04 febbraio 2026

Bologna Art Week 2026: gli appuntamenti di oggi, in attesa di Arte Fiera

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Mentre Arte Fiera scalda i motori, Bologna si riempie di cose da vedere, tra musei, palazzo storici e spazi indipendenti: ecco la selezione degli appuntamenti da non perdere oggi, proposta da Untitled Association

John Giorno, Dial-A-Poem (versione del 2012), 1968-2012, Telefono, lettore di file audio con 200 poesie registrate digitalmente da 80 poeti. Courtesy Giorno Poetry Systems

In occasione della 49esima edizione di Arte Fiera e della 14esima edizione di ART City Bologna, Untitled Association consiglia una serie di mostre, eventi e iniziative da non perdere, con itinerari pensati per professionisti del settore, appassionati d’arte o semplici curiosi, tra mostre del main program, musei e spazi istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti. A questo link potete trovare i vari itinerari giornalieri, la mappa completa è invece tutta da sfogliare sull’ultimo numero di exibart onpaper, il 131, che sarà in distribuzione in questi giorni ad Arte Fiera e negli spazi d’arte e cultura di Bologna e di tutta Italia.

Oggi, in attesa della VIP Preview di giovedì 5 e dell’apertura al pubblico (6-8 febbraio) di ArteFiera Bologna, proponiamo un itinerario che, partendo nei pressi di Porta Lame, con il MAMbo e Museo Morandi, ci condurrà attraverso la città per visitare Gelateria Sogni di Ghiaccio, PIETRO e LETTERA i. Raggiungeremo il centro incontrando Palazzo Bentivoglio, Fondazione del Monte, Palazzo Boncompagni e Palazzo Tuberini. Infine, dopo aver visitato Galleria Modernissimo, concluderemo il nostro percorso a Palazzo Pepoli, in zona Quadrilatero.

Le mostre e le attività del MAMbo e del Museo Morandi

Cominciamo dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, che oggi inaugura la mostra John Giorno: The Performative World presso la Sala delle Ciminiere. Il progetto, a cura di Lorenzo Balbi, è la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata al poeta, performer e artista statunitense. L’esposizione (in corso fino al 3 maggio 2026) ripercorre la pratica artistica poliedrica di John Giorno attraverso differenti nuclei di opere, evidenziando come l’artista abbia esplorato il linguaggio poetico portando la parola oltre i confini tradizionali verso le arti visive e le reti di telecomunicazione e con l’ausilio di un carattere tipografico distintivo, progettato appositamente per lui da Mark Michaelson.

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Mattia Moreni, Ah! La povera anguria dell’estate, 1964. Olio su tela (130×195cm). Modena, collezione privata

La mostra include inoltre una sezione dedicata ai materiali d’archivio, curata da Nicola Ricciardi in collaborazione con Eleonora Molignani, con un allestimento ideato da EX. (Andrea Cassi, Serena Giardina, Michele Versaci).

Presso la Project Room è invece in corso la mostra Mattia Moreni: L’Antologica di Bologna 1965, curata da Pasquale Fameli e Claudio Spadoni. Inserita nel più ampio progetto Mattia Moreni. Dalla formazione all’ultimo sussulto prima della grande mutazione, la mostra reinterpreta l’antologica dedicata all’artista da Francesco Arcangeli negli anni Sessanta presso l’allora Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

In occasione di Art City Bologna, il MAMbo attiverà anche un servizio gratuito di mediazione culturale disponibile sabato, 7 febbraio 2026, dalle ore 14:30 alle 18:30, e domenica, 8 febbraio 2026, dalle ore 10:30 alle 13:30 e dalle ore 14:30 alle 18:30. Sempre sabato 7 e domenica 8 febbraio, alle ore 10 e alle ore 11:30, acquistando un biglietto per il museo, sarà possibile anche prendere parte a tour guidati dagli educatori museali per scoprire lo Special Program Art City. Il MAMbo proporrà, inoltre, attività per le famiglie e i più piccoli, con due laboratori pomeridiani per bambini sabato e domenica dalle ore 15 alle 19 e una passeggiata in città, domenica, 8 febbraio, dalle 10 alle 13.

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Etel Adnan, Sans Titre, 2003. Olio su tela (35×44,5x4cm). Collezione privata – Ph. Hafid Lhachmi – ADAGP Paris, 2025-6. © Etel Adnan by SIAE 2026

Proseguiamo quindi con il Museo Morandi, per la mostra Etel Adnan e Giorgio Morandi. Vibrazioni, a cura di Daniel Blanga Gubbay, parte del programma istituzionale di ART CITY. La mostra propone una selezione di dieci opere di Morandi e otto paesaggi di Adnan, esplorando la pittura come esercizio costante e disciplinato, in grado di trasformare oggetti ordinari e scenari naturali in immagini interiori, facendo emergere una profonda affinità lirica tra i due artisti.

