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Nelle delicate opere di Raffaele Santillo si condensa la gioia dell’attimo
Mostre
Immagina una gioia è il titolo della mostra personale di Raffaele Santillo ospitata presso la Galleria Ceravento di Pescara, a cura di Daniele Capra. Nato a S. Maria Capua Vetere, nel 1966, Raffaele Santillo è artista della quotidianità e del visibile: nelle sue opere affiorano frammenti del nostro vissuto. Tra storia e racconto, Santillo preferisce l’attimo, soffermandosi sulla continuità del presente.

La poetica di Santillo è aperta, mai conclusa: l’osservatore è invitato a sostare nell’opera e a soffermarsi sulle proprie domande. È l’inizio di una scena o la sua conclusione? Sono per caso io ad abitare la rappresentazione? Le storie raccontate interpretano la nostra esistenza, appartengono all’insieme di esperienze accumulate nella vita: una partita di calcio, una passeggiata in giardino, una visita al parco. L’artista tralascia la storia dei grandi personaggi, nulla è sensazionale nei suoi quadri, niente appartiene all’eterno sovradimensionale, tutto si esaurisce in pochi gesti spontanei.


C’è da chiedersi se non abbia tratto quei soggetti dalla nostra mente e dai nostri ricordi, tanto sono vicini al nostro vissuto. Si tratta, quindi, di attimi di quotidianità. «Santillo scansa la retorica della straordinarietà, si focalizza su situazioni che tutti possono aver vissuto, consentendo a ciascuno di identificarsi anche grazie ai tratti generici dei soggetti e delle ambientazioni. L’artista costruisce infatti un vero e proprio “scenario emotivo”, ossia un contesto psicologico che consente l’innesco di una forma di autoriconoscimento», scrive Daniele Capra nel testo critico.



Centrale nella poetica dell’artista è la presenza di azioni ordinarie. Santillo riflette sulla condizione semplice che ci appartiene, sul concetto di famiglia, sulla essenzialità delle piccole cose e dei momenti circoscritti. Con la sua poetica ridà significato ai valori. Siepe del mio campetto, utile e pia, avrebbe chiosato Giovanni Pascoli. Santillo accudisce quel tanto poco che abbiamo, se ne prende cura, ci ricorda che la vita è tutta qua: nei contatti umani e nelle relazioni affettive. Bisogna calibrare le nostre azioni e vivere il presente.

Nei suoi quadri l’atmosfera risulta sospesa: è forse la gioia che sta per arrivare? Santillo racconta quel momento, mentre, impegnati a fare altro, un’emozione muove dentro di noi facendo nascere un attimo di gioia. Un attimo, appunto, come quelli segnalati nella sua poetica. La vita è un trascorrere di momenti difficili, semplici, complessi, noiosi, divertenti, tutti abitati dai nostri sentimenti. A volte, sembriamo non accorgercene, ma dentro di noi risiedono impulsi che Santillo mette in scena tra colori lattiginosi e sprazzi di ambientazioni. Nulla stride nella sua poetica, l’artista ci accoglie come protagonisti dei suoi quadri e ci ricorda che grande palcoscenico è la vita.


Le opere di Raffaele Santillo saranno in mostra alla Galleria Ceravento di Pescara fino al 10 aprile 2026.












