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A un anno e mezzo dalla riapertura nel nuovo assetto, il CAMEC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia definisce un ulteriore passaggio nel proprio percorso di consolidamento, annunciando la nomina del nuovo Comitato Scientifico. L’istituzione, al centro di una recente fase di rilancio sostenuta dalla collaborazione tra Comune della Spezia e Fondazione Carispezia, affida così l’indirizzo delle proprie scelte culturali a un gruppo di figure provenienti da ambiti diversi, tra ricerca, curatela, collezionismo e management museale.
La costituzione del Comitato arriva in un momento di intensa attività per il museo, a pochi giorni dalla chiusura della mostra Fotosintesi. Fotografie dalla Collezione di Carla Sozzani, che ha registrato oltre 6mila visitatori, e in prossimità dell’apertura di Ripensando il Romanticismo nell’arte contemporanea, a cura di Elena Volpato, in programma dall’11 aprile al 13 settembre 2026.

A presiedere il Comitato Scientifico sarà Gerhard Wolf, direttore del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Planck Institut, già responsabile del recente riallestimento della collezione permanente del CAMeC. Il nuovo percorso espositivo, costruito a partire da oltre 200 opere delle collezioni civiche, ha introdotto una lettura non lineare e aperta, organizzata per nuclei tematici e relazioni trasversali tra linguaggi e periodi.
Accanto a Wolf, il comitato riunisce Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Francesco Guzzetti, professore associato all’Università di Firenze, Giuseppe Iannacone, avvocato e collezionista, fondatore dell’omonima fondazione, Giulia Lecchini, architetta e coordinatrice del Comitato, oltre che fondatrice dei Friends of CAMeC, Mirjam Varadinis, curatrice internazionale attiva tra istituzioni e progetti indipendenti, e la stessa Elena Volpato, conservatrice e curatrice alla GAM di Torino.
Ringraziando l’ex direttore Antonio Grulli per la sua collaborazione nei mesi scorsi, il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha auspicato «Una realtà sempre più dinamica e attrattiva, capace di coinvolgere il pubblico e valorizzare il patrimonio artistico contemporaneo», mentre il presidente di Fondazione Carispezia Andrea Corradino ha evidenziato come la nomina del Comitato si inserisca in una strategia più ampia di rafforzamento del profilo del museo. Giacomo Bei, presidente del comitato tecnico, ha individuato in questo organismo un’opportunità di stimolo critico per le future scelte culturali.

La definizione del nuovo Comitato Scientifico si lega alla storia recente e più lontana del CAMeC, istituzione che affonda le proprie radici nella stratificazione dell’edificio che lo ospita. Costruito nel 1879 come scuola elementare femminile, in una fase di espansione urbana legata allo sviluppo dell’Arsenale Militare, l’edificio divenne nel 1923 sede del tribunale civile e penale, subendo danni durante i bombardamenti del 1943 e venendo ricostruito nel Dopoguerra.
Solo alla fine degli anni Novanta lo spazio è stato riconvertito in museo, attraverso un intervento di ristrutturazione firmato da Chiara Bramanti, che integra elementi contemporanei – come l’ascensore vetrato e la scala a ventaglio – con la struttura storica. L’inaugurazione nel 2004 segna l’avvio del CAMeC come centro dedicato alle arti del XX e XXI secolo, con una collezione permanente e una programmazione temporanea.
Il patrimonio del museo si è formato nel tempo attraverso donazioni significative, tra cui quelle di Giorgio Cozzani e Ilda Goretti, e attraverso il Premio del Golfo, attivo dal 1949, che ha contribuito a costruire una raccolta rappresentativa dell’arte italiana del secondo Novecento. Accanto alla funzione espositiva, il CAMeC ha progressivamente assunto anche un ruolo formativo e di produzione culturale.
Il nuovo corso si definisce a partire dal 2024, con il progetto di restyling e riapertura sostenuto dal partenariato tra Comune e Fondazione Carispezia. Il museo si presenta oggi come un’infrastruttura culturale orientata a rafforzare il proprio posizionamento nel contesto nazionale e internazionale, anche in relazione alla sua collocazione territoriale, come punto di accesso culturale alla costa ligure e alle Cinque Terre.












