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In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 5 al 10 maggio.
Teatro e danza
La Martha Graham Dance Company torna a Venezia
51 anni dopo la sua ultima apparizione in laguna, giunge, dal 6 al 10 maggio, al Teatro La Fenice di Venezia la Martha Graham Dance Company per celebrare i cento anni della sua fondazione.
La compagnia, fondata nel 1938 da Martha Graham ritenuta la più antica compagnia di modern dance americana, definita «Una delle sette meraviglie dell’universo artistico», eseguirà tre creazioni della sua fondatrice: Diversion of Angels (1948), su musica di Norman Dello Joio; Lamentation (1930) su una partitura di Zoltán Kodály; e Chronicle (1936) su musica di Wallingford Riegger.
Questi eccezionali pezzi di storia di danza moderna saranno affiancati da En Masse, una nuova produzione firmata dal coreografo americano Hope Boykin, su musica di Leonard Bernstein e Christopher Rountree, commissionata proprio per celebrare GRAHAM100, e presentata in prima assoluta lo scorso ottobre in California.

Le cinque amazzoni di Silvia Gribaudi
La nuova creazione di Silvia Gribaudi, Amazzoni, esplora il presente attraverso la forza primordiale del femminile. L’antico mito delle donne guerriere si trasforma in un rito contemporaneo. I corpi delle cinque performer si attraversano, si sostengono, si espongono, diventando materia vibrante, gesto poetico e insieme politico. Lo spettacolo, dal 5 all’8 maggio, debutta in prima assoluta nell’ambito di Torinodanza Extra, e vede protagoniste le performer Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva (musiche di Matteo Franceschini, disegno luci di Luca Serafini e styling di Ettore Lombardi).

Omaggio a Chopin del Balletto del Sud
Notturno Interiore, variazioni per corpi in ombra, la nuova coreografia di Fredy Franzutti per il Balletto del Sud, è un viaggio visionario nell’anima, ispirato alle atmosfere intime di Fryderyk Chopin e alle pitture surrealiste dell’artista polacco Zdzslaw Beksinski (prima assoluta al Teatro Apollo di Lecce il 10 maggio).
Lo spettacolo intreccia la vita e l’arte del compositore, con la danza che dà forma ai pensieri della notte, tra luce e ombra, trasformando emozioni profonde in movimento. Un invito ad ascoltare ciò che vive dentro di noi, nel silenzio più autentico.
La cifra stilistica della danza si arricchisce dell’universo estetico di Beksiński, noto per il suo realismo visionario e le atmosfere distopiche, creando un contrappunto visivo che amplifica il senso di inquietudine e bellezza del racconto coreografico.

Nel Circo Zarathustra di Nietzsche
Un nichilismo mai passivo o rassegnato, che affronta eroicamente la realtà per tentare di dare un senso alla vita: con Circo Zarathustra, Leonardo Petrillo porta il pensiero paradossale, estremo e contraddittorio di Friedrich Nietzsche attingendo agli scritti del filosofo più controverso della modernità. Nella sua personale lettura, Zarathustra, il profeta consapevole che «Dio è morto», si assume il compito di annunciare al mondo la propria visione; ma, nel momento in cui prende la parola, non viene ascoltato, perché è in corso uno spettacolo circense.
Attori, funamboli, clown e acrobati circondano il filosofo, ideatore del pensiero dell’eterno ritorno, apparso per condividere le sue profezie anche con chi fatica a sostenere quel meraviglioso caos interiore, capace di «generare una stella danzante».

“Circo Zarathustra. Nietzsche in pista”, scritto e diretto da Leonardo Petrillo, con Violante Placido ed Ennio Coltorti, e con Lucia Brusadin, Salvo Cirrincione, Lorenzo Covello, Giuseppe Muscarello, scene Carlo De Marino, costumi Dora Argento, musiche Mariano Bellopede, luci Cesare Accetta, coreografie Giuseppe Muscarello. Produzione Teatro Biondo Palermo. Al Piccolo di Milano, Teatro Grassi, dal 6 al 10 maggio.
Il Casanova di Sandro Lombardi
Il regista Fabio Condemi affronta le memorie autobiografiche del celebre filosofo e libertino veneziano con un testo originale di Fabrizio Sinisi, affidato a Sandro Lombardi che condivide la scena con Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello e Betti Pedrazzi (al Teatro Storchi di Modena dal 7 al 10 maggio).
«La vita di Casanova – afferma Condemi – è una miniera teatrale per i continui spunti drammaturgici, visivi e storici che contiene. Da protagonista a spettatore, Casanova ricorda se stesso da giovane e rievoca in modo frammentario le sue avventure. I ricordi si mescolano e prendono vita nella biblioteca del Castello di Dux, in Boemia, dove l’intellettuale veneziano trascorre gli ultimi giorni, esule, sbeffeggiato, escluso dal mondo moderno, dialogando con i fantasmi del suo passato. Casanova, filosofo, prestigiatore e truffatore che ha vissuto tutto il secolo dei lumi, muore proprio alla fine del Settecento, mentre il mondo cambia e inizia la modernità».

