28 aprile 2026

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 28 aprile al 3 maggio

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Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 28 aprile al 3 maggio, in scena nei teatri di tutta Italia

We,The Breath - Emio Greco and Pieter C. Scholten - ph Alwin Poiana

In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo e ai festival in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 28 aprile al 3 maggio.

Teatro e danza

Catania Contemporanea / FIC Festival

Si apre il 29 aprile e fino al 10 maggio la settima edizione di Catania Contemporanea / FIC Festival, che vede coinvolte le eccellenze culturali della città (Scenario Pubblico, Teatro Stabile, Istituto Bellini, Università, AME, Isola, Oelle) sotto la direzione artistica del coreografo Roberto Zappalà. Tema portante la “Gentilezza”, con un programma diffuso che abiterà piazze, parchi, chiese e teatri. L’apertura è con la parata urbana Bloom’s Parade e la performance body teaches in Piazza Duomo.

Tra gli appuntamenti di rilievo le prime nazionali del brasiliano Samir Calixto e della compagnia tedesca Of Curious Nature, oltre al ritorno degli olandesi ICK Dans Amsterdam di Emio Greco e Pieter C. Scholten; l’anteprima nazionale di Corpi Liturgici di Roberto Zappalà, itinerario performativo tra le chiese del centro storico; le Consultazioni poetiche della Troupe de l’Imaginaire, la Virdimura con Donatella Finocchiaro e il teatro in carcere con la regia di Ivana Parisi; il concerto del performer egiziano Abdullah Miniawy; e la chiusura al Cortile Platamone con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji della Compagnia Zappalà Danza e i tamburi giapponesi Munedaiko.

Il programma completo sul sito ficfestival.cataniacontemporanea.it.

UnZeit, Letonja, © Laurent Schneegans

Le tre sorelle di Liv Ferracchiati

Čechov scrisse l’opera nel 1900, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga, Maša e Irina, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca.

Nella rilettura inedita di Liv Ferracchiati, che dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo personale, lo spettacolo mette in risalto l’attualità del testo, rivelando come l’immobilità e la frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza. La regia scandaglia le contraddizioni interiori, facendo luce sul bisogno umano di cambiare, di immaginare un altrove, pur sapendo che la vita, spesso, rimane incompiuta.

Tre sorelle ci appare contemporaneo: anche il nostro tempo ha perso le sue garanzie senza trovare nuove fondamenta. Eppure tutti i personaggi hanno dentro di sé una furiosa voglia di vivere.

Tre sorelle, ph. Luigi De Palma, da sinistra Irene Villa, Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Livia Rossi

“Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?”, da Anton Čechov, testo e regia Liv Ferracchiati, dramaturg Piera Mungiguerra, consulenza letteraria Margherita Crepax, con Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Giovanni Battaglia, Giordana Faggiano, Rosario Lisma, Riccardo Martone, Antonio Mingarelli, Marco Quaglia, Livia Rossi, Irene Villa, scene Giuseppe Stellato, costumi Gianluca Sbicca, luci Pasquale Mari, suono Giacomo Agnifili. Produzione Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale. A Roma, Teatro India, dal 28 aprile al 3 maggio; a Genova, Teatro Duse, dal 7 al 10; a Milano, Teatro dell’Elfo, dal 12 al 17.

Omaggio a Balanchine al San Carlo di Napoli

È dedicato al grande coreografo George Balanchine e alla sua eredità, e per aver ispirato tutto il XX secolo della danza, lo spettacolo di balletto Soirée Balanchine del Teatro di San Carlo di Napoli (dal 28 aprile al 3 maggio), con una serata incentrata sul linguaggio neoclassico: da Serenade, sulla Serenata per archi in do maggiore, op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, alle successive declinazioni del secondo Novecento, con Black Cake di Hans van Manen, su un collage musicale che accosta pagine di Čajkovskij, Janáček, Stravinskij, Mascagni e Massenet, e Sinfonia n. 7 di Uwe Scholz, sulla la celebre partitura di Beethoven.

Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo diretto da Renato Zanella, con l’Orchestra del Lirico di Napoli diretta da Paul Connelly.

BALANCHINE / PETIPA

La tragicomica truffa di Miles Gloriosus

Ettore Bassi e Flavio Albanese guidano la Compagnia del Sole in una rilettura brillante del classico di Plauto. Miles Gloriosus è una commedia ironica e attuale che mette in scena il tema dell’adulazione e del potere attraverso la figura di un soldato vanaglorioso, vittima dei raggiri di chi lo circonda.

In una Efeso simile all’originale quanto l’ambientazione di certi Spaghetti Western al Far West, si consuma la tragicomica truffa di un gruppo di sfaccendati di vario genere ai danni di un milite che ha due debolezze: le donne, meglio se sposate, ed essere adulato. Ha una divisa, dunque un potere, e molti soldi, che dispensa generosamente per soddisfare questi peccatucci. Do ut des, normale. Perché tutti dunque lo odiano? Ha rapito e tiene segregata una giovane meretrice, e non fa altro che millantare meriti ed imprese. Tutti fingono simpatia e perfino amore per lui.

