza 2024), oltre a due fotografie di artisti legati al territorio lombardo-veneto: Luca Campigotto (Venezia 1962) e Piero Gemelli (Roma 1952).

SOL LEWITT

Il progetto architettonico e di interior design interpreta il tema Musa a partire dal paesaggio montano, assunto come elemento naturale e metaforico, teatro degli sport invernali ma anche punto di arrivo dei Grand Tour settecenteschi e fonte di ispirazione per generazioni di viaggiatori e artisti. L’allestimento recupera materiali, atmosfere e soluzioni leggere e resistenti, pensate per un’occupazione temporanea e rispettosa dei luoghi, in equilibrio tra dimensione tecnica, estetica ed emozionale.

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