Uno sguardo spietato e divertito sul mondo del lavoro
Uno sguardo spietato, divertito ma molto (molto) sbigottito sul contemporaneo mondo del lavoro, su quello che resta alla fine del mese dopo gli sforzi, sull’ingiustizia del dover produrre per poi solo crepare a fine viaggio e sull’aver creduto che il mondo girasse intorno ai nostri ombelichi, per poi scoprire che ci manca la collettività, che ci manca casa e qualcuno con cui fare, stare, sperare, sognare. Con un linguaggio post-drammatico, comico ed amaro, Riccardo Goretti, Gioia Salvatori, Simona Senzacqua raccontano, in Cantata per la fine del mese (a Firenze, Nuovo Rifredi Scena Aperta, dal 5 al 9 maggio) la storia di tre persone che fanno cento, e di cento lavori che fanno mille, e di mille stipendi che fanno zero. Si passerà attraverso il tifone umano, lavorativo ed esistenziale di questi rutilanti anni 20.

Su una spiaggia l’epica di un lungo matrimonio
Il tema del rapporto di coppia, colto in tutte le sue fragilità, così umanamente scandagliato da Francesco Lagi nelle sue produzioni, ne Le vacanze dei signori Lagonìa è ambientato su una spiaggia calabrese, tra famiglie rumorose e le borse termiche per l’immancabile pranzo.
Una lei molto ciarliera e un lui praticamente silente, rivivono la propria storia insieme, fatta di gioie e dolori, fraintendimenti e gelosie, passione e assenze. Una prova attoriale, quella di Francesco Colella e Giovanni Ludeno, che spinge nell’intimità dei personaggi, tra sogni e rimpianti, per rivelarli ironici, incantati, visionari, ma tanto reali. Una commedia tanto divertente quanto amara.

“Le vacanze dei signori Lagonìa “, scritto da Colella e Lagi, regia Francesco Lagi, con Francesco Colella e Giovanni Ludeno, disegno suono Giuseppe D’Amato, scene Salvo Ingala, costumi Sara Fanelli, disegno luci Martin Emanuel Palma, uno spettacolo di Teatrodilina. Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi. A Roma, Spazio Diamante, dal 6 al 9 maggio.
Peccato che fosse una sgualdrina
«La mia traduzione – scrive Lorenzo Lavia regista di Peccato che fosse una sgualdrina – prende in esame semplicemente quello che dice John Ford, il quale non scrive una storia d’amore tra due giovani, anche se fratelli, perché intorno all’incesto non c’è amore, ma desiderio carnale, possesso, vendetta e morte: queste cose riguardano tutti i personaggi. Ho iniziato a immaginarmelo come se fosse una stagione della serie tv American Horror Story. Ma invece di usare il metafisico come mostro, qui Ford usa l’incesto come metafora per esplorare il lato più oscuro dell’essere umano: la paura del diverso, il fanatismo religioso, l’abuso di potere e il desiderio di controllo. In un dramma come questo grazie anche alla coralità dei personaggi, la sgualdrina è un fulcro, e tali strani personaggi riescono a far venir fuori tutti questi aspetti, ognuno con la sua verità».

“Peccato che fosse una sgualdrina”, di John Ford, regia Lorenzo Lavia, con Giorgio Crisafi, Marial Bajma-Riva, Erika Puddu, Fabrizio Apolloni, Riccardo Floris, Antonio Tallura, Giuseppe Coppola, Gabriele Anagni, Pavel Zelinskiy, Eros Pascale, Mauro Racanati, Clara Danesi, Giacomo Mattia, Angelica Accarino, scenografia Paola Castrignano, costumi Mara Gentile. Produzione United Artists. A Roma, Teatro Greco, dal 5 al 17 maggio.
Spring Rolls, Festival di primavera a Torino
Spring Rolls, terza edizione del festival di Lavanderia a Vapore, dall’8 al 10 maggio, è fatto di azioni rituali, performance, sperimentazioni artistiche, ibride e partecipate, disseminate nello spazio di Lavanderia, nel paesaggio urbano e naturale di Collegno e oltre. Tema generale Il sistema degli affetti, per indagare il sentimento inteso come erotismo globale e metamorfico.
In programma Katerina Andreou & Mélissa Guex, Anna Basti con le scuole e le partecipanti al progetto Carmen, Eugenia Coscarella, Demestri + Lefeuvre, DOM, Clara Furey, Alexandrina Hemsley, Kadri Sirel, Lisa Vereertbrugghen. L’apertura è con la performance site-specific Wilson di Sophie Guisset: due giocatori e un arbitro trasformano il campo da tennis in un luogo di desiderio e tensione coreografico, la costruzione di un immaginario collettivo dove il corpo dell’atleta si fa corpo performativo, vulnerabile e desiderante.
Il programma sul sito lavanderiaavapore.eu.