Miles gloriosus

“Miles Gloriosus”, traduzione, drammaturgia e regia di Marinella Anaclerio, con Ettore Bassi e Flavio Albanese, Stella Addario, Patrizia Labianca, Loris Leoci, Tony Marzolla, Luigi Moretti, Dino Parrotta, Alessia Racci Chini, scena Pino Pipoli, costumi Stefania Cempini, disegno luci Mauro Marasà. A Taranto, il 27 e 28 aprile, Teatro Comunale Fusco; a Bitonto, il 29 e 30, Teatro Traetta. In maggio, a Taviano e a Barletta.

Burn progetto visionario di danza per teatro

Burn, dell’artista americano A.J. Weissbard, è il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, realizzato in coproduzione con Fondazione Musica per Roma e il supporto di Orsolina28 Art Foundation (dal 28 al 30 aprile, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone).

Burn, sulla musica di Michael Galasso, è liberamente ispirato al dramma Burn This di Lanford Wilson andato in scena a New York nel 1987 con John Malkovich, che in questa versione abita il racconto come voice-over narrante, cucendo insieme passato e presente. L’opera si compone di un unico linguaggio coreografico, quattro espressioni forti si combinano e si scontrano per generare nuove forme di fisicità, approcci inediti alla comunicazione e una nuova, intensa bellezza cinetica.

Al centro della creazione quattro personaggi — Anna, Pale, Larry e Burton — affidati a coreografi-interpreti di rilievo internazionale: Ève-Marie Dalcourt, Brandon Lagaert, Damiano Ottavio BigiJonah Bokaer, e con il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Prove BURN (Alessandro Burini, Giovanni Castelli, Jacopo Giarda, Valeria Scalisi), ph. Fabrizio Sansoni-Teatro dell’Opera di Roma

Il corale Don Chisciotte del Teatro dei Venti

Il celebre Don Chisciotte del Teatro dei Venti, va in scena all’Ennesimo Film Festival di Fiorano Modenese (Mo), il 1° maggio, alle 18, a Villa Pace, con ingresso gratuito. Lo spettacolo di strada della compagnia modenese trasforma la piazza in un palcoscenico poetico e immersivo, unendo trampoli, musica dal vivo e macchine teatrali in un’esperienza collettiva unica. L’ideazione, la regia e la drammaturgia sono di Stefano Tè, con testi di Azzurra D’Agostino.

Rileggere Don Chisciotte oggi, attraverso la poetica del Teatro dei Venti, mette in luce la possibilità di continuare ad agire nel mondo in modo corale. Insieme allo stupore creato dagli strumenti tipici del teatro di strada, si porta nella tradizione l’innovazione di una scelta atipica: la parola poetica. Ciò per cui lotta Don Chisciotte, e che si riverbera anche in Sancho, è la possibilità di non rassegnarsi, di non abituarsi al male, con lo sguardo rivolto al futuro, che ha bisogno di tutta la nostra consapevolezza presente.

Don Chisciotte e Sancho, ph. Chiara Ferrin

Aterballetto in Puglia

Il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto presenta al Teatro Piccinni di Bari, il 30 aprile, e al Teatro Greco Politeama di Lecce, il 2 maggio, una serata con quattro grandi firme della danza contemporanea internazionale.

Rhapsody in Blue di Iratxe Ansa e Igor Bacovich è un’interpretazione europea della celebre rapsodia di George Gershwin, che «Regala uno spazio sonoro in cui tutto è possibile, dove da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e si è continuamente sorpresi». An Echo, A Wave, di Philippe Kratz, trae ispirazione dal moto perpetuo del mare e delle sue onde per costruire un passo a due che trasmette quello stesso sentimento di stupore che trasmette l’infinita distesa d’acqua.

Reconciliatio, di Angelin Preljocaj, è una suggestione poetica tratta da una lettura non letterale del testo dell‘Apocalisse di San Giovanni, sulle note della Sonata al chiaro di luna di Beethoven. Solo Echo di Crystal Pite, invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.

CCN Aterballetto, Rhapsody in blue, ph. Christophe Bernard

La noia, gioco di quattro giovani

Quando ci sentiamo realmente vivi? È a partire da questa domanda esistenziale che si intrecciano le vite dei quattro protagonisti de La Noia di Manuel Di Martino.

Ogni settimana, a mezzanotte, i quattro giovani si incontrano in un appartamento privato, chiamato Il Tempio, dove, tra risate e tempo perso, si raccontano gli attimi di vita rubati e rivissuti nei giorni precedenti. Il gioco è semplice e ha regole ben precise e piuttosto rigide. Ciascuno deve far confessare a un estraneo quale sia stato l’attimo più significativo della sua esistenza e riviverlo il più rapidamente possibile. Tutto sembra funzionare, è divertente. Finché, uno dei partecipanti del gruppo, in cerca di attimi sempre più estremi, supera il limite. Confessa, infatti, di aver dato fuoco all’auto in cui dormiva un senzatetto e di averlo guardato morire.