Sia Giorgio Morandi che Etel Adnan hanno concentrato la propria ricerca su un numero limitato di soggetti fondamentali, indagati attraverso le potenzialità espressive del colore. Entrambi, in dialogo con la lezione di Paul Cézanne, intendono la pittura non come semplice rappresentazione del visibile, ma come esperienza percettiva capace di restituire la realtà tramite luce. La mostra prosegue fino al 3 maggio 2026.

Il giro di oggi, da via Riva Reno al centro città

Una breve passeggiata ci conduce in via Riva Reno per la nostra visita alla Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro. Oltre alla prestigiosa collezione permanente – che vanta opere di Giacomo Manzù, Arturo Martini, Francesco Messina, Vittorio Tavernari, Giovanni Boldini, Georges Rouault, Ettore Spalletti e molti altri – la Fondazione ospita quattro nuove mostre: Venire alla luce, personale di Antonello Ghezzi, a cura di Giovanni Gardini, progetto nato durante il lockdown che riflette sul rapporto tra immaginazione, natura e fenomeni luminosi; Échos des visages, di Clément Mitéran e Laurent Lafolie, a cura di Giovanni Gardini e Michel Poivert; e la mostre più di recente inaugurate Persistence di Jacopo Mazzonelli, dedicata alla riflessione sullo strumento musicale come oggetto culturale e simbolico e Recidere di Jesica Ferro, che dialoga con la collezione del Museo Lercaro e in particolare crea connessioni con i fossili di Bolca.

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Jessica Ferro, Callistemon. © Jessica Ferro

Proseguiamo verso via Galliera, con la Scuola di Alta Formazione Lettera i, per l’inaugurazione della mostra personale di Davide Benati, dal titolo Aquiloni, promossa da Lettera i srl, in collaborazione con Otto Gallery Bologna e Fondazione Palazzo Magnani Reggio Emilia. Lavorando da anni sul rapporto tra segno e colore, Benati è interessato non tanto alla rappresentazione mimetica della natura quanto ai processi di apparizione dell’immagine; presentando due opere dell’artista reggiano, il progetto, a cura di Giuseppe Lufrano, si inserisce nell’idea di portare l’arte come pratica condivisa negli spazi della scuola.

Davide Benati, Encantadas, 2024. Acquarello su carta intelata (140x240cm). Courtesy l’artista

Ci spostiamo ora in via del Borgo di San Pietro con i due imperdibili progetti site-specific di Palazzo Bentivoglio e Garage Bentivoglio; a Palazzo Bentivoglio è in corso CC di Michael E. Smith, un progetto site-specific concepito appositamente per i sotterranei del palazzo. A cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, CC indaga i confini tra scultura e installazione attraverso oggetti trovati, luce e vuoto percettivo.

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Michael E. Smith, CC, a cura di Simone Menegoi e Tommaso Pasquali, Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2025 – Ph. Carlo Favero

In contemporanea, al Garage Bentivoglio, è visibile Temporali di Alberto Garutti (4 – 28 febbraio 2026), un’installazione luminosa in vetrina che traduce un fenomeno naturale distante in un’esperienza intima e quotidiana, creando un legame invisibile tra spettatore e cielo lontano. Inoltre, oggi, presso la Biblioteca di Palazzo Bentivoglio, la presentazione del volume Archivio Maria Morganti. A Sentimental Journey, curato da Enrico Camprini ed edito da Edizioni de’Foscherari con l’artista Maria Morganti in dialogo con Elena Volpato e lo stesso Enrico Camprini, alle ore 18, ingresso libero.

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Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2026. Ph. Carlo Favero – Courtesy Studio Alberto Garutti

Poco distante da Palazzo Bentivoglio, presso l’Oratorio di San Filippo Neri è visitabile la videoinstallazione di MASBEDO (duo artistico formato da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), promossa e organizzata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Resto è un’opera che mette in relazione la memoria storica e il presente, intrecciandosi con la storia dell’Oratorio, gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944. Il progetto è accompagnato da un testo critico di Alessandro Rabottini.

