18 maggio 2026

Nuovi spazi per Galleria Borghese? Il museo romano chiarisce la vicenda

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Dopo le polemiche sull’ipotesi di un nuovo edificio alla Galleria Borghese, il museo di Roma chiarisce la situazione: nessun progetto approvato ma solo uno studio preliminare per migliorare l'accessibiltà e la fruizione

Facciata Galleria Borghese, ph. Luciano Romano, c. Galleria Borghese

Dopo le polemiche dei giorni scorsi attorno all’ipotesi di un possibile ampliamento della Galleria Borghese con un nuovo edificio all’interno del sistema monumentale, il museo ha convocato una conferenza stampa per chiarire la natura e gli obiettivi dell’iniziativa, sottolineando come allo stato attuale non esista ancora alcun progetto approvato né una proposta architettonica definita.

La vicenda nasce da una memoria approvata il 5 maggio 2026 dalla Giunta Capitolina, con cui Roma Capitale ha aderito preliminarmente all’iniziativa promossa dalla Galleria Borghese per avviare una riflessione sull’ampliamento degli spazi del museo. L’obiettivo dichiarato riguarda il miglioramento dell’accessibilità, della sicurezza dei percorsi, dei servizi al pubblico e della possibilità di esporre opere oggi conservate nei depositi, oltre alla creazione di nuove aree per attività didattiche e conferenze.

Fontana esterna Galleria Borghese, ph. Luciano Romano, c. Galleria Borghese

A rendere delicata la questione è stata soprattutto l’ipotesi della realizzazione di un nuovo “volume” architettonico in un’area adiacente alla storica Palazzina Borghese, in un contesto paesaggistico, storico e monumentale fortemente caratterizzato e caratterizzante. L’iniziativa si lega a un contratto di sponsorizzazione tecnica sottoscritto dalla Galleria con la società di ingegneria Proger per la predisposizione di un progetto di fattibilità tecnico-economica.

Nei giorni successivi alla diffusione della notizia si sono moltiplicate le reazioni. Italia Nostra e l’Associazione Bianchi Bandinelli hanno parlato di rischio di «Scempio», contestando l’idea di introdurre nuove volumetrie all’interno di un’architettura considerata già perfetta e compiuta. Anche l’associazione Amici di Villa Borghese si è schierata contro il progetto, mentre lo storico dell’arte Tomaso Montanari ha definito l’ipotesi «Una sonora bestemmia contro il patrimonio culturale della Nazione».

Le polemiche hanno spinto sia il Comune che il museo a precisare la natura preliminare dell’operazione. Nella conferenza stampa di questa mattina, la direttrice Francesca Cappelletti ha ribadito che la Galleria Borghese non intende alterare il rapporto storico tra la palazzina, i giardini e il parco, definito «Un elemento fondativo e inscindibile» dell’identità del museo.

«Nessuno vuole turbare questo prezioso contesto storico, che in tutti i modi abbiamo negli anni contribuito a tutelare, conservare, restaurare e valorizzare con iniziative culturali centrate proprio sul rapporto fra arte e natura. Con cautela, sensibilità e nel pieno rispetto dei vincoli, vorremmo iniziare a esplorare la possibilità di rendere ancora più accessibile e comprensibile questo patrimonio a chi desidera visitarlo», ha continuato Cappelletti, che dirige il museo romano dal 2020. «Non è una questione di numeri, ma di persone; di promuovere, civilmente, la possibilità di effettuare una visita più estesa, con meno limiti di tempo, di spazi e di opere da guardare. Abbiamo a cuore tutti i nostri pubblici, sempre più con esigenze diverse e nuove, e ci preoccupiamo di rafforzare le capacità di accessibilità e di comprensione di una storia piena di significato e di complessità».

Sala di Caravaggio, Galleria Borghese, Galleria Borghese

Il museo ha quindi chiarito che il percorso avviato riguarda esclusivamente uno studio preliminare e la futura promozione di un concorso internazionale di idee, reso possibile dalla sponsorizzazione tecnica di Proger. Le eventuali proposte progettuali dovranno essere sottoposte a procedure di valutazione trasparenti, anonime e condivise con gli organismi di tutela competenti.

«Galleria Borghese rappresenta uno dei luoghi più delicati e simbolicamente rilevanti del patrimonio culturale italiano e proprio per questo ogni riflessione sul suo futuro dovrà svilupparsi nel quadro di una rigorosa tutela storica, artistica e paesaggistica», ha dichiarato Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale.« Il confronto tra conservazione, accessibilità e nuove esigenze della contemporaneità è oggi una questione centrale per tutti i grandi musei internazionali e richiede strumenti di analisi, ascolto e valutazione particolarmente accurati», ha continuato Russo.

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