02 febbraio 2026

Lo spazio d’arte contemporanea di Casa Batlló apre con un videomapping monumentale

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Casa Batlló, l'iconica architettura di Antoni Gaudí a Barcellona, ha inaugurato il suo spazio permanente per l’arte contemporanea con un'installazione di videomapping sulla facciata

Casa Batlló mapping
Casa Batlló Contemporary, Mapping 2026 by United Visual Artists, ph. Claudia Mauriño

Capolavoro iconico del Modernismo catalano, sito inserito nella lista del patrimonio mondiale Unesco, Casa Batlló di Barcellona fu ultimata nel 1907 da Antoni Gaudí, su commissione di Josep Batlló i Casanovas, un altolocato industriale del settore tessile che, nel 1904, affidò all’architetto l’incarico di rimettere a nuovo un modesto palazzo acquistato l’anno precedente. Gaudí vi profuse molte energie e il progetto fu accolto fin da subito con grande entusiasmo, anche grazie al raro e perfetto connubio tra l’esuberanza creativa e le necessità funzionali domestiche. Usata come abitazione privata, tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 è stata resa accessibile al pubblico e, oggi, la Casa evolve ancora: questo fine settimana è stato infatti inaugurato ufficialmente il nuovo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. Ad aprire le danze, Hidden Order, un intervento audiovisivo monumentale firmato dal gruppo londinese United Visual Artists, fondato nel 2003 da Matt Clark.

Casa Batlló mapping
Casa Batlló Contemporary, Mapping 2026 by United Visual Artists, ph. Claudia Mauriño

L’opera si è estesa su tutta la facciata ondulata della casa, una grande composizione in movimento di luci e suoni, per rappresentare i cicli del caos e della trasformazione. Un lavoro che ha amplificato la vitalità organica e simbolica dell’edificio e ha dialogato direttamente con L’ordre invisible, motto ufficiale dell’Anno Gaudí, appena avviato per celebrare il centenario della morte del celeberrimo architetto. Alla dimensione visiva si è affiancata una performance dal vivo della coreografa Fukiko Takase, che ha “attivato” la facciata in tempo reale, stabilendo una relazione fisica ed emotiva tra l’architettura, lo spazio urbano e le migliaia di persone riunite al civico 43 del Passeig de Gràcia.

Casa Batlló mapping
Casa Batlló Contemporary, Mapping 2026 by United Visual Artists, ph. Claudia Mauriño

Il mapping ha coinciso dunque con l’apertura di Casa Batlló Contemporary, il nuovo spazio permanente per l’arte contemporanea situato al secondo piano. Inaugurato il 31 gennaio 2026, lo spazio debutta con la mostra Beyond the Façade, una presentazione di opere site specific di United Visual Artists, concepite come estensione e approfondimento dell’intervento sulla facciata.

Casa Batlló mapping
Casa Batlló Contemporary, Mapping 2026 by United Visual Artists, ph. Claudia Mauriño

Se il mapping lavora sulla scala urbana e sull’impatto immediato, il nuovo spazio espositivo invita a un’esperienza più lenta e introspettiva. La mostra si articola come un percorso che conduce progressivamente dalla luce all’oscurità, attraverso studi luminosi, proiezioni basate sul movimento e sculture cinetiche. Anche in questo caso, l’architettura di Gaudí entra nel dispositivo percettivo come parte integrante: un ambiente che accoglie e modula opere pensate per interagire con la materia e i volumi del luogo.

Casa Batlló Contemporary, Exhibition space by Mesura
Casa Batlló Contemporary, Exhibition space by Mesura

Nei prossimi mesi, Casa Batlló Contemporary svilupperà un programma dedicato alla creatività contemporanea, in parte già avviato dal 2021 con il progetto di mapping che ha visto il coinvolgimento di artisti come Refik Anadol, Sofía Crespo e Quayola, chiamati a confrontarsi con l’eredità radicale di Gaudí attraverso pratiche interdisciplinari e con un focus specifico sulla tecnologia.

In questo contesto, Hidden Order si è imposta per forza visiva, confermando la vocazione spettacolare del programma di Casa Batlló Contemporary e la sua efficacia nel trasformare l’architettura in un dispositivo performativo. Rimane però aperta una prospettiva ulteriore: l’auspicio è che il nuovo spazio possa, nel tempo, affiancare, a tali interventi di impatto scenico, anche progetti concettualmente più strutturati, esplorando linguaggi, processi e contenuti che vadano oltre la spettacolarità dell’evento, per attivare una dimensione più lenta e riflessiva e per interrogare in modo più profondo il rapporto tra arte, tecnologia e patrimonio.

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