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In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 2 all’8 marzo.
Teatro e danza
Maria Paiato è Riccardo III
Il carisma interpretativo di Maria Paiato incontra il fascino oscuro del Riccardo III di Shakespeare. L’attrice veste i panni maschili di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano, conferendogli un’immagine il più vicina possibile a quella originale shakespeariana.
La tragedia racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester, dal fisico deforme, che racchiude un’indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile carisma. «Una dramma storico immerso in affari di guerra e di famiglia, in affari tribali», come li definisce Angela Demattè, che ne ha curato l’adattamento per la scena.

“Riccardo III”, i William Shakespeare, riduzione e adattamento Angela Dematté, regia Andrea Chiodi, con Maria Paiato, Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo; scene Guido Buganza, costumi Ilaria Ariemme, musiche Daniele D’Angelo, luci Cesare Agoni. Produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale. A Roma, Teatro Argentina, dal 3 al 15 marzo.
Un pasticciaccio brutto della storia d’Italia
A partire da Resto qui, romanzo di Marco Balzano edito da Einaudi nel 2018, prende forma, con la regia di Francesco Niccolini, un racconto teatrale a due personaggi e molte più voci. È la storia di una coppia di sudtirolesi di lingua tedesca, diventati italiani alla fine della Prima guerra mondiale, a Curon in Val Venosta, tra gli anni del ventennio fascista e la costruzione della diga che avrebbe sommerso il paese, lasciando solo la punta del campanile a perenne memoria dell’accaduto.
Scrive Niccolini: «Attraverso un incastro drammaturgico di parti narrate e dialoghi, si dipana questo ennesimo pasticciaccio brutto della storia d’Italia. Storia di mani sporche e tenacia, rabbia, violenza e rimorsi. Disegni. Storia di donne e uomini semplici che non hanno accettato la resa e ora – davanti al Tribunale dell’Umanità e per una figlia che non c’è più – ripercorrono la loro lunga e umiliante sconfitta».

“Resto qui”, di Marco Balzano, adattamento teatrale e regia Francesco Niccolini, con Arianna Scommegna e Mattia Fabris, scene Antonio Panzuto, costumi Emanuela Dall’Aglio, luci Alessandro Verazzi, musiche originali Dimitri Grechi Espinoza. Produzione Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. A Milano, Piccolo Teatro Studio, dal 3 al 15 marzo.
Chi ha deciso il ruolo che abbiamo in ogni famiglia?
Diretti da Cristina Comencini, in scena tre attori, Iaia Forte, Licia Maglietta, Andrea Renzi, che hanno condiviso la lunga, straordinaria “stagione” della scena “made in Napoli” esplosa a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso, a teatro prima e al cinema poi, ora insieme nei ruoli di “tre fratelli” messi di fronte alla malattia dell’anziana madre.
«Chi ha deciso il ruolo che abbiamo in ogni famiglia?». Se lo chiedono le due sorelle che – la domenica – fanno i turni dalla madre malata. Opposti caratteri, opposte vite, tutto sembra scelto ed invece non lo è. All’arrivo del fratello, che non partecipa mai ai turni, le due lo chiudono in casa, ribaltano i ruoli e tornano con la fantasia ed il gioco, alla tenerezza ed all’indefinitezza dei tre bambini che erano, quando si amavano e tutto sembrava possibile per ognuno di loro.

“I turni”, testo e regia Cristina Comencini, con Iaia Forte, Licia Maglietta, Andrea Renzi, scene Paola Comencini, costumi Chiara Ferrantini, luci Gigi Saccomandi. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Enfi Teatro. A Napoli, Teatro Mercadante, dal 4 al 15 marzo.
L’hip hop generazionale di Mourad Merzouki
Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”, accolto dal pubblico come una vera rock star, il coreografo francese Mourad Merzouki, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico, arriva in Italia per presentare Beauséjour (il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau). Beauséjour è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi.
Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare, quindi, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica. In scena dialogano generazioni diverse: 14 interpreti, giovani e anziani, non per contrapporsi, ma per mostrare il fluire del tempo.

La precarietà affettiva di una generazione iperconnessa
Due giovani si incontrano su un’app di dating. Quattro weekend tra sesso, dialoghi serrati e confessioni. Changing the Sheets di Harry Butler è una commedia brillante, ironica e provocatoria che racconta la precarietà affettiva di una generazione iperconnessa, ansiosa e incapace di stare davvero in relazione. Tra battute taglienti, momenti comici e passaggi più intimi, lo spettacolo mette in scena il bisogno di essere riconosciuti, la paura del coinvolgimento e il desiderio di sentirsi eccezionali. Un gioco continuo tra attrazione e fuga, tra intimità e imbarazzo.