Masbedo, Resto, 2021 (video still). © Masbedo

Sempre in via Manzoni, al civico 4, incontriamo il Museo Civico Medievale, fiore all’occhiello della città, ospitato all’interno di Palazzo Ghisilardi. In occasione di ART CITY Bologna 2026, il Museo ospita la mostra di Alessandro Moreschini L’ornamento non è più un delitto, a cura di Raffaele Quattrone. L’esposizione esplora l’ornamento come linguaggio contemporaneo: non semplice decorazione, ma strumento di trasformazione dello spazio, in dialogo con l’architettura medievale e le collezioni del museo. Una riflessione visiva che trasforma la percezione dell’oggetto e dello spazio, invitando il pubblico a scoprire l’arte contemporanea tra passato e presente.

Alessandro Moreschini, L’ornamento non è più un delitto, veduta di allestimento, Museo Civico Medievale, Bologna, 2026. Courtesy Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica

A Palazzo Boncompagni ha inaugurato ieri la mostra personale di Michelangelo Pistoletto, a cura di Silvia Evangelisti, dal titolo Dalla Cittadellarte allo Statodellarte. L’esposizione si snoda attraverso un percorso che comprende opere storiche e progetti che approfondiscono oltre sessant’anni di ricerca dell’artista, incentrati sul rapporto tra arte, società e politica. Con questa mostra Palazzo Boncompagni ospita un dispositivo attivo che mette in relazione arte, pubblico e dibattito contemporaneo, attraverso un programma che prosegue per l’intera durata dell’esposizione.

© Anna Caterina Masotti

Poco distante, in via Guglielmo Oberdan, Palazzo Tubertini, sede bolognese di Azimut Capital Management SGR SpA, società del gruppo Azimut, ospita la mostra di Anna Caterina Masotti dal titolo Eden. Il Giardino dell’anima. La mostra, accompagnata da un allestimento multimediale, presenta diciassette opere fotografiche, stampate su chiffon in seta, con ricami in Lurex color oro a creare dei delicati contrappunti all’interno dell’immagine.

© Stefano Ricci

Ci spostiamo ora presso la Galleria Modernissimo, spazio espositivo culturale collegato alla Cineteca di Bologna e al Cinema Modernissimo (riaperto nel 2023 dopo un lungo progetto di recupero), un ambiente nei sotterranei della Cineteca che ospita mostre, progetti espositivi e iniziative culturali legate alla storia del cinema, alla fotografia e alla cultura visiva. Ultimi giorni per visitare le mostre Pasolini. Anatomia di un omicidio, a cura di Gian Luca Farinelli, Marco Antonio Bazzocchi e Andrea Speranzoni; e Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, curata da Gian Luca Farinelli e John Simenon, e basata sui viaggi e l’opera del noto scrittore belga.

Apre invece oggi la nuova mostra LI HO VISTI che presenta per la prima volta una vasta selezione delle tavole realizzate per il Cinema Modernissimo dal disegnatore bolognese Stefano Ricci: cinquanta disegni originali realizzati con gessi colorati su carte vellutate, sessanta riproduzioni a stampa in copia unica dal corpus del progetto, tre lavori inediti di grande formato disegnati su velluti, realizzati per l’occasione.

Stefano W. Pasquini, UI0801 (Water), 2008. Stampa c-type (68x48cm). © Stefano W. Pasquini

Nel cuore della città, a Palazzo Pepoli, è visitabile la nuova edizione di do ut do, l’iniziativa fondata da Alessandra D’Innocenzo nel 2012 per sostenere le attività della Fondazione Hospice MT. La mostra, organizzata in collaborazione con Fondazione Bologna Welcome, e intitolata Identità, l’io plurale presenta il lavoro di sei artisti – Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi – chiamati a indagare il tema dell’identità da differenti prospettive.

Valerio D’Angelo, dettaglio dell’installazione presso Zig Zag, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno, 2025. Ph. Eleonora Cerri Pecorella

Concludiamo il nostro primo itinerario segnalando due opening; inaugura oggi da PIETRO, in via Galliera, la personale di Valerio D’Angelo, Permanent Loss of Signal, con la curatela di Niccolò Giacomazzi. Visitabile fino al 15 marzo, la mostra si inserisce nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera. Attraverso una serie di opere inedite, installazioni site specific capaci di modificare lo spazio espositivo, D’Angelo riflette su temi come la solitudine e lo smarrimento, il desiderio di essere visti e riconosciuti.