Teatro di Napoli, La Noia, ph. Nocera Ivan

“La noia”, testo e regia Manuel Di Martino, con Giampiero De Concilio, Marcello Manzella, Francesco Roccasecca, Caterina Tieghi, scene Luigi Ferrigno, costumi Giuseppe Avallone, luci Desideria Angeloni, musiche Gianluigi Montagnaro. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, dal 30 aprile al 10 maggio.

A Cagliari la danza di Corfuentes

Il festival Corfuentes 2026 (al Teatro delle Saline di Cagliari, dal 27 aprile al 10 maggio) rinnova e approfondisce la propria identità di spazio vivo e generativo della danza contemporanea, nel solco della storia di ASMED, in Sardegna.

Tra i prossimi spettacoli della settimana, il 29 aprilela Compagnia Francesca Selva con È stato così (estratto da: Trilogia del Tempo Sospeso), un’elegia intima in cui il corpo rallenta e lascia emergere memorie, possibilità mancate e tracce di ciò che resta; Cantieri Effimeri, Strutture Invisibili dell’Abitare, coreografia di Gaetano Borriello – Accademia Nazionale di Danza – AFAM. Segue Petrillo Danza / Twain con On the side, con Loris Petrillo, e Twain Physical Dance Theatre con Sogno duet, regia e coreografia di Loredana Parrella, su testo di Alexandros Memetas.

Il 30 aprile Ersiliadanza con Fino a questo punto, di e con Chiara La Padula e Viola Mazzi; Mandala Dance Company con Balancier creazione di Paola Sorressa che indaga l’equilibrio come tensione continua tra opposti, sulle sonorità di Alva Noto e Aleksi Perälä; il Balletto Teatro di Torino con I love you, Schubert!, coreografie di Manfredi Perego, un dialogo sinergico tra danza e musica ispirato alle composizioni di Franz Schubert, in quattro quadri.

I love you, Schubert!

Trittico civico, omaggio alla Costituzione

Il 4 maggio, con un omaggio agli 80 anni della Costituzione, si apre la X edizione di Bonsai – Festival di Teatro Contemporaneo a Ferrara (luoghi vari) organizzato dall’associazione Ferrara Off.

Trittico Civico è il titolo della performance itinerante in tre tappe per la regia del Direttore artistico Giulio Costa, che racconta, attraverso scritti, testimonianze e memorie, la traiettoria che dal fascismo porta alla formazione della Costituentepassando per il Manifesto di Ventotene di Spinelli e Rossi.

Lo spettacolo rende anche omaggio alle vite di alcuni illustri ferraresi, a cominciare da Bartolo Nigrisoli Giorgio Levi della Vida, due dei 12 professori universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al Fascismo; e ancora Francesco Viviani, professore del Liceo Ariosto, deportato e ucciso a Buchenwald pochi giorni prima della Liberazione e Ludovico Ticchioni, liceale e poi partigiano nella 35ma Brigata Garibaldi “Bruno Rizzieri”, catturato e fucilato dai fascisti a Codigoro all’inizio del 1945.

Direttore artistico Bonsai, Giulio Costa, Ph. Elena Ragazzi

Emma Dante rilegge una novella di Giambattista Basile

In La Scortecata, creazione ispirata a un racconto seicentesco tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, Emma Dante dà vita a un mondo fantastico e sofisticato affidato agli attori Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola (al Teatro Pergolesi di Jesi il 30 aprile).

La novella parla di un re che s’innamora, ingannato, di una vecchia. Trasformata in una splendida ragazza dall’incantesimo di una fata, la “giovane” dirà all’altra sorella di essersi fatta scorticare per diventare così bella.

Seguendo la tradizione settecentesca, la regista affida a due uomini i tre ruoli delle sorelle e del re. In uno spazio segnato da pochi arredi, con un castello in miniatura ad evocare il sogno, le due “vecchie”, per trascorrere il tempo, mettono in scena quell’antica fiaba che vorrebbe insegnare alle donne a non esser vanitose, alle vecchie ad avere il senso del ridicolo e agli uomini a non inseguire le apparenze.

04/07/2017 60 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Caio Melisso, spettacolo La Scorticata testo e regia di Emma Dante. Nella foto Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola

L’intrattenimento violento di Eleonora Danco

Intrattenimento violento, terzo e ultimo spettacolo di Antologia Danco, conclude il focus su Eleonora Danco, autentica irregolare della scena, scrittrice e interprete di testi corsari, regista teatrale e cinematografica, drammaturga e performer.

Intrattenimento violento (al Teatro Vascello di Roma, dal 28 al 30 aprile) è un insieme di testi di poesie, dialoghi, monologhi, flash. Un linguaggio diretto, dove la parola si fa immagine, il corpo strumento di tensione. Personaggi presi dalla strada, stati d’animo, frammenti d’infanzia. La relazione con la città, le strade, le metropolitane, gli alti e i bassi delle giornate. Una performance intensa, vitale e trascinante. Un concerto, uno spartito, una tela che si fa a pezzi. Bicchieri di plastica trasparenti riempiono la scena, si trasformano in vetro, nuvole, rumore.

Eleonora Danco

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