“Changing the Sheets” di Harry Butler, traduzione Elena Novello, adattamento italiano Francesco Ferrara, regia Vincenzo Nemolato, con Vincenzo Nemolato, Monica Buzoianu, voce fuori campo Federica Sandrini, luci Paco Summonte, suono Raffaele Bassetti, scene Rosita Vallefuoco, costumi Daniela Salernitano. Produzione Teatro Metastasio di Prato, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale. A Prato, Teatro Metastasio, dal 5 all’8 marzo.
Mephisto, romanzo di una carriera
Con la sua cifra stilistica rigorosa e visionaria, in perfetto equilibrio tra tradizione e sperimentazione, Andrea Baracco firma la regia di Mephisto – Romanzo di una carriera (dal 6 all’8 marzo, Teatro Duse Bologna). Protagonista dello spettacolo tratto dall’opera scritta nel 1936 da Klaus Mann (figlio di Thomas Mann) è Woody Neri nel ruolo di un attore, Hendrik Höfgen, disposto a tutto pur di continuare a calcare le scene.
Ambientato nella Germania nazista che scivola verso la Seconda Guerra Mondiale, Mephisto non è solo un dramma sul compromesso morale, ma una riflessione potente su quanto l’ambizione personale possa intrecciarsi, spesso tragicamente, con le derive del potere, scrive Baracco spiegando come il protagonista sia «Il simbolo di una società che cede, si adatta, si piega».

Pasolini e Sieni, tra danza e parola
Virgilio Sieni attraversa Le ceneri di Gramsci proseguendo il percorso dello spettacolo-manifesto Solo Golberg Variations con la sua personale e unica ricerca sui linguaggi del corpo in relazione alle opere d’arte. Con Ma a che serve la luce? Sieni plasma il gesto sull’opera letteraria di Pasolini con uno spettacolo che invita alla riflessione sulla condizione umana e sulla società contemporanea, immergendosi nella profondità dell’opera del poeta di Casarsa.
La scrittura della danza compone una partitura di battiti, gesti e respiri, un corpo a corpo tra parola e danza (a Cango Cantieri Goldonetta, Firenze, dal 3 all’8 marzo, per il festival La Democrazia del Corpo)

L’Edipo re di archiviozeta
La compagnia archiviozeta presenta un nuovo attraversamento di Edipo re di Sofocle, traduzione di Federico Condello, drammaturgia, scenografia, regia, interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti, musica di Patrizio Barontini (a Napoli, Galleria Toledo, dal 6 all’8 marzo). A distanza di qualche anno dalla sua ultima ripresa nel 2022, lo spettacolo torna in scena come terreno di ricerca sulle tracce metateatrali del testo mettendo in evidenza la postura poetica e formale della compagnia. Il luogo del delitto è sotto gli occhi di tutti. Questa versione di Edipo cammina sul filo dei contrasti, degli interrogatori e delle indagini alla ricerca ossessiva del colpevole: in scena due figure istruiscono il procedimento ineluttabile che porta alla conoscenza e quindi al dolore.

Lampedusa Beach
La giovane attrice Cristina Parku è Shauba, una donna africana che dà voce ai sogni, alle speranze e al desiderio di una vita migliore che la spingono ad affrontare un viaggio lungo e pericoloso verso l’Europa. Una traversata che si consuma tra memoria e visione, e che trova il suo tragico epilogo al largo delle coste di Lampedusa. Accompagnato dalla danza di Moussan Yvonne N’dah e dalle immagini video di Caterina Biasiucci, Lampedusa Beach di Lina Prosa, con la regia di Alessandra Cutolo (a Napoli, Ridotto del Mercadante, fino all’8 febbraio, Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale), è un intenso monologo sulla migrazione che trasforma una vicenda individuale in una testimonianza universale, restituendo al teatro la forza di un ascolto urgente e necessario.

R.OSA. 10 esercizi per nuovi virtuosismi
Per la rassegna L’altro sguardo la coreografa Silvia Gribaudi presenta l’ironica performance di Claudia A. Marsicano R. OSA. 10 esercizi per nuovi virtuosismi (il 3 e 4 marzo, al Teatro Bonci di Cesena). È un “one woman show” in cui la performer si esibisce in dieci esercizi di virtuosismo: scommettendo su un’inesauribile energia, Marsicano sfida i propri limiti fisici e passa dal canto al cabaret, coinvolge il pubblico in balli di gruppo, sprigiona gioia di danzare. La scrittura scenica evoca le immagini di Botero e i videotape di aerobica girati da Jane Fonda negli anni ’80, mettendo in discussione il dogma contemporaneo che identifica la prestazione fisica come ingrediente del successo.

