11 marzo 2026

Inizia TEFAF Maastricht, un viaggio nella storia dell’arte lungo più di 7000 anni

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The European Fine Art Foundation 2026 apre i battenti con 276 gallerie e mercanti d'arte da 24 Paesi. Ecco alcuni protagonisti degli stand, inclusa una "Maddalena penitente" di Artemisia Gentileschi

tefaf 2026
Theodor Matthias Von Holst, Scena dal Faust di Goethe, 1833. Courtesy: Antonacci Lapiccirella Fine Art

Dal 14 al 19 marzo (preview 12 e 13 marzo), l’appuntamento obbligato per collezionisti, curatori, studiosi e addetti ai lavori dell’arte è TEFAF Maastricht. La fiera che raccoglie negli spazi del MECC oltre 7000 anni di storia, senza limiti di categorie. Solo una parola d’ordine: la qualità museale, sia che si tratti di antico, di design, di gioielli o di contemporaneo. Come uno dei quattro autoritratti incisi all’acquaforte del 1630 in cui Rembrandt utilizzò il proprio volto per esplorare una serie di emozioni, ora è Kunsthandlung Helmut H. Rumbler a metterlo in mostra (e in vendita) al TEFAF. O Galerie Cybele, che porta una statuetta mummiforme rappresentante la divinità funeraria PtahSeker-Osiride, del periodo tolemaico, 323-230 a.C. Robilant + Voena punta, tra gli altri, sui caravaggeschi, con opere del Maestro del Lume di Candela, Stomer e Baglione. Menzione speciale per il bronzo di Paolo Troubetzkoy che ritrae Gabriele D’Annunzio, da Alessandra Di Castro Antichità – proprio ora che l’artista è protagonista di una mostra alla GAM di Milano. 276 gallerie e mercanti d’arte, provenienti da 24 Paesi e tutti e 5 i continenti propongono a Maastricht un viaggio dall’antichità al presente.

Gustaf FJÆSTAD (Stoccolma 1868 – Arvika, Svezia 1948), Paesaggio innevato, 1913. Courtesy: Antonacci Lapiccirella Fine Art

Così Antonacci Lapiccirella Fine Art, che a Roma ha sede in via Margutta, a Maastricht presenzia con una vera e propria mostra nella mostra dedicata ai pittori svedesi di inizio Novecento. S’intitola Swedish Lights e mette al centro il fascino dei paesaggi nordici e la silenziosa magia della luce svedese, trasformando ogni scena in un’esperienza contemplativa. Qualche nome? Gustaf Fjæstad, Oskar Bergman, Jacob Olof Magnus Thunman e Axel Gabriel Zachrisson – vale a dire quella generazione di pittori scandinavi che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, seppe mediare tra la tradizione accademica e le nuove istanze del naturalismo e del simbolismo europeo. Ma non manca una selezione di dipinti e sculture di artisti europei dalla metà del XIX secolo alla prima metà del XX secolo, da Theodore von Holst all’artista parigina Henriette Daux.

Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini (Feldkirch 1664 – 1736 Milano), Natura morta con piatto di olive, piatto di fichi, formaggi, sedani, una bottiglia e calice, 1700. Courtesy: Matteo Salamon

Il design raffinato della Galleria Rossella Colombari, l’arte contemporanea di Galleria Continua, le selezioni eleganti di Lebreton, Galerie Canesso, GRIMM. Estremamente variegata e preziosa la proposta di Matteo Salamon, che spazia dal fondo oro alle più audaci interpretazioni del Novecento. Splendido, tra gli altri, il lavoro del Todeschini, che nella sua natura morta rivolge lo sguardo alla vita silenziosa degli oggetti (il formaggio in parte consumato, il bicchiere vuoto, la scatola aperta custodiscono la traccia di una presenza umana che si è appena allontanata). E si arriva fino all’eleganza parigina di Madame Fernande Costa Torro, ritratta da Gino Severini, e alla dimensione rivoluzionaria dei Concetti spaziali di Lucio Fontana, dove la superficie diventa riflessione sullo spazio e sul tempo.

Federico Barocci (Urbino 1535 – 1612 Urbino), Study for the “Madonna Albani”, c. 1600. Courtesy: Matteo Salamon

Fondantico di Tiziana Sassoli presenta un nucleo di importanti dipinti che attraversa cinque secoli di storia della pittura, dalla fine del Quattrocento alla metà del Novecento. Per anticipare solo alcuni degli highlights dello stand: una straordinaria tavola raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Sebastiano, Giovanni Evangelista, Antonio Abate e Giacomo eseguita dal ferrarese Lorenzo Costa negli anni giovanili (1485 circa); una tavoletta con la Fuga in Egitto del Guercino, primizia giovanile databile al 1615 o poco oltre, nella quale il paesaggio assume un ruolo primario; la Maddalena penitente eseguita dalla celebre pittrice Artemisia Gentileschi negli anni della sua maturità artistica trascorsa a Napoli, dove si trasferì nel 1630; e ancora gli Argonauti di Gaetano Gandolfi, che vanta anche un importante curriculum espositivo.

Gaetano Gandolfi, San Matteo della Decima, 1734 – Bologna, 1802, La spedizione degli Argonauti, 1780 circa. Courtesy: Fondantico di Tiziana Sassoli

Da Brun Fine Art, una selezione d’eccellenza della grande tradizione scultorea europea dal Seicento all’Ottocento. C’è la Mädchen welches mit den Vögeln spielt (Ragazza che gioca con gli uccelli) del tedesco Rudolph Schadow (1786-1822), primo artista moderno che all’inizio dell’Ottocento è dichiaratamente impegnato in sculture di genere all’antica. C’è il Bacco di Giuseppe Maria Mazza, ispirato da modelli antichi e da prototipi di Michelangelo. E, sempre in tema di opere eccezionali, ci sono i due angeli di Giuseppe Mazzuoli, in terracotta dorata poggianti su basi lignee marmorizzate. Mentre Cantore Galleria Antiquaria presenta in anteprima esclusiva, al TEFAF, l’olio su tela raffigurante L’Estasi di Maria Maddalena, una rara opera giovanile di Gerard van Honthorst (1592-1656) recentemente acquisita dal Centraal Museum Utrecht («un palcoscenico privilegiato», comunica la galleria, «per presentare al pubblico e agli addetti ai lavori un’opera che anticipa i contenuti della retrospettiva presentata dal Museo di Utrecht»). Appuntamento a Maastricht, con i capolavori della storia dell’arte.

John William Godward (Wimbledon, 1861 – Londra, 1922), Il foro di Pompei, 1905. Courtesy: Fondantico di Tiziana Sassoli
Giuseppe Mazzuoli (Volterra, 1644 – Rome, 1725), Coppia di angeli Terracotta dorata, H. 51 cm / 20 1/8 ciascuno. Courtesy: Brun Fine Art

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