Enrico Boccioletti, Gaveri Roferoff & Grattochia (production still), 2026. Animazione video monocanale e suono stereo (60’). © Enrico Boccioletti

Domani, giovedì, 5 febbraio, Gelateria Sogni di Ghiaccio apre invece Frammenti di un discorso amoroso, mostra di Enrico Boccioletti. Prendendo in prestito il titolo dal celebre saggio di Roland Barthes (1977), il progetto si sviluppa intorno ai canali affettivi che riportano all’infanzia, combinando immagini, oggetti e media diversi.

Bologna Art To Date 2026: itinerario #1

MAMbo
Via Don Giovanni Minzoni, 14
museibologna.it
@bolognamusei
@mambobologna
At Sala delle Ciminiere
John Giorno: The Performative Word
curated by Lorenzo Balbi
Opening 04.02.2026, 18.00
05.02 → 03.05.2026
At Project Room
Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965
curated by Pasquale Fameli and Claudio Spadoni
30.01→ 31.05.2026

Museo Morandi
Via Don Minzoni, 14
museibologna.it
@bolognamusei
Vibrazioni. Etel Adnan and Giorgio Morandi
curated by Daniel Blanga Gubbay
21.01 → 03.05.2026

Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro – Raccolta Lercaro
Via Riva di Reno, 57
fondazionelercaro.it
@raccoltalercaro
Recidere
Jessica Ferro solo show curated by Giorgia Bergantin
29.01 → 15.03.2026
Persistence. Jacopo Mazzonelli
22.01 → 08.03.2026
Venire alla luce. Antonello Ghezzi  
curated by Giovanni Gardini
→ 15.02.2026
Échos des visages. Clément Mitéran and Laurent Lafolie
curated by Giovanni Gardini and Michel Poivert
→ 15.02.2026

LETTERA i
via Galliera, 15
otto-gallery.it
@otto_gallery
Aquiloni. Davide Benati
curated by Giuseppe Lufrano
04.02 → 08.02.2026

Palazzo Bentivoglio
palazzobentivoglio.org
@palazzobentivoglio
Michael E. Smith
curated by Simone Menegoi e Tommaso Pasquali
30.01 → 26.04.2026
Garage Bentivoglio
via del Borgo di San Pietro, 3/A
Alberto Garutti, Temporali, 2015
Alberto Garutti installation curated by Davide Trabucco
04.02 → 28.02.2026

Oratorio San Filippo Neri
via Manzoni, 5
fondazionedelmonte.it
@fondazionedelmonteofficial
Resto. MASBEDO    
with a text by Alessandro Rabottini
01.02 → 08.02.2026

Museo Civico Medievale
Palazzo Ghisilardi
Via Manzoni, 4
museibologna.it @bolognamusei
L’ornamento non è più un delitto. Alessandro Moreschini
curated by Raffaele Quattrone in collaboration with Ehiweb and Pasöt
18.01 → 22.03.2026

Palazzo Boncompagni
Via del Monte, 8
palazzoboncompagni.it
@palazzoboncompagni
Dalla Cittadellarte allo Statodellarte. Michelangelo Pistoletto     
curated by Silvia Evangelisti
03.02 → 03.06.2026

Palazzo Tubertini
Via Guglielmo Oberdan, 9 Eden.
Eden. Il Giardino dell’anima. Anna Caterina Masotti
with a text by Benedetta Donato
29.01 → 12.02.2026

Galleria Modernissimo         
ex Sottopasso di Piazza Re Enzo
Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere    
curated by Gian Luca Farinelli and John Simenon
→ 08.02.2026

Pasolini. Anatomia di un omicidio   
curated by Gian Luca Farinelli, Marco Antonio Bazzocchi, Andrea Speranzoni
→ 08.02.2026
Li ho visti. Stefano Ricci      
curated by Andrea Losavio
04.02 → 19.04.2026

Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna
Via Castiglione, 10
palazzopepoli.it
@palazzopepoli
do ut do 2026. Identità, l’io plurale 
group show with Victor Fotso Nyie, Geraldina Khatchikian, Fiorenza Pancino, Stefano W. Pasquini, Lorenzo Puglisi, Giorgia Severi
04.02 → 08.03.2026

PIETRO
Via Galliera 20
@pietro_galleria
Permanent Loss of Signal. Valerio D’Angelo
curated by Niccolò Giacomazzi
Opening 04.02.2026, h18
04.02 → 15.03.2026

Gelateria Sogni di Ghiaccio 
Via Tanari Vecchia 5/a
gelateriasognidighiaccio.com
@gelateriasognidighiaccio
Frammenti di un discorso amoroso. Enrico Boccioletti
Opening 05.02.2026, h 18-24
05.02 → 27.02.2026

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