Caravaggio: di chiaro e di oscuro
Quanti dettagli servono per raccontare la storia di Michelangelo Merisi da Caravaggio? Caravaggio: di chiaro e di oscuro di Francesco Niccolini, interpretato da Luigi D’Elia con la regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, raccontano la pittura più sublime e abissale, quella di Caravaggio.
Caravaggio incarna perfettamente la duplicità inscindibile dell’essere umano: nelle sue tele, attraverso il colore e il buio, la sacralità dei temi e l’umanità dei corpi che la rappresentano, e nella sua vita, un intreccio di passioni, tradimenti, violenze e fughe. Ma in tutto questo la cosa più importante è la verità. Verità artistica, che significa credibilità, rendere vicino ciò che sembra lontano. Nei suoi quadri Caravaggio cerca e trova questa verità, la rende concreta, visibile e tangibile.

A Casale Monferrato (AL), Teatro Municipale, il 6 marzo, per Piemonte dal Vivo.
Dance Week. Omaggio alla creatività femminile
Dal 1 all’8 marzo, con spettacoli, prove aperte, incontri e laboratori, la Fonderia di Reggio Emilia si trasforma in uno spazio di visioni plurali, accogliendo Dance Week. Omaggio alla creatività femminile – Girls just wanna have…, una settimana dedicata alle artiste e alle coreografe che, con linguaggi diversi e sensibilità eterogenee, interrogano il presente attraverso il corpo e il movimento.
Il 3 marzo premiere italiana di Sabotage di Sara Angius e Johanna Ehlert, un ironico e profondo gioco di movimento di danzatori e marionette che si manipolano a vicenda; il 4 K.I.nd of Human di Roberta Pisu / Arcis_collective. Il 7 marzo un incontro e dialogo dedicato al tema della creatività femminile nella danza contemporanea, che vede protagoniste Antonella Bertoni, Simona Bertozzi, Monica Casadei e Lara Guidetti. Condotto dalla studiosa e curatrice Ariadne Mikou.

Materia Prima Festival I
l teatro come spazio inclusivo, condiviso. Come rito collettivo. È questo il manifesto del 13/mo Materia Prima Festival, dal 4 marzo al 14 aprile, evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo, a Firenze, tra il Teatro Cantiere Florida e altri spazi della città. In cartellone Atomica, nuovo lavoro della formazione Muta Imago, ispirato alla corrispondenza tra il filosofo tedesco Günther Anders e Claude Eatherly, giovane aviatore texano che diede l’ok allo sgancio della bomba atomica su Hiroshima nel 1945 (il 4 marzo); Foresto, il capolavoro del grande drammaturgo francese Bernard-Marie Koltès La notte poco prima delle foreste riletto attraverso l’incontro tra LIS e musica elettronica dalla compagnia Leone d’Argento a Venezia Babilonia Teatri (il 6 marzo).

Alessandro Sciarroni e Genny Petrotta
Tra i debutti della nona edizione di FOG Performing Arts Festival della Triennale di Milano, c’è Op. 22 No. 2, un assolo del coreografo Alessandro Sciarroni, creato per la danzatrice Marta Ciappina, opera ispirata al poema sinfonico del compositore finlandese Jean Sibelius, Il cigno di Tuonela, a sua volta basato sul poema epico Kalevala della mitologia finlandese. A partire da sequenze autobiografiche di Ciappina, che nascono da una definita stratificazione di gesti e movimenti del suo percorso di interprete, nasce un lavoro sull’amicizia necessaria in ogni processo di composizione (il 5 marzo al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea).
Al centro dell’installazione video e performance di Genny Petrotta Brinjë me Brinjë, “da costola a costola”, c’è la storia delle Burrnesha, donne che in alcune comunità balcaniche hanno assunto identità maschili secondo le regole del Kanun, antico codice albanese (4 e 5 marzo, Galleria Triennale).

Costellazioni di una coppia
Marianne è una fisica teorica. Roland è un apicoltore. Si incontrano per caso. O forse no. Da quel primo dialogo prende vita una storia d’amore che si sviluppa in modi sempre diversi: in un universo si innamorano, in un altro si feriscono, in un altro ancora si allontanano. Ogni parola apre una possibilità, ogni silenzio cambia il corso degli eventi.
Costellazioni, di Nick Payne, attraversa il desiderio di essere ascoltati, la paura di perdersi e la forza di accettare l’altro per ciò che è. È un viaggio tra amore e destino. Qui il tempo racconta e trasforma le relazioni mettendole alla prova. È il viaggio di due persone imperfette che cercano di capirsi, scegliersi, restare. Scopriremo che, anche nell’infinito, certe scelte sembrano inevitabili.

“Costellazioni”, di Nick Payne, regia Alessia Tona, con Chiara Caporali e Carlo Farconetti, versione italiana di A. Ferraro, M. Masiello, G. Novembrini, A. Pellegrino, luci Marco Bertoni, scene Nike Teatro, costumi Maria Sole Gerbino. Produzione Nike Teatro. A Roma, Teatro Abarico, dal 6 all’8 marzo.












