18 marzo 2026

Ancona, sei Capitale italiana della Cultura 2028

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Con il dossier “Ancona. Questo adesso”, ispirato dalle parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, Ancona si aggiudica all’unanimità la nomina diCapitale italiana della Cultura 2028

Ancona. Ph. Zitti

Ancona. Questo adesso «soddisfa pienamente gli indicatori del bando, ponendosi come un modello di progettazione culturale innovativa sostenibile e condivisa. Il giudizio è eccellente» ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, leggendo le motivazioni che hanno portato la commissione per la Capitale italiana della Cultura nel 2028 a raccomandare all’unanimità la scelta di Ancona – che riceverà un contributo ministeriale di un milione di euro per attuare il programma culturale presentato.

«È una giornata storica – afferma il Sindaco  Daniele Silvetti – un risultato che nasce da un lavoro corale, responsabile ed entusiasta, che ha unito istituzioni, università, porto, sistema culturale e comunità, dando forma a una visione condivisa e riconoscibile. Abbiamo creduto in questo percorso e oggi riceviamo una conferma che rafforza il ruolo della città e la sua capacità di crescere. Questo titolo affida ad Ancona una responsabilità che ci colloca pienamente in una dimensione nazionale. Siamo pronti a esercitarla mettendo a disposizione del Paese un progetto credibile, costruito insieme e orientato al futuro. Ancona è città dell’Adriatico e ha storicamente un ruolo di ponte tra territori e culture, punto di connessione tra Italia, Europa e Mediterraneo. Desidero ringraziare i nostri primi compagni di viaggio, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche, insieme con il soggetto attuatore Marche Teatro e con i numerosissimi i soggetti del territorio, tutti ugualmente importanti, che hanno creduto in questo progetto, rendendolo possibile».
Daniele Silvetti, sindaco di Ancona
Si unisce all’orgoglio anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Questo risultato premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunità. La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura di Ancona, riconoscendo nella cultura una leva strategica di crescita e qualità della vita. Il capoluogo dorico ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro. Il dossier ‘Ancona. Questo Adesso’ rappresenta un progetto concreto di sviluppo e rigenerazione urbana, capace di mettere al centro i giovani. Ringrazio tutti i soggetti che hanno collaborato a questa proposta condivisa, autentica e radicata nel territorio e il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta, testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero».

Il progetto, un lavoro corale che presenta oltre ottanta progetti originali e site-specific, diretti da grandi protagonisti della cultura italiana ed internazionale, offre una perfetta tensione lirica tra remoto e presente, tra custodia del patrimonio e meraviglia e pone la cultura come forza propulsiva al centro di un processo di trasformazione e rigenerazione del futuro della città, in cui il mare rappresenta la matrice comune dei progetti. «Propone un modello – ha aggiunto il Ministro a proposito del dossier – di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione. Il programma di eventi e interventi è solido e interdisciplinare ed è adeguato per attrarre un pubblico ampio e diversificato lungo l’intero arco dell’anno». 

Mole Vanvitelliana, Ancona. Ph. Zitti

Ancona. Questo adesso – a cui la commissione ha riconosciuto la «Rilevante attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento internazionale del progetto, così come il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali, nonché dei giovani, considerati non soltanto come fruitori, ma come protagonisti dei processi creativi e culturali» – pone al centro l’accessibilità con la guida del Museo Tattile Statale Omero, eccellenza internazionale nel settore; propone progetti che valorizzano patrimonio materiale e immateriale dove la componente delle tecnologie digitali è concepita con l’Università Politecnica delle Marche e valorizza il tema del welfare culturale, in linea con le recenti misure del Ministero della Cultura che ha garantito un fondo strutturale al settore e prevede un’importante strategia di rigenerazione urbana e di investimenti che, in fase di giudizio, è risultata «solida e coerente con gli obiettivi con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico, apprezzata inoltre l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio che garantisce una rete strutturata partecipativa e orientata alla crescita».

Carlo Maratti, Pinacoteca, Ancona

Il dossier, predisposto da una direzione di candidatura multidisciplinare in grado di connettere visione culturale, gestione progettuale e strategie europee con Marta Paraventi alla direzione culturale e governance istituzionale che oggi afferma «La vera particolarità di Ancona 2028 è che questa città ha scelto di assumersi fino in fondo la responsabilità di raccontarsi e progettarsi. Non ha delegato la propria anima: ha deciso di diventare autrice del proprio destino culturale, a partire da una scelta fondativa, quella di orientare il dossier sulle parole del poeta Francesco Scarabicchi. Questo riconoscimento rafforza un progetto capace di generare valore, attrarre investimenti, intercettare risorse e posizionare Ancona in modo più strutturato e competitivo nel panorama nazionale e internazionale. Ora si apre la fase più importante: dare continuità, coerenza e attuazione a un lavoro già avviato, contando su un tessuto sociale, civile e culturale che ha già dimostrato di voler camminare insieme». Con lei ci saranno Anghela Alò alla direzione amministrativa e di progetto; Viviana Caravaggi alla direzione creativa e progettazione; Paolo Clini per l’innovazione digitale e Università; e Barbara Toce per la strategia europea e UE, offre una visione, compatta, coinvolgente, unitaria, e ben articolata in quattro macroaree, tutte intimamente connesse alla morfologia naturale della città e ognuna affidata simbolicamente a un personaggio legato alla città.

Questo mare, nel segno di Vanvitelli, mira a rivitalizzare l’area portuale, riconnettendo Ancona al suo elemento identitario il mare: non solo paesaggio, ma scenografia viva di progetti come l’Arco di Traiano narrato da Abel Ferrara, fino alla Mole Vanvitelliana che si consolida come grande attrattore con il Museo della Civiltà del Mare Adriatico diretto dal Premio Oscar Dante Ferretti e non solo. Via Maestra, ispirata all’archeologo Ciriaco Pizzecolli, percorre il centro storico fino all’Acropoli, intitolata all’umanista Ciriaco d’Ancona (XV secolo) a cui è dedicato il Premio per il Dialogo Interculturale con il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica. Via Maestra è anche la rete naturale che unisce i musei della città – tra cui il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e la Pinacoteca Civica – che dal 2026 sperimenta le linee guida del MIC per le reti museali urbane. Adesso parco, dedicata all’eroina Stamira, fonde natura e cultura nel Parco del Cardeto, con l’orizzonte verso il Parco del Conero in cammino verso il riconoscimento nazionale che si propone come Geoparco sotto l’egida dell’UNESCO. Mare culturale, sotto l’egida del tenore Franco Corelli, trasforma il mare in un hub di produzione creativa contemporanea: arti digitali e performative dirette da soggetti riconosciuti dal MIC attraverso il Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo, a partire dall’ente attuatore Marche Teatro, dalla Fondazione Muse che cura la stagione lirica di Ancona, insieme ai principali festival di poesia, musica e cinema.

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