Widespread Seeds, Cantieri del contemporaneo a Venezia
In concomitanza con l’apertura della 61ma Biennale d’Arte di Venezia, In Minor Keys, CREA – Cantieri del Contemporaneo, inaugura Widespread Seeds, un programma di mostre, arte pubblica, installazioni, performance e talk, il 7 e l’8 maggio presso gli spazi del CREA nell’ex cantiere navale storico veneziano sull’isola della Giudecca.
Nell’ambito di Adiacenze, spazio curatoriale e sperimentale impegnato, tra il resto, nella scoperta e promozione di artisti emergenti, presenta la performance site-specific La Forza Invisibile del Cielo (sulla coppia) di Chiara Ventura, il viaggio di due giovani amanti in una ricerca simbolica di ‘Casa’; e la performance Still di Gaetano Palermo e Michele Petrosino, un duo artistico che opera tra coreografia e arti visive, esplorando il movimento fino al punto della sua sospensione o negazione. La performance assume una forma scultorea in cui il corpo diventa una “fontana vivente” da cui sgorga un liquido continuo.
Il programma completo su adiacenze.it.

La satira sociale di David Mamet
Macchina comica perfetta, con cambi di ritmo continui e ripartenze spiazzanti, dove ogni battuta è un colpo ben assestato. Protagonisti di November sono Luca Barbareschi, Simone Colombari e Chiara Noschese, anche regista (a Milano, Teatro Manzoni, dal 5 al 17 maggio; il 19 e 20 al Teatro Nuovo di Ferrara). La commedia di David Mamet, gioca con un umorismo cinico e affilato, tipico dello stile del drammaturgo.
Ambientata nel novembre dell’anno delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, November segue il presidente uscente Charles Smith, le cui possibilità di rielezione sono minate da un calo dei consensi, da fondi sempre più scarsi e dalla minaccia di una guerra nucleare imminente. Nonostante tutto sembri andare contro di lui, mentre il suo staff ha già gettato la spugna e sua moglie si sta preparando per la sua vita post-Casa Bianca, Chuck non è ancora pronto a mollare.

Rassegna di teatro e cultura ispanica
Ancora fino all’8 maggio al Teatro Palladium – Università Roma Tre, la quinta edizione di Herencias – scritture di memoria e identità, un’immersione nella cultura civile ispanica attraverso un ciclo di performance teatrali e dialoghi sulle parole della memoria: vittima, attesa, testimone, terrorismo, educazione, fosse, corpo. Un lessico di testimonianza dei traumi del passato che si confronta con un presente ancora segnato da discriminazione, violenza, emarginazione.
Il programma della rassegna (teatropalladium.uniroma3.it), basata su importanti testi teatrali di autrici e autori provenienti da Spagna (Andalusia, Madrid, Paesi Baschi, Valencia), Argentina, Messico, è curato da Simone Trecca.

Neri Marcorè e Giorgio Gaber
Lo spettacolo di Neri Marcorè Gaber – Mi fa male il mondo offre un’esplorazione nell’universo creativo, narrativo, etico e letterario del teatro e della canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini che hanno radiografato con acume, spietatezza, ironia e partecipazione emotiva, le mutazioni della nostra società e degli individui che la abitano (al Teatro Rossini di Civitanova Marche, il 6 maggio; a Bologna, Teatro Celebrazioni dall’8 al 10; Milano, Teatro carcano, dal 12 al 17).
Gaber ci ha accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione. Lo spettacolo vuole ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente, e a distanza di anni, nello studio/ laboratorio/ pensatoio dove Gaber e Luporini hanno agito e prodotto pensiero per più di quarant’anni.

Le tre sorelle di Liv Ferracchiati
Liv Ferracchiati porta in scena Tre sorelle di Anton Čechov, con una regia che esplora, in chiave moderna, il senso di immobilità e il desiderio di cambiamento. L’opera del 1900, narra come è noto le vicende di Olga, Maša e Irina, le tre sorelle, rimaste orfane e costrette a vivere in una provincia oppressiva.
Ferracchiati proseguendo la sua ricerca analitica ed esistenziale sui temi dell’identità e delle relazioni umane, accentua l’attualità del testo originale, mettendo in luce la precarietà emotiva e il vuoto che attanaglia i rapporti sociali. «La scenografia minimalista – spiega Ferracchiati – e gli elementi contemporanei amplificano il senso di alienazione, mentre il linguaggio recitativo alterna classicismo e modernità».
A Genova, Teatro Eleonora Duse, dal 7 al 10 maggio.

La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
Dal 7 al 10 maggio, al Teatro Strehler di Milano, torna l’appuntamento con lo spettacolo istituzionale della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri. In scena, giovani ballerine e ballerini tra gli 11 e i 18 anni, con un programma di coreografie firmate da grandi maestri del passato e del presente, come Balanchine, Béjart, Ek, Forsythe, Kylián, Petit, Preljocaj. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca.

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